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Ritorno Al Passato: La Corsa Allo Spazio


26 settembre 2011 ore 14:55   di mrgoodcat92  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 365 persone  -  Visualizzazioni: 688

Sono le 23.00 del 4 Ottobre 1957 ed un annuncio di Radio Mosca scuote il mondo: "Il primo satellite artificiale della terra è stato lanciato con successo dall'Unione Sovietica ed ora gira attorno alla Terra seguendo una traiettoria ellittica ad una distanza dalla superficie terrestre di 900 chilometri. Il satellite ha forma sferica, diametro di 58 centimetri, peso di 83 chilogrammi e porta a bordoun apparecchio trasmittente".
Era lo Sputnik 1, che effettuava ogni 96 minuti un’orbita completaintorno al globo terrestre, trasmettendo il suo flebile bip-bip, dando prova di esistere a tutto il mondo. Questo annuncio mandò l'America sotto shock, visto che si vedeva strappato il primato tecnologico dal suo più grande antagonista. Infatti venne subito dato il via al progetto Vanguard, che consisteva nell'invio in orbita di un satellite tramite un missile Vanguard. Intanto, il 3 Novembre del 1957, i russi inviarono il primo essere vivente nello spazio a bordo dello Sputnik 2, la cagnetta Laika, primo astronauta della storia, ma mai rientrato sulla Terra.

Questo nuovo progresso russo ed il fallimento del progetto Vanguard, visto che il missile esplose pochi secondi dopo il lancio, convinse il governo americano ad affidare il programma spaziale a Wernher Von Braun, uno scienziato tedesco che, suo malgrado, era stato il progettista delle bombe a razzo V-1 e V-2, volute da Hitler per distruggere le città nemiche. Dopo la guerra si rifugiò negli USA per realizzare il sogno di costruire razzi finalizzati all'esplorazione spaziale. Il geniale scienziato recuperò in poco tempo il tempo perduto ed il 31 Gennaio 1958 il primo satellite americano, l'Explorer 1, venne inviato nello spazio. Quello stesso giorno venne fondata la NASA (National Aeronautics and Space Administration), l'agenzia che porta tuttora avanti il programma spaziale americano. Nel 1959 i russi inviarono le prime sonde Lunik volte all'esplorazione della Luna, ma l'obiettivo primario era chiaro: inviare il primo uomo nello spazio.
Il progetto relativo all'invio di uomini nello spazio era già all'ordine del giorno sia in Russia che in America da tempo, rispettivamente sotto il nome di Vostok e Mercury. Ma i Russi erano però ancora tecnologicamente superiori ed il 12 Aprile 1961 un nuovo annuncio di Radio Mosca fece vacillare gli USA: "Oggi, 12 Aprile 1961, è stato lanciato il primo uomo nello spazio, con la navetta spaziale sovietica Vostok 1. Il primo navigatore spaziale è un cittadino dell'Unione Sovietica, il maggiore Yuri Alexievic Gagarin". Yuri Gagarin aveva effettuato un'orbita completa intorno alla Terra, della durata di 108 minuti ed era tornato sulla Terra sano e salvo realizzando il più grande sogno dell'umanità: viaggiare nello spazio. Ma erano soprattutto le dimensioni della Vostok 1 a scoraggiare le imitazioni: era una capsula sferica di 2,3 metri di diametro ed un peso di 2.300 chilogrammi. Per gli americani queste erano dimensioni impensabili per una capsula spaziale, vista l'inferiorità dei razzi a disposizione della NASA. Tuttavia in risposta al primato sovietico, appena ventitre giorni dopo il volo di Gagarin, fu inviato, a bordo della capsula Freedom, il primo astronauta americano nello spazio: il capitano di fregata Alan Shepard, che effettuò però solo un volo suborbitale, un salto balistico di 186 chilometri, neanche lontanamente paragonabile all'impresa di Gagarin. Infatti il primo vero volo spaziale statunitense fu effettuato da John Glenn, il 20 Febbraio 1962 a bordo della Mercury 6, che rischiò di finire in tragedia per il distaccamento dello scudo termico, risolto tramite l'uso dei retrorazzi che tennero attaccato lo scudo fino al rientro nell'atmosfera. Intanto i russi continuarono a mietere primati con le successive missioni, fra cui il primo volo in formazione della storia (Vostok 3 e 4), la prima donna nello spazio (Valeri Bikovsky sulla Vostok 5), il primo equipaggio spaziale (Voskhod 1, la prima capsula a due posti) e la prima passeggiata spaziale (effettuata dal colonnello Leonov sulla navetta Voskhod 2). Gli USA risposero con ulteriori missioni del programma Mercury, che ottennero risultati a volte deludenti e sempre inferiori ai primati stabiliti dai russi. C'era un solo modo per l'America per prendersi la rivincita, cioè centrare un obiettivo grandioso: la Luna.


Il 25 Maggio 1961 il presidente americano John Fitzgerald Kennedy annunciò che l'America si sarebbe posta l'obiettivo di far arrivare un uomo sulla Luna e di farlo rientrare sano e salvo sulla Terra. A seguito di questo annuncio la Russia, ben sapendo di non poter competere economicamente e tecnologicamente con gli USA, rinunciò a inviare uomini sulla Luna, dichiarando di non voler rischiare vite umane in un’impresa tanto complessa e si concentrò nell'invio di sonde sulla Luna, su Venere e Marte. In seguito, dopo lo scioglimento dell'URSS venne reso pubblico che perfino l'impresa di Gagarin era considerata alla stregua di una missione suicida. Infatti, vista la fretta con cui era stata effettuata la missione, nessuno si aspettava che la Vostok 1 avrebbe fatto ritorno visto i numerosi rischi, di cui l'astronauta non era stato informato. Quindi possiamo dedurre che il rischio di perdere vite umane fosse solo una scusa per non rendere pubblica l'impossibilità per i russi di completare una missione di tale portata.
L'America, invece, tentò il tutto per tutto con questo progetto, guidato dal geniale Von Braun, investendovi in totale più di 25 miliardi di dollari. Nel 1964 venne varato il programma Gemini, dal nome della costellazione che comprende le stelle Castore e Polluce, che, infatti, prevedeva capsule a due posti (in latino "Gemini" significa appunto gemelli). L'obiettivo di questo progetto era di sperimentare voli spaziali più complessi, per prepararsi allo sbarco sulla Luna. I primi due voli furono effettuati senza equipaggio e a scopo sperimentale. Il primo volo abitato fu quello di Grissom e Young, a bordo della Gemini 3, che portò nello spazio il primo computer, dell'esorbitante peso di 22 chilogrammi e capace di 7.000 operazioni al secondo. Le successive missioni effettuarono sperimentazioni di vario genere fra cui voli prolungati, per dimostrare la fattibilità di un viaggio verso la Luna e prove di rendez-vous, indispensabili per il ritorno.

Nel Novembre del 1966 si conclude il programma Gemini, preliminare necessario limitare i rischi del passo successivo, il programma Apollo. Inizialmente alla NASA c'erano delle controversie riguardo allo svolgimento della missione. Tre erano, infatti, i possibili scenari:
-Ascesa diretta: prevedeva un lancio diretto verso la Luna. Ciò avrebbe richiesto lo sviluppo di razzi molto più potenti di quelli dell'epoca, denominati Nova in sede di progetto. Questa soluzione prevedeva che l'intera navicella atterrasse sulla Luna e poi ripartisse verso la Terra.
-Rendez-vous in orbita terrestre: prevedeva il lancio di due razzi Saturn V, uno contenente la navicella, l'altro destinato interamente al propellente. La navicella sarebbe entrata in orbita terrestre e lì rifornita del propellente necessario a raggiungere la Luna e tornare indietro. Anche in questo caso sarebbe atterrata l'intera navicella.
-Rendez-vous in orbita lunare: la navicella era composta da due moduli: il CSM (modulo di comando-servizio) e il LEM (Lunar Excursion Module o modulo lunare). Il CSM era costituito da una capsula per la sopravvivenza dei tre astronauti munita di scudo termico per il rientro nell'atmosfera terrestre. Il modulo lunare, una volta separato dal CSM, doveva garantire la sopravvivenza ai due astronauti che sarebbero scesi sulla superficie lunare e poi avrebbe dovuto riportarli al CSM.
Il procedimento attuato fu proprio questo, ma il programma non iniziò nel migliore dei modi. Durante una simulazione della sequenza di lancio, un corto circuito scatenò un incendio che si propagò molto velocemente, grazie all'atmosfera di puro ossigeno presente nella capsula. Gli astronauti all'interno dell'Apollo, Grissom, White e Chaffee, cercarono di fuggire, ma morirono nel tentativo. A seguito di questo evento, la NASA riprogettò la capsula, eliminando i materiali infiammabili ed inserendo anche azoto nell'atmosfera artificiale. Dopo alcuni mesi il programma riprese. L'Apollo 2 e l'Apollo 3 furono usati per semplici test a terra, mentre i 4 successivi effettuarono voli per provare la capsula in orbita terrestre. La vera impresa stava per cominciare.
Infatti la vigilia di Natale del 1968 dalla Luna arrivano gli auguri di Frank Borman, James Lowell e William Anders. I tre astronauti erano partiti a bordo dell'Apollo 8 il 21 Dicembre e, mettendo in funzione il terzo stadio del Saturno 5, riuscirono a lasciare il campo gravitazionale terrestre alla velocità di 38.900 chilometri orari. La traiettoria dell'astronave era studiata in modo che, se qualcosa fosse andato storto, la navetta sarebbe rientrata da sola sulla Terra, grazie al flyby con la Luna, ma tutto filò liscio. L'Apollo entrò nello spazio interplanetario, raggiunse l'orbita lunare e tornò indietro, portando con sé le prime testimonianze di un volo interplanetario e del lato nascosto della Luna. Nella missione successiva fu testato il LEM in orbita terrestre, simulando tutte le manovre dell'allunaggio. Il 18 Maggio 1969 venne dato il via alla prova generale dello sbarco lunare, l'Apollo 10, con a bordo Stafford, Cernan e Young. Arrivati nell'orbita lunare i tre si divisero. Mentre Young continuava il suo volo in orbita lunare sul modulo di comando, Stafford e Cernan, a bordo del LEM, arrivarono a 15 chilometri dalla superficie lunare, una distanza a cui poteva arrivare anche il modulo di comando per un eventuale salvataggio. I due sperimentarono tutte le fasi di avvicinamento, a parte l'allunaggio ed i radar di bordo, prima di ricongiungersi a Young e tornare sulla Terra. La prova generale era riuscita. Era il momento di dare il via alla missione che avrebbe realizzato la più bella avventura della storia umana, l'Apollo 11. Il 10 Luglio 1969 l'astronave Apollo ed il modulo lunane Eagle, grazie alla potenza del Saturn V, partono da Cape Kennedy, sotto gli occhi di un milione di persone e lasciano l'orbita terrestre in direzione Luna, con la stessa traiettoria percorsa dall'Apollo 8 e dall'Apollo 10 che avrebbe permesso il rientro anche se si fossero guastati i reattori. L'equipaggio era composto da Neil Armstrong, il comandante della missione, Michael Collins, pilota del modulo di comando e Edwin "Buzz" Aldrin, copilota. Il 19 Luglio l'astronave entrò nell'orbita della Luna ed il giorno dopo Armstrong e Aldrin entrarono nel LEM e si avviarono verso la Luna. Il LEM doveva atterrare nel Mare della Tranquillità ma, a causa di un problema elettrico, si diresse verso un cratere. L'allunaggio in un cratere poteva comportare delle difficoltà, soprattutto per le comunicazioni ed il decollo, perciò Armstrong impugnò i comandi e fece compiere al modulo lunare un’impennata, con un gran consumo di carburante e lo diresse nel luogo stabilito per l'allunaggio. Quando mancavano solo venti secondi all'esaurimento del carburante calcolato per la discesa il LEM toccò la pianura del Mare della Tranquillità. Era arrivato il momento tanto atteso: Neil Armstrong scese dal LEM e mise piede sulla superficie lunare pronunciando la celebre frase "That's one small step for a man, one giant leap for mankind" (E' un piccolo passo per l'uomo, ma un balzo gigante per l'umanità). 19 minuti dopo lo raggiunse Buzz Aldrin ed insieme piazzarono sul suolo lunare vari strumenti per effettuare rilevazioni scientifiche. Inoltre si collegarono con la Casa Bianca e ricevettero i complimenti del presidente Nixon. La sera del 21 Luglio i primi due "Lunauti" decollarono con il LEM e raggiunsero in orbita l'astronave madre pilotata da Collins e insieme tornarono verso la Terra. Ammararono nel Pacifico il 24 Luglio. La previsione di Kennedy si era avverata, due uomini erano arrivati sulla Luna ed erano tornati sani e salvi sulla Terra entro la fine degli anni 60. Le missioni successive del programma Apollo fecero meno clamore, ma compirono notevoli progressi scientifici. L’Apollo 12 effettuò vari rilevamenti lunari e l’equipaggio ebbe il compito di raccogliere i pezzi della sonda Surveyor 3, schiantatasi sulla Luna anni addietro. L’Apollo 13 era considerata una missione di routine verso la Luna, ma fu, invece, drammatica. Durante il distaccamento del LEM dal modulo di comando, si verificò una perdita di ossigeno che costrinse gli astronauti ad un ritorno immediato. La situazione era drammatica, l’unico ossigeno rimasto era quello che doveva servire per la missione lunare e poteva durare al massimo 44 ore, mentre per il ritorno ne sarebbero servite 72. Fortunatamente, grazie al lavoro incessante dei tecnici di Houston, la navetta riuscì a rientrare, anche se gli astronauti dovettero sopportare 72 ore di fame e gelo. Nelle missioni successive tutto filò liscio ed ebbero il ruolo di piazzare strumenti di rilevamento e di testare il primo veicolo lunare. Il 19 Dicembre 1972, con il rientro dell’Apollo 17 si conclude il programma Apollo e la corsa allo spazio fra USA e URSS.

Infatti, in seguito, soprattutto dopo il crollo dell’URSS, le agenzie spaziali russe e americane iniziarono una proficua collaborazione. Nonostante le agenzie abbiano prodotto autonomamente la MIR, la prima stazione orbitante, e lo Space Shuttle, il veicolo spaziale attualmente in uso alla NASA, negli anni novanta hanno iniziato insieme la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale, alla quale hanno collaborato attivamente anche l’ESA (Agenzia Spaziale Europea), il Canada ed il Giappone. Non c’è più una “corsa” allo spazio, ma un progetto, comune alle grandi potenze del mondo, per progredire nella conquista del cosmo ed aprire, quindi, nuove frontiere per l’umanità.

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