Il Web è pieno di giornali, riviste e giornalisti.
Noi di Paid To Write siamo convinti che TU possa fare meglio di loro.
partecipa al nostro progetto

Stella Che Nasce, Stella Che Muore: La Fantastica Storia Di Una Stella


23 febbraio 2012 ore 01:14   di stellina2012  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 969 persone  -  Visualizzazioni: 1943

Le stelle sono la fonte della luce nel buio dell’universo e sono la fucina di tutti gli elementi, infatti dentro di esse si formano gli atomi che compongono i pianeti, le rocce, l’acqua, l’aria e i nostri stessi corpi; cerchiamo di capire il perché attraverso la loro vita, che ha un inizio, un percorso e una fine

Dopo il Big Bang l’Universo nascente era privo della luce e di tutti gli elementi che conosciamo noi; una nube di particelle subatomiche e di elettroni, cominciava a diffondersi ad altissima velocità dal punto di origine in tutte le direzioni generando lo spazio. Questa nebulosa primordiale aveva una temperatura così alta che neppure i quark potevano unirsi a formare i protoni; in seguito la temperatura calò e si formarono soprattutto nuclei di idrogeno, cioè singoli protoni, e poi anche nuclei di elio, due protoni uniti. La materia si rarefaceva disperdendosi, con movimenti turbolenti che la rendevano disomogenea, creando zone a più alta densità dove la forza di gravità diventava più forte. E proprio la forza di gravità cominciava ad aggregare le particelle del giovane cosmo in nebulose distinte; la parte centrale di queste nebulose diventava sempre più densa e incandescente, perché il gas collassava verso il centro con un moto rotatorio sempre più vorticoso. A causa della forza centrifuga le nebulose si schiacciavano e prendevano la forma di un disco, mentre il nucleo dava origine ad una o più “protostelle”, visibili solo nell’infrarosso.


Le protostelle continuavano a collassare, strappando tumultuosamente materiale gassoso dalla nebulosa intorno, fino a raggiungere temperature e pressioni tali da innescare il processo di fusione nucleare dell’idrogeno che si trasforma in elio. Questa reazione, che sprigiona una quantità di energia enorme, fece accendere le prime stelle, e così la luce cominciò a bucare il buio del cosmo! Il meccanismo che ho descritto è il medesimo con cui da circa 15 miliardi di anni, cioè da quando esiste l’universo, si sono accese e continueranno ad accendersi miliardi di stelle, illuminando l’oscurità dello spazio con la loro stupenda bellezza; esse sono distribuite nel cosmo con una grande varietà di dimensioni, di colori e di tempi di esistenza, fattori che le destinano a epiloghi differenti.

Stella Che Nasce, Stella Che Muore: La Fantastica Storia Di Una Stella

Protostella

Stella Che Nasce, Stella Che Muore: La Fantastica Storia Di Una Stella

Stella che nasce

Quando una stella si accende vuol dire che ha raggiunto un stato di equilibrio fra la forza di gravità che vorticosamente fa collassare la sua materia verso l’interno, e l’energia radiante e termica, dovuta ai processi di fusione nucleare, che invece la spinge verso l’esterno a temperature altissime (milioni di gradi). Così, mentre il gas surriscaldato risale, quello in superficie più freddo discende, e la stella non cambia più volume, colore, luce e radiazione, per tutta la sua esistenza, cioè finché tutto il suo idrogeno si è trasformato in elio.

Per classificare le stelle si usa un diagramma su cui esse vengono collocate a seconda dalla massa e quindi della grandezza, in relazione con la loro temperatura e quindi luminosità: il diagramma di Hertzsprung e Russell

Stella Che Nasce, Stella Che Muore: La Fantastica Storia Di Una Stella

Diagramma di Hertzsprung e Russell

Quasi tutte le stelle si collocano su una linea che si chiama “sequenza principale”, sulla quale stanno per tutta la loro vita, per poi evolvere verso differenti destini. I colori che hanno sono dovuti alle temperature che raggiungono. Le nane rosse con una massa piccola sono le meno calde, seguono le stelle gialle come il nostro sole, poi le bianche, fino alle giganti azzurre; le temperature riportate dal diagramma sono quelle di superficie, perché all’interno delle stelle si raggiungono milioni di gradi. Fanno eccezione uscendo dalla sequenza principale, due categorie di stelle anomale: le giganti e le supergiganti rosse, e le nane bianche. Nelle stelle più grandi a causa della maggiore massa e quindi della maggiore densità, le particelle hanno più energia cinetica, che significa più elevata velocità, più collisioni e più rapida trasformazione dell’idrogeno in elio; le stelle più grandi quindi sono quelle che vivono di meno, e che raggiungono le temperature più alte. Una stella gialla come il nostro sole può durare sui 10 miliardi di anni, le stelle più grandi, quelle bianche e azzurre, si fermano alle centinaia di milioni di anni, ed alle decine di milioni si fermano le supergiganti blu, mentre le nane rosse arrivano anche fino a 1000 miliardi di anni.

Quando l’idrogeno finisce, nel cuore delle stelle sì innescano cicli di fusione più complessi e avanzati, che portano alla formazione di elementi più pesanti come carbonio e ferro; questi non esisterebbero se non fossero stati generati proprio lì, nel cuore delle stelle, compresi gli atomi del nostro stesso corpo. Gli elementi che si formano in questi cicli successivi, sono sempre più pesanti quanto più è calda e grande la stella in cui nascono, ma atomi con peso atomico superiore al ferro non possono formarsi, perché le temperature delle stelle, anche le più calde, non sono sufficienti a produrli. Gli atomi molto pesanti si formano più tardi, quando le stelle muoiono ed esplodono, e si raggiungono le condizioni e le temperature necessarie. Comunque tutti gli elementi presenti nell’universo provengono dalle generazioni di stelle nate e morte fino ad oggi, e sono stati scagliati nel cosmo da queste, attraverso catastrofiche esplosioni, per poi finire in nuove nebulose e formare sistemi planetari.

Quando tutti i cicli di fusione si esauriscono, l’energia radiante delle stelle viene meno, e la forza centripeta prende il sopravvento nella parte interna, mentre la parte esterna collassa espandendosi o esplodendo; ma vediamo meglio, perché quello che succede dipende dalla massa della stella.

Stella Che Nasce, Stella Che Muore: La Fantastica Storia Di Una Stella

Buco Nero

Le stelle molto grandi collassano dando luogo ad esplosioni violentissime chiamate “supernove”, che diffondono nello spazio quantità di materia enormi sotto forma di nebulose. Nella loro parte centrale resta un residuo che ruota vorticosamente, collassando sotto la forza di gravità, fino a raggiungere densità così mostruose da attrarre al suo interno (dentro uno spazio limite chiamato “orizzonte degli eventi”) persino i raggi della luce; questa singolarità si chiama “buco nero” perché da essa non sfugge più né materia né luce. Le stelle un poco più piccole esplodono generando un’energia un po’ minore; queste si chiamano “nove”, e lasciano al proprio centro corpi superdensi in rapidissima rotazione chiamati “stelle di neutroni” (perché gli elettroni finiscono impacchettati sui protoni rendendoli neutri), o “pulsar”, che emettono energia cosmica in varie direzioni in maniera pulsante, producendo forti campi magnetici e restando visibili.

Le supernove e le nove brillano nello spazio con grandissima luminosità per tantissimo tempo. Le stelle come il nostro sole, quando finiscono il carburante, collassano nella parte interna; questa aumenta di temperatura, mentre l’esterno si raffredda e si dilata, prendendo il colore rosso. Rapidamente la stella gialla si trasforma in una “gigante rossa”, che poi disperde la sua massa esterna in seguito a continui collassi ed esplosioni del nucleo. Quello che rimane al centro è una “nana bianca” fredda, che poi si spegnerà definitivamente diventando una “nana nera”. Le nane rosse al termine della loro lunghissima vita si contraggono, aumentando di temperatura, e diventano stelle più luminose di colore blu (“nane blu”); poi lentamente raffreddano, trasformandosi direttamente prima in nane bianche e poi nane nere, senza esplodere. Al di sotto delle nane rosse esistono le “nane brune”, pseudo stelle così piccole che non sono riuscite a produrre cicli stabili di fusione dell’idrogeno e non si sono mai “accese”; sono poco visibili ed emettono radiazioni quasi esclusivamente nell’infrarosso.

Articolo scritto da stellina2012 - Vota questo autore su Facebook:
stellina2012, autore dell'articolo Stella Che Nasce, Stella Che Muore: La Fantastica Storia Di Una Stella
Fai conoscere ad altre persone questo articolo: condividi o promuovi questa notizia su Facebook e su tanti altri canali:
Condividi Questo Articolo!

 

Inserisci un Commento:

( ti consigliamo di effettuare il login per commentare più efficacemente )
Codice di Verifica:

ricarica il captcha

Per ragioni di sicurezza verrà registrato anche l'indirizzo IP del tuo computer

Seguici Su...


 
 
 
 
Diventa anche tu parte di
Paid To Write Clicca qui!
segui paid to write su facebook

Articoli Più Letti

Tecnologia e Scienze
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Articoli Più Votati

Tecnologia e Scienze
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Paid To Write - Il Giornalista Sei Tu

Tutti i contenuti pubblicati su Paid To Write sono soggetti alla licenza Creative Commons.
Licenza Creative Commons
È permesso riportare i nostri articoli ma solo se accompagnati da un backlink dofollow (senza cioè il tag nofollow) verso il nostro contenuto originale.
Paid To Write
Il Giornalista Sei Tu
© 2012 PI 00877530147
Paid To Write Network
Contattaci
Privacy
Disclaimer e Redazione