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Il Mistero Degli Ufo E Le Ultime Considerazioni Del 2010


13 ottobre 2010 ore 10:57   di matgodi  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 697 persone  -  Visualizzazioni: 1094

Un interrogativo che tutte la persone si sono poste almeno una volta in tutta la loro vita alzando gli occhi al cielo, scrutando e cercando di penetrare le stelle, è se ci fosse qualcun’altro nello spazio profondo.

A questa domanda si può si può provare a dare una risposta partendo da dei dati oggettivi.Consideriamo per esempio la nostra galassia, il numero di sistemi solari che la compongono, la percentuale di pianeti sui quali si potrebbe essere sviluppata la vita e altre variabili, in questo modo possiamo avere un idea di cosa potrebbe essere possibile e cosa no.Quindi proviamo a dare delle risposte partendo dall’analisi dell’equazione di Drake.


L'equazione di Drake è il risultato di un ragionamento speculativo sulla possibile esistenza e numero di civiltà evolute extraterrestri.L'equazione fu proposta nel 1961 dall'astronomo Frank Drake come tentativo di stimare il numero di civiltà extraterrestri evolute presenti nella nostra galassia, con le quali potremmo pensare di entrare in contatto. Il problema più impegnativo per la ricerca è ora di determinare i fattori che figurano nell'equazione.

La formula è la seguente:

Il Mistero Degli Ufo E Le Ultime Considerazioni Del 2010

in cui:
N è il numero di civiltà extraterrestri evolute presenti oggi nella nostra Galassia
R* è il tasso medio di formazione stellare nella Via Lattea
fp è la frazione di stelle che possiedono pianeti
ne è il numero di pianeti per sistema solare in condizione di ospitare forme di vita
fl è la frazione dei pianeti ne che ha effettivamente sviluppato la vita
fi è la frazione dei pianeti fl su cui si sono evoluti esseri intelligenti
fc è la frazione di civiltà extraterrestri in grado (e con la volontà) di comunicare
fm è la frazione di civiltà in grado di raggiungere e colonizzare più pianeti (non sempre considerata)
L è la stima della durata di queste civiltà evolute
La determinazione dei parametri è molto difficile ed in genere mancano molte informazioni necessarie ad una stima anche approssimativa.
I valori scelti inizialmente da Drake e collaboratori sono:
R* = 10 per anno
fp = 0,5
ne = 2
fl = 1
fi = fc = 0,01
L = 10.000 anni.
Il valore R* (tasso di formazione stellare) è quello meno incerto. Anche fp (stelle con pianeti) è relativamente meno dibattuto ed è possibile iniziare a dare un valore anche grazie alle prime osservazioni di pianeti extrasolari a partire dagli anni ottanta. Gli esobiologi possono tentare di fornire un valore per ne e fl ma ci sono dubbi sulle tipologie di stelle che possono offrire condizioni adatte per lo sviluppo della vita. È necessaria l'emissione di una certa quantità di radiazione ultravioletta perché la vita possa avere inizio, mentre la presenza di raggi X è dannosa. Secondo alcune ipotesi la vita è più ubiquitaria di quanto possa apparire (vedi panspermia) ed il valore di fl può essere elevato.
fi, fc ed L sono ben più difficili da proporre. È possibile che l'evoluzione della nostra civiltà sia avvenuta in seguito ad una precisa combinazione di eventi, difficilmente ripetibile. La durata di vita di una civiltà può essere limitata dalla possibilità di autodistruzione o da eventi naturali catastrofici, quali l'alterazione del clima o l'impatto di meteoriti. Drake ipotizzò una stima minima di 10 anni, ovvero all'epoca il periodo di tempo dal quale l'umanità aveva iniziato ad inviare segnali radio nel cosmo (in particolare involontariamente con la televisione). Per lo stesso motivo oggi si può ragionevolmente indicare un periodo di 50 anni.

Applicando i parametri inizialmente adottati da Drake si ottiene un valore di N = 10. In seguito egli dichiarò che tali parametri erano troppo riduttivi e giunse al valore finale N = 600.
Altre stime dei parametri, altrettanto plausibili, danno risultati molto più grandi. Per esempio, posto R* = 20/anno, fp = 0.1, ne = 0.5, fl = 1, fi = 0.5, fc = 0.1 ed L = 100.000 anni, si ottiene N = 5.000.
Valori più pessimistici danno valori di N minori di uno, cosa che non può essere valida per la nostra Galassia in quanto in essa esiste almeno una civiltà tecnologica (la nostra). In questo caso, riconciliare il dato con le osservazioni porterebbe alla conclusione che la maggior parte delle galassie sono vuote.
Le stime più ottimistiche[1] si scontrano però con il paradosso di Fermi, ovvero se esistono tante civiltà in grado di contattarci, perché questo non è ancora avvenuto?
L'unico valore di N dato dalle osservazioni è N=1, ovvero che la nostra civiltà è l'unica a noi nota.
Ora abbiamo una stima del possibile numero di civiltà presenti nella nostra galassia, considerando anche che recentemente sono stati trovati diversi pianeti extrasolari che potrebbero essere simili al nostro.
Ora moltiplichiamo in numero trovato per il numero di galassie a noi conosciute ed ecco un numero immenso anche se rivediamo i parametri dell’ equazione di Drake per difetto.
Bene siamo arrivati a considerare più che possibile l’esistenza di altre civiltà intelligenti nell’universo.

Ora c’è un altro problema da valutare, il fatto che, anche se queste civiltà ci fossero, sarebbero troppo lontane per poter comunicare con noi in tempi ragionevoli o addirittura arrivare nel nostro sistema solare date le immense distanze (si parla infatti di decine se non centinaia di anni luce).

A mio modesto parere tuttavia chiunque usi un argomentazione del genere, per invalidare la possibilità che una intelligenza aliena possa arrivare nel nostro sistema solare, è provvista di un sistema cognitivo a dir poco limitato.

Conoscendo un minimo di fisica si può comprendere come per viaggiare da una parte all’altra della galassia si dovrebbe poter viaggiare più veloci della luce e questo per la fisica a noi nota è impossibile. Tuttavia la stessa relatività generale e vari studi più recenti incrinano questo principio.

Per questo motivo non è così assurdo immaginare che una civiltà più evoluta di noi potrebbe avere conoscenze che permettano viaggi e comunicazioni super luminari (Per quanto riguarda la comunicazione istantanea si può approfondire il fenomeno della meccanica quantistica chiamata Entanglement che permette il trasporto di informazione istantaneo)

Quindi siamo arrivati a considerare possibile che ci siano civiltà intelligenti con un livello tecnologico molto più alto del nostro che possano arrivare fino nel nostro sistema solare.

Ora una civiltà di questo tipo “dovrebbe” aver raggiunto come società un livello molto elevato, che le permetta di rapportarsi con gli altri esseri dell’universo in maniera misurata.

Infatti una civiltà così evoluta e con tali tecnologie a sua disposizione potrebbe annientarci come faremo noi con una comunità di babbuini nella giungla, ma è proprio questo il punto, noi come ci poniamo di fronte a questi animali…con riguardo e curiosità, almeno le persone più “illuminate” di noi.

Questo ovviamente può essere una spiegazione, ma ce ne potrebbero essere molte altre.Comunque il punto è che la presenza di civiltà extraterrestri nel nostro sistema solare e sul nostro pianeta è più che probabile, anzi io direi una certezza considerando i numeri visti prima.

Non ho considerato a sostegno della mia tesi alcuni fattori direi di non trascurabile importanza:
1°_il numero immenso di avvistamenti, documenti, testimonianze su avvistamenti di UFO.
2°_gli oggetti rinvenuti in diversi scavi archeologici che lasciano a dir poco perplessi

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