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Chi Resterà In Onda?


2 giugno 2011 ore 09:00   di pasqualelopardo  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 437 persone  -  Visualizzazioni: 774

Il segno più caratteristico del nostro tempo è la simultaneità. Nel 1801 la notizia della morte dello zar si seppe a Londra 21 giorni dopo. La storia si svolgeva, per così dire, al rallentatore. Oggi vediamo in diretta gli eventi più diversi, dalla Guerra in Libia alle Olimpiadi. E ogni evento è in grado di causare contraccolpi immediati in qualsiasi punto del pianeta.

Eppure la rivoluzione delle telecomunicazioni è appena incominciata e sta persino superando le profezie di Marshall McLuhan, il teorico del villaggio globale. La grande mutazione in corso riguarda la capacità di trasmettere informazioni. Questa capacità sarà presto quasi immediata e quasi a costo zero, mentre fino a ieri i canali trasmissivi e i loro costi costituivano uno stretto collo di bottiglia.


La svolta è dovuta al confluire di vari fattori tecnologici: fibre ottiche, satelliti artificiali, linguaggio digitale e metodi per comprimere i messaggi( essi immagini, suoni o dati) in un minor numero di bit ( informazioni elementari).
Ma il fattore tecnologico ha due fondamentali conseguenze sociali:
1)il consumo di informazione e di intrattenimento diventerà enorme, spostando il problema dal collo di bottiglia dei mezzi trasmissivi al collo di bottiglia delle capacità creative di chi lavora nelle comunicazioni;
2)la comunicazione di massa nel prossimo millennio non sarà più a senso unico dall’ emittente centralizzata a una periferia passiva ma diventerà gradualmente a doppio senso,cioè interattiva.

E’ ormai chiaro la convergenza di televisione,informatica e reti di telecomunicazione. Computer e apparecchio tv saranno presto lo stesso elettrodomestico. E come Internet, la rete delle reti,già oggi sta offrendo in tutto il mondo la possibilità di un contatto personale – sia pure a distanza –come poteva avvenire nella piazza di un paese nella società preindustriale, così presto il televisore-computer potrà trasformare lo spettatore in attore in ogni campo: culturale, sociale, politico.

Gli Stati Uniti hanno investito miliardi di dollari nelle autostrade dell’ informazione, in Germania 15 milioni di famiglie sono collegate tramite fibre ottiche, ricevono la tv via cavo o via satellite più di 90 famiglie su cento in paesi come il Belgio e l’Olanda.

Da questo punto di vista l’ Italia rappresenta una anomalia. Abbiamo un duopolio Rai –Fininvest e si lotta sulla spartizione di poche reti televisive tra servizio pubblico e tv commerciale, mentre dietro l’angolo ci sono cambiamenti tecnologici che fanno apparire anacronistico lo scontro in atto.

Certo il problema delle regole esiste, ma sono ormai altre le regole che servono:occorre pensare in termini di democrazia elettronica, con un parlamento virtuale potenzialmente costituito da tutti i cittadini. E la disponibilità di un numero enorme di canali su fibra e via satellite apre il discorso dei canali tematici, specializzati per face di utenza, con tutte le conseguenze che ciò comporta anche per gli investimenti pubblicitari e per le trasformazioni che subiranno altri strumenti di comunicazione come i giornali e la radio.

Il domani, come spesso accade, è contraddittorio. L’ eccesso di messaggi rischia di diventare rumore, cioè le telecomunicazioni si trasformano in tele condizionamenti. Ma il fatto che la tecnologia possa trasformare lo spettatore in un protagonista attivo ci introduce anche a nuove prospettive di libertà

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Commenti

 
  • GF
    #1 GF

Anche in USA esiste ancora la TV via etere ed ha appena subito il passaggio al digitale terrestre. E' utile soprattutto per le zone isolate e montagnose e per le periferie povere delle città. E' e sarà sempre l'alternativa economica se non addirittura gratuita per chi non vuole pagare abbonamenti privati televisivi.

Inserito 2 giugno 2011 ore 12:57
 
  • GF
    #2 GF

In questo senso, a parte il canone Rai, l'Italia non ha pochi canali, ma quella che ha la qualità e la quantità di canali non pay più alta degli altri paesi. Qualcosa di simile avviene in Germania, dove pure hanno molti canali gratuiti, ma la piattaforma utilizzata per la tv non pay in alternativa alla via cavo, è quella satellitare e non terrestre.

Inserito 2 giugno 2011 ore 13:01
 

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