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Smart City: Il Nuovo Rinascimento


15 novembre 2012 ore 14:53   di mayralaura  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 435 persone  -  Visualizzazioni: 745

L’utopica città di SFORZINDA è sicuramente tra i modelli di città ideale la più famosa al mondo e mai realizzata. Fu progettata dal Filarete durante il Rinascimento, un periodo storico in cui la città assume, come oggi, il ruolo centrale dell’agire dell’uomo ed in cui emerge, forte, la volontà di creare una struttura urbana ideale in grado di accogliere le trasformazioni concrete avvenute in quella reale, grazie ai nuovi intenti economici.

Il tema di città ideale, in realtà, non è solo un fenomeno rinascimentale, ma percorre l’intera storia dell’umanità; da sempre l’uomo sogna di vivere una città perfetta in cui realizzare le proprie aspettative in armonia con se stesso e ciò che lo circonda.


La città moderna si allontana sempre più da concetti quali armonia e perfezione e i suoi cittadini sono sempre più insoddisfatti: traffico, inquinamento, servizi inefficaci rendono la loro vita quotidiana sempre più complicata.

L’intero ecosistema urbano è in crisi. La causa è l’uomo stesso o per lo meno le sue azioni. Nel tentativo di migliorare e aumentare il livello di produzione di beni e servizi per migliorare la propria qualità di vita, l’uomo ha fortemente alterato, sia a livello locale che globale, i delicati equilibri preposti al benessere individuale e collettivo.

Da questa insoddisfazione generale di massa sulla qualità della vita, che preclude la realizzazione delle aspettative individuali e collettive, ritorna il sogno della città ideale.

La città, che per eccellenza, è ancora il luogo in cui l’uomo sogna di vivere, deve necessariamente tendere a riequilibrare e a connettere lo spazio fisico urbano, immutato da troppo tempo, con la dilagante innovazione tecnologica odierna disponibile e utilizzata, inverosimilmente, in maniera inadeguata o semplicemente in maniera settoriale e superficiale.


La città contemporanea
è diventata nemico dell’uomo: lo intralcia nelle azioni quotidiane, gli fa perdere tempo ed energie, non lo accoglie bensì, dispettosa, respinge la sua ostinazione ad abitarla.

E’ tempo di trasformazioni: la città necessariamente deve evolversi da tiranna in città intelligente e cioè smart.

La smart city è il nuovo spazio urbano, che nasce dalle ceneri della città contemporanea e si adopera a minimizzare lo sforzo dell’uomo per acquisire i bisogni bassi (primari e materiali tipici di una società consumistica) e a soddisfare i bisogni alti (tipici di una società globale e supertecnologica).

Gli elementi principali su cui focalizzare l’attenzione, per la realizzazione di una smart city e su cui convergono studiosi di tutto il mondo, in sintesi, sono:
1. economy, la capacità di una comunità di trasformare idee in progetti concreti;
2. governance, la politica lungimirante in grado di creare nuove opportunità per il proprio territorio, che stimola i propri cittadini con campagne di comunicazione "smart" per rendere la loro partecipazione il più possibile attiva del cambiamento e consapevole delle sfide;
3. living, la qualità dell'offerta culturale, delle condizioni di salute e sicurezza, la coesione sociale, l'offerta educativa;
4. people, la capacità dei "city user" di praticare una cittadinanza intelligente, caratterizzata da partecipazione, impegno, adesione al territorio, dall'apertura mentale, dalla volontà di condividere conoscenza e creatività;
5. environment, la capacità del territorio di realizzare uno sviluppo sostenibile ottimizzando l’uso delle risorse ambientali e la gestione energetica;
6. mobility, la facilità degli spostamenti sia dall'esterno che verso i diversi luoghi di interesse.

L’approfondimento di questi elementi comuni e l’applicazione diversificata di essi a secondo del territorio considerato, è sicuramente un buon inizio, soprattutto con l’inserimento ponderato di pillole smart (pillole di intelligenza innovativa) già disponibili o da inventare.

Ovviamente non esiste un modello unico proponibile di smart city, applicabile a tutte le città, ma sicuramente esiste un unico centro da cui partire per la realizzazione efficace della smart city: il cittadino.

Il cittadino, debitamente informato del materiale che ha a disposizione per ridisegnare il nuovo volto della propria città e consapevole delle trasformazioni che il suo apporto consentirà di effettuare nel nuovo spazio urbano, unitamente ad una governance lungimirante, deve contribuire all’ elaborazione di un piano strategico in grado di addivenire a un nuovo spazio urbano intelligente, in cui cose e persone sono connesse tra di loro dalla tecnologia (ICT: information and communications technology) vero fulcro dell’intera evoluzione e trasformazione della smart city, con l’obiettivo finale di assicurare e accrescere benessere e qualità della vita individuale e collettiva.

Il nuovo cittadino è un cittadino con una mentalità nuova, che deve imparare a ragionare in maniera globale e agire in maniera locale, non più distaccato dai processi decisionali e di gestione, ma creativo e in grado di condividere la sua creatività con i cittadini di tutto il mondo, pur mantenendo la sua identità.

La creatività deve diventare l’alternativa alla realtà che non lo soddisfa. La sua mente deve maturare una trasformazione emotiva del sentire e del vivere, per poi rappresentarla all’esterno nelle forme più adeguate, avvalendosi dell’aiuto della tecnologie a sua disposizione.

La smart city è prima di tutto una città fantastica, che nasce dalla lucida follia dell’uomo, quella lucida follia che è sempre alla base di ogni atto creativo.

Albert Einsten ripeteva sovente: "L’immaginazione è più importante della conoscenza".

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