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Come Nasce Un Terremoto


12 marzo 2011 ore 10:24   di chuckythedoll  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 421 persone  -  Visualizzazioni: 746

Il terremoto nasce da un movimento delle zolle che costituiscono tutta la crosta terrestre. La crosta infatti è suddivisa in grandi zolle che sono come tessere di puzzle, che presentano per cui delle zone di rottura. In queste zone di separazione si verificano i terremoti, dovuti allo spostamento e allo scontro delle placche.
Secondo la tettonica, la Terra è in continuo movimento, per cui queste attività telluriche non sono altro che una manifestazione della perenne attività del nostro pianeta, che continua la sua crescita nel tempo.

Un terremoto però, è un evento che può provocare danni anche notevoli alla zona che colpisce, infatti le onde sismiche si propagano dall’ipocentro (luogo in cui si verifica lo scontro) , raggiungendo la superficie sottoforma di onde elastiche sussultorie o ondulatorie. Esistono pertanto diversi tipi di onde che si possono propagare a seconda del caso che abbiamo di fronte. Le onde che raggiungono dapprima i sismometri sono le onde P, che generano dei movimenti che seguono la direzione dell’onda stessa. Le onde S, che giungono per seconde al sismometro, sono quelle provocano un movimento del terreno in verticale, in modo normale rispetto alla propagazione dell’onda. Se le onde P possono attraversare ogni tipo di materiale, le onde S non possono attraversare i fluidi per cui non attraverseranno le zone che si suppone siano fluide, al di sotto della crosta terrestre. A fianco a queste onde ci sono quelle R ed L che non sono altro che una combinazione delle prime due. Esse sono responsabili dei danni che avvengono in superficie e possono manifestarsi anche lontano dall’epicentro. L’epicentro si distingue dall’ipocentro, poiché è il punto corrispettivo a quest’ultimo, che appartiene alla superficie terrestre.


Capire il meccanismo dei terremoti non è difficile, ma capirne le cause diventa un po’ più complesso, così come la prevedibilità di questi. Le cause sono spesso ricercate nel movimento delle placche, ma nulla impedisce di pensare al grande movimento di masse magmatiche che avvengono nei vulcani e che provocano appunto tali eventi. Le fratture in cui avvengono i terremoti sono dette faglie; queste possono subire diversi movimenti creando quindi uno “sfregamento” che può provocare danni piccoli o danni molto grandi. Le faglie si muovono in modo diretto, inverso o trascorrente. Nel caso ci sia un movimento diretto, il tetto scende al di sotto del muro, al contrario di quanto accade un una faglia inversa. Nel tipo trascorrente invece, c’è uno scorrimento di una parte rispetto all’altra.

Come si misura l’intensità di un terremoto? L’intensità di un terremoto si valuta in generale in due tipi di scale: Richter e Mercalli. La scala Mercalli si basa sull’associazione di una classe rispetto ai danni che il terremoto provoca, passando da valori minimi a grandi catastrofi. La scala Richter invece, prevede una scala che va da circa 3.5 fino a superare 8, indicando la magnitudo, ossia l’energia liberata dall’onda sismica.

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