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La Nasa Alla Ricerca Degli Invisibili Portali Magnetici Fra La Terra E Il Sole


2 luglio 2012 ore 01:51   di stellina2012  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 547 persone  -  Visualizzazioni: 995

Il "Portale", inteso come un'apertura straordinaria nello spazio e nel tempo, è stato da sempre un mito della fantascienza, una scorciatoia che apre la porta verso l'ignoto, mettendo in contatto due realtà differenti.

Ma questa volta non è una finction, questa volta Jack Scudder, fisico del plasma dell'Università dell'Iowa finanziato dalla NASA, ha capito come trovare "i portali magnetici invisibili che realmente esistono tra la Terra e il Sole".


Gli scienziati li chiamano "X-points" o "electron diffusion regions", e sono luoghi in cui il campo magnetico della Terra e quello del Sole si connettono, creando un percorso lungo 93 milioni di miglia, che senza interruzioni conduce dall'atmosfera solare al nostro pianeta.

Un nuovo video di NASA - Science spiega come si formano i portali nascosti e come li possiamo trovare

Le osservazioni condotte col veicolo della NASA THEMIS e con la sonda europea CLUSTER hanno rivelato che questi portali si aprono e si chiudono decine di volte al giorno; di solito si trovano a poche decine di migliaia di chilometri dalla Terra, dove il campo geomagnetico terrestre s'incontra col potente flusso del vento solare. Hanno dimensioni e durata variabili; alcuni sono piccoli e di vita breve, altri sono vasti e permangono per un certo tempo. Quando si aprono si generano flussi di tonnellate di particelle energetiche che attraversano le aperture, riscaldando la parte superiore dell'atmosfera terrestre e scatenando tempeste geomagnetiche che accendono bellissime aurore polari.

I portali, chiamati anche "eventi di trasferimento di flusso" (FTE), hanno forma cilindrica, si formano sul piano equatoriale e si rivolgono verso il polo invernale della Terra; a Dicembre il polo Nord, a Luglio il polo Sud. Sono vere e proprie connessioni ritmiche che si aprono per pochi minuti (di solito 8) in maniera violenta e molto dinamica, alcune volte permettendo alle particelle di fluire liberamente (FTE attivi), altre volte offrendo maggiore resistenza a causa della loro struttura interna (FTE passivi). Si formano per un processo di riconnessione magnetica, quando le linee di forza del campo magnetico solare e di quello terrestre si mescolano, generando un criss-cross (una zona d'incrocio); nel punto dove si congiungono (X-point) si creano le aperture. L'unione improvvisa dei campi magnetici spinge getti potenti di particelle energetiche, attraverso gli X-points, dal Sole verso la Terra, creando una regione a diffusione di elettroni (electron diffusion region).

La Nasa Alla Ricerca Degli Invisibili Portali Magnetici Fra La Terra E Il Sole

La NASA sta progettando una missione multipla (MMS) Magnetospheric Multiscale Mission, che dovrebbe procedere al lancio nel 2014, per studiare a fondo il fenomeno. Si tratta di quattro veicoli spaziali, riccamente forniti di rivelatori di particelle energetiche e di sensori magnetici, che dovranno circondare i portali e capirne il funzionamento. Ma come trovare i portali, dal momento che sono invisibili, instabili, sfuggenti e improvvisi, che si aprono e si chiudono inaspettatamente, senza nessuna indicazione su dove e quando possa avvenire?

In realtà alcuni segnali ci sono e Jack Scudder è riuscito a trovarli: poiché alla fine degli anni novanta la sonda Polar della NASA, dopo anni trascorsi nella magnetosfera terrestre, ha incontrato molti X-points durante la sua missione, e poiché i veicoli spaziali MMS trasportano sensori simili a quelli di Polar, Scudder ha studiato a fondo proprio come Polar cercava e trovava gli X-points. Alla fine Scudder ha identificato cinque semplici combinazioni delle misure del campo magnetico e delle particelle energetiche che segnalano quando si è arrivati ad un X-point o ad una "electron diffusion region", e ha capito che una navicella sufficientemente attrezzata può fare queste misurazioni. In questo modo ogni membro della squadra multipla MMS, utilizzando la diagnostica, sarà in grado di trovare un portale magnetico e di allertare subito le altre navicelle in squadra con lui.

La Nasa Alla Ricerca Degli Invisibili Portali Magnetici Fra La Terra E Il Sole

Gli organizzatori della missione pensavano di dover trascorrere un anno o più, utilizzando MMS solo per imparare a trovare i portali, prima di poter cominciare a studiarli, ma Scudder è riuscito a far tagliare via questa lunga fase preparatoria. Adesso con le sue indicazioni, i portali sappiamo dove trovarli e la missione MMS può iniziare senza più indugi; e questa non è fantascienza, ma una fantastica realtà!

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