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Mp3 E Cellulari: Udito A Rischio Anche Nei Più Giovani


18 agosto 2010 ore 16:10   di marckhh  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 1150 persone  -  Visualizzazioni: 1771

Un tempo, quando ancora non esisteva la tecnologia attuale, i problemi d’udito apparivano distanti, quasi impensabili. Almeno che non si lavorasse in cava, o si avesse a che fare con lavori usuranti, si giungeva alla vecchiaia con discrete capacità uditive.

Poi è venuta l’era dei lettori multimediali. Piccoli marchingegni tecnologici atti a contenere canzoni, o magari films. Con buona pace dei vecchi, cari CD. Basta una cuffietta, un colpo di volume e il gioco è fatto. Ma prima ancora giunsero i cellulari e non si può certo dire che non siano utili! Tutt’altro. Oramai ne possediamo 2, magari 3. Si va al parco per passeggiare, o magari per correre. Oppure in spiaggia. Fidati compagni di viaggio, ma ci siamo realmente chiesti, a di là dell’utilità più o meno discutibile, quanto facciano male? Probabilmente no, o forse sì. Dipende.


Capita spesso che quando si ascolti musica, con i comodi auricolari, si alzi il volume per coprire il seppur minimo rumore esterno. Il traffico, le voci. Insomma, quel che vi distrae. Poi magari torniamo a casa e ci rendiamo conto che un po’ le orecchie danno fastidio. In qualche caso fischiano, altre volte percepiamo un fastidioso ronzio. Avete presente quella sensazione appena usciti da una discoteca? Quando tutti i suoni, attorno, sembra siano isolati da un pannello in sughero? Beh, l’effetto non è lo stesso, ma gli si avvicina. Col cellulare è ancor meno amplificato, ma un rischio c’è.

Mp3 E Cellulari: Udito A Rischio Anche Nei Più Giovani

Non siamo certo noi ad affermarlo, piuttosto un recente studio effettuato dal Brigham and Women’s Hospital di Boston e pubblicato sul Journal of the American Medical Association. E’ stato preso come riferimento un campione di giovani americani di età compresa tra i 12 e i 19 anni, nell’arco temporale tra il 2005 e il 2006. Dal raffronto con una precedente analisi – riferita al periodo 1988/1994 – emergono dati allarmanti. La perdita d’udito di tipo medio o grave è cresciuta del 77%, mentre il tipo leggero ha registrato un incremento del 33%.

A quanto pare a soffrire di più sono gli uomini piuttosto che le donne, così come il rischio è maggiore tra la classi più povere rispetto alle ricche. L’uso degli apparecchi al massimo volume e per più ore al giorno, contravviene alla cosiddetta regola del 60/60, ossia un ascolto medio di 60 minuti al 60% del volume massimo. Cresce in tal modo esponenzialmente il rischio della perdita d’udito e secondo la Commissione Europea l’utilizzo errato degli MP3 potrebbe costringere il 10% dei 30enni, entro un decennio, a ricorrere all’utilizzo di un apparecchio acustico.

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