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Renato Dulbecco, Profilo Di Un Premio Nobel


21 febbraio 2012 ore 22:18   di grey_bellamy  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 455 persone  -  Visualizzazioni: 1176

Avrebbe compiuto 98 anni il 22 febbraio Renato Dulbecco, lo scenziato italiano morto per infarto a San Diego, in California, lunedì. Era nato, infatti, nel 1914 a Catanzaro, per poi trasferirsi con la famiglia a Porto Maurizio, città ligure di cui il padre era originario.

S'iscrisse giovanissimo alla facoltà di medicina dell'Università di Torino, laureandosi con lode ad appena 22 anni, discutendo una tesi sulle malattie del fegato; entrò dunque a far parte dello staff di Giuseppe Levi e conseguì una seconda laurea, in fisica.


Durante la seconda guerra mondiale fu ufficiale medico sulla frontiera francese e poi in Russia; al rientro in Italia si unì ai partigiani piemontesi. Al termine del conflitto scelse di dedicare la propria vita alla ricerca; nel 1947 partì per gli Stati Uniti, invitato da Salvador Luria ad approfondire nel suo laboratorio in Indiana gli studi sui geni, portati avanti irradiando cellule di pollo. Gli esiti colpirono il grande genetista Max Delbruck, che chiamò Dulbecco a lavorare presso il California Institute of Technology di Pasadena, uno dei laboratori scientifici più all'avanguardia del pianeta.

A Pasadena Dulbecco rimase per oltre un decennio, concentrandosi con profitto sull'origine di malattie quali l'herpes zoster (il fuoco di Sant'Antonio), la poliomelite e il cancro. L'indagine riguardo quest'ultimo fu portato avanti a Glasgow (dove rimase per un anno) e poi e al neonato Salk Institute di La Jolla, in California; qui studiò l'alterazione delle cellule infettate dal virus, scoprendo l'Antigene T, che ne deformava il DNA.

Renato Dulbecco, Profilo Di Un Premio Nobel

Questa scoperta, presentata durante un congresso mondiale a Tokio, nel 1967, gli garantì onori quali la laurea honoris causa a Yale, il premio Lasker per la ricerca medica (1964), l'ammissione alla Royal Society di Londra (dove lavorò negli anni '70) ed il premio Nobel per la medicina, ricevuto nel 1975. Ritirando quest'ultimo ammonì severamente i tabagisti dai pericoli indotti dal fumo.

Conobbe un momento di particolare popolarità mediatica quando, nel 1999, Fabio Fazio lo chiamò a sorpresa a condurre con lui e Laetizia Casta il Festival di Sanremo; pur mantenendo la sola cittadinanza americana, infatti, mantenne sempre uno stretto legame con la sua terra d'origine, istituendo una fondazione per il rilancio della ricerca scentifica nel Paese e sollecitando i governi a prendere parte al Progetto Genoma, per decifrare il patrimonio genetico umano.

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