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Restauro, Dove Rinascono I Capolavori D' Arte


6 novembre 2010 ore 06:09   di kekere  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 721 persone  -  Visualizzazioni: 1359

Armati di talento artistico, di raffinate tecniche scientifiche, di cultura storica e di amorosa pazienza, un centinaio di uomini lottano nel cuore della vecchia Roma per conservare a noi ed ai nostri figli alcune delle realizzazioni più alte dello spirito umano: cose che succedono tutti i giorni all'Istituto Centrale del Restauro dove uomini e donne si adoperano per mantenere in buono stato i tesori d'arte patrimonio della nostra cultura.

L'Italia ha uno dei più ricchi patrimoni d'arte del mondo: eredità, fra l'altro, della Roma antica, del Rinascimento e del Barocco; fino a qualche tempo fa i musei italiani erano costretti a rivolgersi a restauratori privati i quali mancavano della preparazione adeguata e spesso facevano più male che bene.


I metodi in uso un tempo fanno inorridire i moderni specialisti del restauro: c'era chi si serviva del sapone, di urina o di saliva; le preziose tele venivano sfregate energicamente con cipolle crude o mele acerbe, e spesso il danno era irreparabile.

Restauro, Dove Rinascono I Capolavori D' Arte

Visto il dilagare dei danni causati da questi sistemi empirici, il Ministero della Pubblica Istruzione creò nel 1939 l'Istituto Centrale del Restauro, assegnandoli come sede un antico convento in piazza San Francesco da Paola, nel centro di Roma.
L'Istituto serve tutto il patrimonio artistico nazionale e restaura le opere d'arte di qualsiasi paese che chieda il suo aiuto.
Le opere d'arte sono oggetti deperibili, attaccati da molti nemici, fra cui lo smog, gli insetti, i funghi, la muffa e perfino i batteri.
Uno dei nemici peggiori è l'umidità, che fa restringere o dilatare le tavole e marcire le tele.
Uno dei lavori che si fanno all'Istituto è la rimozione di secoli di sporcizie e ritocchi fatti da precedenti restauratori.
Quando un dipinto arriva, va al gabinetto fotografico dove vengono eseguite fotografie in bianco e nero a raggi infrarossi ed a raggi ultravioletti.
La fotografia a raggi infrarossi permette di vedere attraverso gli strati superficiali di pittura e di scoprire talvolta una firma nascosta.
Gli ultravioletti mostrano i ritocchi ed i ripensamenti, rivelando con macchie scure i pigmenti successivi a quelli originali.
Infine, se si ha motivo di sospettare che la pittura copra una precedente composizione, si fa una fotografia ai raggi X.
L'Istituto è specializzato nel restauro di dipinti, ma possiede anche un reparto che si occupa di sculture, ceramiche e bronzi antichi.

Restauro, Dove Rinascono I Capolavori D' ArteI suoi laboratori sono sempre alla ricerca dei migliori mezzi di difesa contro le malattie che attaccano le opere d'arte.
Fra i materiali in uso c'è una resina sintetica, chiamata paraldeide B-72, che serve a consolidare il legno ed a preservare la pietra dalle intemperie.
Fino a qualche tempo fa il solo modo di salvare le sculture all'aperto dall'erosione dovuta dallo smog e dagli agenti atmosferici era quello di portarle al coperto, come fu fatto per il David di Michelangelo a Firenze.
Irrorandole con paraldeide, l'Istituto è riuscito a frenare il pocesso di erosione, anche se con molti inconvenienti, per cui i suoi laboratori stanno cercando metodi migliori sperimentando sempre.
L'Istituto tiene un corso di arte del restauro, che dura tre anni ed accoglie studenti di ogni nazionalità.
Non è richiesta nessuna particolare esperienza, ma soltanto la disposizione naturale, che viene accertata in 15 giorni di esami intensivi.
Molto spesso le domannde di ammissione superano i posti disponibili.
L'Istituto accetta soprattutto opere d'arte tutelate dal governo italiano, provenienti da musei o chiese; ma vengono acettate anche opere minori appartenenti a privati.
Di regola l'Istituto è rimborsato soltanto dale spese vive che riguardano per lo più il materiale impiegato: i restauratori sono stipendiati dallo stato e non accettano compensi personali; gli studenti non sono pagati.
Non si può parlare oggi di restauro senza ricordare l'innondazione di Firenze del 1966, uno dei maggiori disastri per l'arte che la storia abbia mai registrato.

Restauro, Dove Rinascono I Capolavori D' Arte

Vista l'enormità del compito, che richiedeva letteralmente migliaia di mani, l'Istituto si concentrò su due programmi base.
Alla Limonaia, la grande serra del giardini di Boboli, fu sistemato un laboratorio in collaborazione con l'Istituto di Fisica Tecnica dell'Universitù di Roma.
Fu organizzato un centro di rifornimento, ed ogni giorno un automezzo dell'Istituto portava da Roma un carico di materiale da restauro e di medicine per le opere d'arte colpite - carta assorbente, resine acriliche, vernici, colle, deumidificatori - che venivano distribuite in tutta la città, ovunque fossero richieste dai restauratori e dai volontari accorsi da ogni parte del mondo.
E' stato indubbiamente un miracolo, compiuto dal'abilità, dalla pazienza - e dall'amore - dei restauratori dell'Istituto.

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Commenti

 
  • Lucrezia
    #1 Lucrezia

Gran bell'articolo! Complimenti! Te lo voto con 5 stelle, meritatissime!

Inserito 9 novembre 2010 ore 20:44
 

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