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Saremo Tutti Spiati Dalla Tecnologia?


6 settembre 2014 ore 19:08   di mariobarbato  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 454 persone  -  Visualizzazioni: 982

Spiati, controllati, monitorati costantemente. Sembra essere questo il destino di tutto il genere umano, nessuno escluso. I governi da molto tempo stanno puntando a controllare le masse che in un periodo di globalizzazione mondiale vanno facendosi sempre più ingovernabili. Pare di essere tornati al tempo della Stasi, l'organizzazione spionistica della Germania dell'Est che infiltrava i suoi agenti perfino nelle squadre di calcio per avere occhi e orecchie dappertutto. Nulla sfuggiva alla paranoia del governo tedesco filocomunista. Era sufficiente una parola fuori posto per vedere i poliziotti fare irruzione nelle abitazioni e arrestare il malcapitato, a cui restava solo il tempo di vestirsi prima di essere trascinato via. Poi, se era fortunato, i familiari lo avrebbero visto sulla foto di un giornale durante il processo, altrimenti spariva per sempre.

Le rivelazioni di Edward Snowden, l'ex agente della CIA che ha confessato pubblicamente i metodi di spionaggio della NSA, ha confermato i sospetti che già da molto tempo serpeggiavano negli ambienti investigativi: gli americani spiavano tutti, amici e nemici, capi di Stato e cittadini comuni. L'elenco dei sorvegliati speciali dall'America è innumerevole e comprende un bel numero di nazioni, nomi di capi di governo e di Stato, organizzazioni politiche ed economiche internazionali, società multinazionali e imprese straniere e americane, oltre che a milioni di semplici cittadini. Il tutto giustificato con la scusante della sicurezza nazionale. L'amministrazione americana, secondo Wikileaks, intercettava oltre cinque miliardi di telefonate, comprese quelle di governanti alleati, e riusciva a seguire le attività delle persone perfino dai computer spenti.


Il Grande Fratello non è solo un programma televisivo di dubbia utilità, ma una realtà attuale della vita pubblica e che non coinvolge solo gli Stati Uniti, ma gran parte dei Paesi del mondo. Basta guardare in casa nostra per accorgerci di essere osservati in qualunque luogo ci troviamo: per le strade, nei giardini pubblici, negli stadi di calcio. Le telecamere una volta prerogativa solo dei punti considerati più a rischio, come banche, uffici postali e sottopassaggi delle metropolitane, adesso sono entrate anche nei negozi del parrucchiere o del calzolaio. I nostri movimenti sono continuamente riprese da telecamere e video guardoni e i satelliti spia sono ormai in grado di segnalare i nostri spostamenti in uno spazio approssimativo di pochi metri. Le intercettazioni telefoniche dei nostri cellulari, anche senza autorizzazione, non sono una novità, ma adesso si è saputo che mediante i telefonini i sistemi di intelligence possono controllare anche dove siamo, chi frequentiamo, come viviamo giorno dopo giorno.

Il progresso tecnologico ha premiato la comunicazione e penalizzato la privacy, ha ridotto al minimo la possibilità di avere una vita privata lontana da occhi indiscreti. Della cosa si era occupata anche la televisione che aveva dipinto scenari da fantascienza. Si è saputo che il presidente americano Barack Obama, durante la riforma sanitaria, aveva messo in programma l'obbligo di inserire microcapsule sottocutanee nei cittadini così da avere un controllo individuale pressoché assoluto. Secondo fonti attendibili, alcuni scienziati americani ed europei starebbero già lavorando alla formazione di insetti cibernetici dotati di microcamere, con tanto di controllo elettronico del cervello per essere pilotati e utilizzati per spiare le persone nelle case, nelle camere da letto, nei bagni. Senza dimenticare l'obiettivo più ambizioso di arrivare a controllare perfino il pensiero dei cittadini, attraverso speciali macchine in grado di rivelare il calore e la temperatura corporea a distanza, così da intercettare l'umore, i battiti cardiaci, la pressione sanguigna e le potenziali intenzioni di un normale viaggiatore negli aeroporti, nelle stazioni, nelle metropolitane.

Insomma, siamo alla fantapolitica inventiva, all'incubo millantato dalle sceneggiature dei film che diventano realtà. Il tutto finalizzato a quel controllo che, oltre al potere sterminato e incontrollabile, dà a una nazione la possibilità di demolire la nozione stessa di privacy. E la vita privata, il diritto alla riservatezza, non è un optional, come vogliono farci credere, ma un ingrediente essenziale della nostra vita e della nostra libertà. La sua perdita comporta la privazione di un diritto essenziale e nega la possibilità di sperimentare, di esplorare, di comportarci spontaneamente. Una persona che sa di essere costantemente sotto controllo non farà nulla di tutto questo. Perché sarà sorvegliata a tappeto da un potere immenso e pericolosissimo che controlla il sistema e uccide non solo la libertà, ma la personalità stessa di un uomo.

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Commenti

 
  • Kangerlussuaq
    #1 Kangerlussuaq

Siamo alla paranoia.

Inserito 10 settembre 2014 ore 23:11
 

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