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Echelon: Il Grande Fratello E' Tra Di Noi


6 marzo 2011 ore 02:28   di robertolapaglia  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 359 persone  -  Visualizzazioni: 637

Il nome in codice “Echelon” viene usato per identificare una rete informatica gestita in gran segreto fino al 1997, capace di esprimere potenzialità non indifferenti nel campo del controllo globale. Echelon non soltanto è in grado di controllare l’intero nostro pianeta, ma svolge anche funzioni di intercettazione, selezione e registrazione di qualsiasi forma di comunicazione elettronica esistente.

Queste sue infinite possibilità sono supportate da due fattori fondamentali: i “Dizionari” e le stazioni a terra.
I primi sono in realtà dei veri e propri super computer, satelliti artificiali in orbita intorno al nostro pianeta, che trasmettono un considerevole flusso di dati a livello mondiale alle varie stazioni sparse per il globo.
Questa spiegazione di Echelon, molto semplice nella sua espressione in forma prettamente divulgativa, lascerebbe pensare all’intero sistema come ad un sofisticato mezzo di supporto per lo spionaggio militare; in realtà gli obiettivi non sono esclusivamente di tipo militare, Echelon infatti “osserva” e controlla anche i Governi, le varie ambasciate e persino milioni di comuni cittadini, in qualsiasi parte del mondo essi si trovino.
Questa sua singolare caratteristica lo pone in uno stato di precario equilibrio tra le libertà conquistate e reclamate dai cittadini e il sempre più crescente bisogno di sicurezza, in particolar modo in questo delicato momento storico; ma prima di affrontare questo delicato argomento cerchiamo di capire meglio perché e da chi è stato sviluppato un così complicato e virtualmente pericoloso sistema di difesa.


Durante il 1947 i rapporti tra Stati Uniti e Gran Bretagna diventano ancora più solidi in seguito a un accordo segreto che vede entrambe le nazioni unire le loro forze per rafforzare le reti di spionaggio interne; in realtà una collaborazione esisteva già da tempo ed era principalmente rivolta all’intercettazione delle comunicazioni sovietiche.
La rete di sinergie appena descritta prendeva il nome di “Patto UK/USA”, al quale si aggiunsero successivamente l’Australia, il Canada e la Nuova Zelanda; la sua esistenza rimase a lungo segreta, almeno fino a quando, nel marzo del 1998, non venne pubblicato un rapporto sullo Scientific and Technological Options Assessment.
Da quel momento la gente si rese conto che quella fastidiosa sensazione di sentirsi osservati, e le stesse leggende metropolitane che si raccontavano in merito a qualcuno che ci monitorizza costantemente, non erano poi tutte cose campate in aria…in effetti qualcuno ci stava osservando, e già da molto tempo!
Cosa si diceva di così allarmante in quel rapporto?
In pratica si affermava che ogni email, fax, telefonata, anche le più banali delle azioni che vengono compiute ogni giorno (pagamenti con carte di credito, transizioni internet e altro ancora), erano tutti movimenti che venivano costantemente intercettati (anche se non in maniera totale) e inseriti in una delle più sofisticate banche dati mai concepite dall’uomo.
Questo fantascientifico congegno veniva chiamato Echelon e i suoi obiettivi non erano affatto militari, bensì civili; l’enorme flusso di dati veniva, e viene ancora oggi, dirottato presso il centro strategico di Menwith Hill, in Gran Bretagna, dove viene scremato delle notizie considerate non sensibili e successivamente dirottato presso Fort Meade, una delle tante sedi dell’NSA (National Security Agency) nel Maryland.
In pratica ogni movimento che comporta una trasmissione elettronica di dati a distanza viene intercettato, registrato e memorizzato, rimbalzando da Sugar Grove e Yakima (USA), a Waihopai (Nuova Zelanda), a Geraldton (Australia), a Hong Kong e a Morwenstow (Gran Bretagna).
Chi, oltre noi, ha libero accesso ai dati personali dei cittadini? Con quali parametri giudicherà tali informazioni?

Possiamo considerare Echelon come uno strumento di sicurezza?
Rispondere a questo quesito non è certo compito facile, e le situazioni sorte intorno a questo enorme e onnipresente occhio nascosto non aiutano di certo.
Rimane il fatto che i bisogni di libertà, tranquillità, rispetto dei diritti umani, sono oggi tre delle più importanti prerogative e aspettative del cittadino; d’altra parte in un sistema nel quale tutti spiano tutti e continuano a spiarsi a vicenda, come non preoccuparsi pensando ai rischi che nascerebbero da un cattivo uso delle informazioni?
Come non temere che in un ipotetico, lontano futuro, non si venga tutti classificati in base al credo politico, religioso, o altro ancora?
E come non temere che in uno scenario del genere non spunti fuori il solito folle di turno?
Ma una domanda ancora più angosciante ci lascia riflettere su un altro aspetto di questo sistema considerato infallibile; se proviamo a entrare nelle pagine web della NSA troveremo elencate tutte le aspettative riposte su Echelon, oltre a sorprenderci sullo smisurato impiego di uomini, mezzi e risorse finanziarie che si muovono dietro al progetto.
Il dubbio sorge quasi spontaneo: l’ambasciata cinese a Belgrado viene bombardata, lo stesso accade a quella americana in Africa, le Torri Gemelle e i vari attentati terroristici in tutto il mondo…perché Echelon, con un così smisurato raggio di azione, non è stato in grado di prevenirli?
Perché questi tragici eventi, e molti altri ancora, sono accaduti?
Per quali motivi Echelon non “guarda” i continui spostamenti dei mercanti di armi, dei corrieri della droga?
Forse il problema non è nel sistema ma in chi lo manovra, e come molto spesso accade, non sono le macchine che dobbiamo temere ma le oscure vie che portano spesso gli uomini a lasciare che la sete di onnipotenza offuschi quell’umanità della quale abbiamo oggi estremo bisogno.

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