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Una Macchina In Grado Di Rilevare Emozioni E Bugie


14 settembre 2011 ore 02:15   di victoryshallbemine  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 650 persone  -  Visualizzazioni: 1430

Si profila all'orizzonte la possibilità di avere un “rivelatore di emozioni” che svela se stiamo dicendo la verità o una bugia. Stiamo parlando di una particolare telecamera fornita di sensori termici capaci di decifrare se una parola detta è una menzogna oppure una verità.

Il meccanismo, elaborato da un gruppo misto delle Università di Aberystwyth e Bedford in collaborazione con l'Agenzia delle Frontiere della Gran Bretagna, è stato presentato in via ufficiale al Festival della Scienza Britannica, che si tiene proprio a Bradford. Secondo l'opinione del docente Hassan Ugail dell’Università di Bradford, il meccanismo potrebbe rivelarsi molto utile per la polizia in quanto è capace di discriminare nell'80% dei casi tra chi afferma cose vere e chi invece dice bugie.


La nuova metodologia, costata decenni di studi, è basata sulle reazioni inconsce dell'essere umano, cioè su come sveliamo in modo involontario le nostre emozioni mediante cambiamenti impercettibili di espressioni e dalla conseguente modifica dell'andamento del nostro flusso di sangue.L'essere umano esprime le proprie emozioni dilatando le pupille, muovendo gli occhi, strizzando il naso, effettuando una veloce respirazione, con un batter di ciglia. Tutto questo ci può tradire, e appunto questo elemento di debolezza viene rivelato dal sensore termico.

Una Macchina In Grado Di Rilevare Emozioni E Bugie

Tradizionalmente, ci si basa sul metodo della macchina della verità. Essa fu creata nel 1921 e prevedeva l’applicazione di cavi sulla pelle attraverso una metodologia invasiva. Inoltre, bisognava decriptare i risultati su un tracciato. Invece, il nuovo strumento non è affatto invasivo, si può occultare all'insaputo del soggetto da interrogare e svela le menzogne in diretta.

Fino a settembre 2011, la procedura è stata effettuata solo su volontari che hanno deciso di sottoporsi alle verifiche e non in situazioni reali come ad esempio nelle stazioni della polizia, ma gli studiosi vogliono al più presto effettuare altre verifiche durante tutto il 2011. Il Professor Ugail afferma: "In una situazione reale, di stress, possiamo ricavare persino migliori risultati". Il docente è convinto che lo strumento raggiunga un rendimento pari al rendimento della sopracitata macchina della verità.

Questo dato vuol dire che anche per gli studiosi è praticamente impossibile ottenere il 100% e dunque sarà sempre presente un certo margine di errore. Infatti, lo strumento rivela solo emozioni, come paura, diffidenza, angoscia e non la menzogna vera e propria. Inoltre, la macchina non sa interpretare la differenza fra la paura di essere scoperti, che indica colpevolezza, e la paura di non essere creduti, ovvero preoccupazione. La macchina, quindi, rivelerà i livelli di ansia, ma non la causa di tale ansia.

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