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Verme Infernale E Vita Extraterrestre


2 giugno 2011 ore 00:52   di Juling  
Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 386 persone  -  Visualizzazioni: 787

Si chiamano Gaetan Borgonie dell'università di Ghent (Belgio) e Tullis Onstott dell'università di Princeton nel New Jersey i due scienziati che hanno fatto un' importate scoperta nelle profondità della crosta terrestre. Da anni infatti, inizialmente anche con una certa scarsità di mezzi, portano avanti studi relativi alle forme di vita presenti nelle miniere d'oro del Sud Africa. Per la prima volta Borgonie e Onstott hanno trovato forme di vita complesse a più di un chilometro e mezzo di profondità. Si tratta di nematodi o vermi cilindrici da loro soprannominati "vermi infernali".

Nelle loro ricerche hanno isolato e catalogato anche altre diverse forma di vita monocellulari, ma la scoperta fenomenale è l'aver trovato a quelle profondità delle forme di vita tanto evolute. Borgonie sintetizza così la lora scoperta: "Condizioni tanto aspre, non escludono la complessità". Un esempio di questi nemotodi è l' Halicephalobus Mephisto anche detto "Il signore del sottosuolo" che è stato trovato a 1,6 km di profondita nella Beatrix Gold Mine. Si tratta di un organismo con sistema nervoso, digerente e riproduttivo. Fino ad ora la scienza ci insegnava che tali forme di vita non erano possibili a quelle profondità.


I più interessati a questa novità paiono essere gli studiosi delle possibili forme di vita extraterrestri e in particolare quelli che si occupano di studiare e cercare la vita sul pianeta Marte. Infatti questo corpo celeste del sistema solare presenta oggi condizioni inospitali sulla sua superficie, ma come già sappiamo, in passato era caratterizzato da una temperatura più mite, dalla presenza di acqua e di una atmosfera che poteva proteggere dagli urti con i meteoriti.

Qualora forme di vita più evolute rispetto a batteri monocellulari, avessero avuto il tempo in quelle ere di "abitabilità" del pianeta, di espendare nel sottosuolo di Marte il loro habitat la scoperta odierna, ci legittimerebbe a poter pensare possano essere ancora oggi presenti in quelle profondità. In tal senso la NASA ha già espresso vivo interesse ad approfondire gli studi di Borgonie e Onstott.

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