Fossili Di Dinosauro Ci Portano Indietro Di 190 Milioni Di Anni
Impronte di cuccioli, gusci, uova ed embrioni intrappolati in rocce sedimentarie da ben centonovanta milioni di anni. Questa la sensazionale scoperta del team coordinato e capitanato dal paleontologo canadese Robert Reisz dell' università di Toronto Mississauga, che ha portato alla luce dieci nidi di dinosauro ( trentanove uova ciascuno), risalenti al periodo Giurassico nel mezzo dell' era mesozoica, situati su più strati geologici del sito. Il rilevamento ha spostato la lancetta storica riferita ad una precedente testimonianza dello stesso genere di cento milioni di anni.
Si tratta di "Massospandylus", una specie di erbivori dal collo lungo, parenti dei sauropodi, che nidificava sulle spaziose praterie del Sud Africa, ora ricomprese nel grande Parco Nazionale Golden Gate Highlands; sul referto depositato dalla PNAS ( Accademia Americana delle Scienze) i fossili farebbero pensare ad esemplari adulti della lunghezza di sei metri che depositavano uova del diametro di sei o sette centimetri.
Dalla loro organizzazione all' interno dei sedimenti depositati sulla litosfera, gli esperti tra cui l' autore del Royal Ontorio Museum, David Evans, hanno dedotto il comportamento zelante delle madri nel sistemare con cura e dovizia le uova dopo averle depositate; le impronte dei cuccioli testimoniano invece la loro permaenza presso il luogo di nidificazione almeno fino a quando le loro dimensioni non raddoppiavano.
Non solo, la distribuzione dei nidi ha fatto ritenere che tali rettili manifestassero un comportamento riproduttivo noto agli studiosi come "fedeltà al nido" consistente nel ritornare ripetutamente durante il corso della loro vita nel luogo scelto per deporre, anche in gruppo, le proprie uova.
