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Il Grande Enigma Della Macchina Impossibile


17 settembre 2014 ore 12:53   di paolosoma  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 755 persone  -  Visualizzazioni: 1380

C'è un mistero dentro il mistero, in rete. Sembra che l'argomento fosse noto alcuni anni fa, ma poi sia andato sparendo nei meandri dei link del web ed ora sia tornato prepotentemente alla ribalta. Inoltre, un'inchiesta sul medesimo argomento svolta dal quotidiano "Il Giornale" è stata praticamente ignorata, mentre - per ammissione del suo stesso direttore Vittorio Feltri - ci si sarebbe aspettati più seguito e più polemiche piuttosto che un imbarazzante silenzio. Delle due una: o i lettori del Giornale non sono abituati a questo tipo di temi oppure la cosa appariva così incredibile che avranno pensato trattarsi di una bufala.

Il grande enigma riguarda quella che, impropriamente, in rete è stata battezzata "la macchina venuta dal futuro", ma che in realtà nulla ha a che fare con viaggiatori temporali e tanto meno con il John Titor di turno.
Secondo quanto riportato da una serie di indagini, poi unificate in un documentario trasmesso dalla Televisione Svizzera a fine agosto di quest'anno, un gruppo di fisici italiani, sul finire degli anni cinquanta, avrebbe costruito un apparato in grado di distruggere selettivamente qualsiasi tipo di materia, producendo energia. In pratica una tecnologia in grado di mutare l'economia mondiale, rendendo obsolete le fonti energetiche attuali (petrolio e nucleare).


L'ideatore o suggeritore di tale invenzione sarebbe stato Ettore Majorana, fisico italiano scomparso misteriosamente nel 1938 e sulla cui sparizione da sempre si sono fatte le più disparate ipotesi: suicidatosi perché le sue intuizioni scientifiche non cadessero in mano ai fascisti, ritiratosi in convento oppure espatriato in Argentina.

Secondo gli autori del documentario di cui sopra, tale Rolando Pelizza, nel 1958 fece amicizia con un frate che gli fornì le indicazioni per costruire la macchina. Il frate sarebbe stato appunto Majorana. Conclusa la costruzione nel 1972 il Pelizza si trovò ad essere accusato di "costruzione di apparato bellico non autorizzato", ma contemporaneamente e segretamente il Governo italiano incaricò un fisico, Ezio Clementel, di verificare il funzionamento del dispositivo, il quale, nel 1976, cercò di pubblicare i resoconti del funzionamento dell'invenzione, venendo osteggiato, denigrato ed infine arrestato.

Il Grande Enigma Della Macchina Impossibile

Clementel riuscì però a far circolare un filmato (un fotogramma è presente nelle immagini in pagina) nel quale si mostravano due distinti esperimenti andati a buon fine: la perforazione da parte del raggio (il raggio della morte di Marconi? Di Majorana?) di una lastra d'acciaio e quindi di una lastra di vetro protetta da una lastra di accaio inossidabile; la cosa interessante è che si trattava di una perforazione "selettiva": ossia il raggio lasciava integra la lastra di acciaio inossidabile attraversandola e forava con precisione millimetrica quella di vetro.
L'apparecchio pertanto poteva essere programmato per annichilire un determinato elemento chimico piuttosto che un altro.
Quanto al fatto che si potesse trattare di un prototipo di arma, questo è quello che pensarono le autorità politico - militari, mentre la macchina probabilmente, distruggendo la materia serviva a generare energia, energia (sembra) senza alcuna emissione di gas o sottoprodotti pericolosi per l'uomo e per l'ambiente.

Il Grande Enigma Della Macchina Impossibile

Ora, a parte il discutibile dettaglio del fisico Majorana presente in quel monastero nel Sud Italia (alcuni anni fa i carabinieri dei Ris rilevarono 10 coincidenze facciali tra un'immagine di Majorana in Germania nel 1950 ed una foto di un soggetto che si sosteneva essere il fisico scomparso, scattata in Argentina nel 1955), il mistero della macchina impossibile permane e, paradossalmente, sembra gonfiarsi di tonnellate d'indizi.

Ne elenchiamo qui alcuni, senza soffermarci troppo sulla loro credibilità o meno:
- Il sistema per generare energia sarebbe stato non già inventato, ma rimosso da un misterioso aereomobile caduto Il 13 giugno 1933 a Vergiate, in provincia di Varese. Questo il nesso con Guglielmo Marconi che assieme a Balbo faceva parte del misterioso Gabinetto RS/33.
- La macchina non è duplicabile ed il suo funzionamento - a livello di fisica - non è spiegabile con le nostre attuali conoscenze.
- La macchina è ora in custodia di una misteriosa società con sede in Liechtenstein, la Traspraesa.
- Nella relazione del prof. Clementel si esclude che la macchina funzioni come un sistema laser; l’energia utilizzata dalla macchina (una batteria a 12 V) è assolutamente insufficiente a produrre gli effetti ottenuti;
- La macchina può scegliere di volta in volta l’oggetto da trattare; ha effetti di trasmutazione dei materiali; annichilisce la materia. Per il funzionamento si fa l’ipotesi di una interazione tra campi elettrici, magnetici e gravitazionali.

Il Grande Enigma Della Macchina Impossibile

Giallo internazionale, gigantesca bufala, verità celata?
Senza contare che nel documentario di Victor Tognola per la televisione svizzera si fa cenno ad un misterioso "signore della Macchina", personaggio celato nell'ombra per paura che le multinazionali delle energie fossili ne scoprano l'identità e lo tolgano dalla circolazione.
Una sorta di Nicolas Flamel che conoscerebbe i segreti di un apparato (o addirittura la custodirebbe) in grado di trasmutare la materia in energia, quasi una pietra filosofale dei giorni nostri che, se portata a conoscenza della pubblica opinione, potrebbe aprire le porte ad un'età aurea in grado di demolire in un colpo solo il potere dei pochi sui molti.

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Commenti

 
  • gaetano
    #1 gaetano

a parte la scoperta per far esplodere un'atomica: compressione di materiale radioattivo mediante esplosione, erano gli anni '50 esistevano solo i transistor al germanio, che al massimo ci facevano radioline in AM.

Inserito 26 luglio 2016 ore 02:23
 

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