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Acropoli, L'esaltazione Dell'arte Ellenica


4 settembre 2010 ore 12:53   di kekere  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 7277 persone  -  Visualizzazioni: 11458

Fu Pericle, il carismatico capo di Atene nelV secolo a.C., che convinse le autorità cittadine a spendere grosse somme per ricostruire i templi incendiati alcuni anni prima dagli invasori Persiani.
Ad un certo punto i volubili ateniesi gli si rivoltarono contro ed in un comizio pubblico gli gridarono di smettere di spendere tanto del loro denaro.
La sua risposta fu esemplare: - No, continuerò a costruire il tempio, ma pagando di tasca mia.
L'iscrizione dirà che non fu costruito dagli ateniesi, ma da Pericle -.
Il popolo, ammutolito da questo gesto, ritrovò la voce per gridargli che poteva spendere senza limiti.
Portato a compimento nel 432 a.C. il Partenone divenne una delle meraviglie del mondo.
Pochi altri edifici sono stati studiati ed analizzati con tanta precisione.
L'edificio poggia su una base marmorea di tre gradini, rettangolare, lungo circa 70 metri e largo 30.

Le sue imponenti colonne esterne - 46 in origine - sono alte più di 10 metri e mezzo ed hanno un diametro di poco inferiore ai due metri.
Il tempio accoglie in sè le più suggestive illusioni ottiche al mondo.
Sebbene tutte le linee del Partenone appaiono diritte, esso è un insieme di lievissime curve: un accorgimento del costruttore per gratificare l'occhio.
Dato che una colonna perfettamente cilindrica di oltre 10 metri e mezzo apparirebbe più sottile nella parte mediana, gli architetti di Acropoli allargarono al centro le colonne di circa 35 millimetri, quanto bastava cioè per farle apparire diritte: uno stratagemma architettonico che si chiama entasis.
Sebbene chi le osserva non se ne renda probabilmente conto, tutte le colonne pendono leggermente verso l'interno, tanto che se fossero prolungate in altezza finirebbero per incontrarsi a circa due chilometri e mezzo sopra il tempio.
La grande piattaforma marmorea ( stilobate ) su cui poggia il tempio sembra perfettamente piatta, ma in realtà e leggermente convessa nel mezzo.


Le sculture sono una delle meraviglie del Partenone: uomini, donne, bambini, divinità, animali, esseri mitilogici, tutti scolpiti nel marmo con ineguagliabile maestria.
Forse la più bella era il fregio che correva per circa 160 metri lungo la cornice interna del tempio e raffigurava le grandi feste panatenee della città in onore della sua protettrice.
Il punto focale del tempio era un'opera del sommo Fidia, una statua di Pallade Atena, alta 12 metri e ricoperta da 1150 chili d'oro.
Con scaltra previdenza, Fidia applicò l'oro in sottilissime lamine facilmente rimovibili.
Quando in seguito gli ateniesi lo accusarono di essersi appropriato di una parte di quell'oro appartenente al popolo, lo scultore staccò le lamine per pesarle e dimostrò di non averne sottratto neanche una scaglia.
La statua rimase al suo posto fino al V secolo dell'era cristiana, quando scomparve, probabilmente portata a Costantinopoli.

Acropoli, L'esaltazione Dell'arte Ellenica

Accanto al Partenone, altri tre edifici aggiungono gloria all'Acropoli.
Sorto su un luogo già sacro agli ateniesi, l'Eretteo ha quattro sale interne a diversi livelli e quattro portici di differente disegno.
Il tetto di un portico è sostenuto da quattro maestose figure femminili in pietra, le famose Cariatidi.
Vicino c'è il delizioso tempio di Atena Nike ( Vittoria ) ed infine i Propilei, ingresso monumentale, che vanta forse le più belle colonne ioniche del mondo.
I Propilei non furono mai ultimati.
Atene perse la guerra del Peloponneso, scoppiata nel 431, e da allora cominciò la sua lenta decadenza.
Il giorno più nero per l'Acropoli fu il 26 settembre 1687, allorchè i veneziani attaccarono la guarnigione turca che vi era asseragliata.
I turchi avevano fatto del Partenone la loro polveriera.
Un colpo di mortaio veneziano cadde sul magazzino delle polveri e l'esplosione abbattè 14 dellle 46 colonne originarie esterne.
Migliaia di frammenti di marmo volarono in aria e ricaddero su tutta l'Acropoli dove rimasero per quasi tre secoli, semicoperti dal terriccio portato dal vento.

Acropoli, L'esaltazione Dell'arte Ellenica

Verso il 1800 giunse all'Acropoli un nobile scozzese, il Conte di Elgin.
Appasionato di antichità classica, Lord Elgin convinse il sultano turco, che allora governava la Grecia, ad autorizzarlo per iscritto a portar via dall'Acropoli qualsiasi frammento di pietra recante antiche iscrizioni o figure.
Spendendo quasi un patrimonio di tasca sua, Elgin spogliò l'Acropoli di gran parte dei suoi tesori.
I marmi di Elgin, la più grande raccolta d'arte del genere esistente al mondo, sono esposti al British Museum di Londra.
Oggi molti greci ne chiedono la restituzione, ma gli inglesi hanno rifiutato con garbo, facendo notare che Elgin li ottenne legalmente dal sultano turco.
Comunque, la Grecia ed il mondo hanno già abbastanza problemi a trovare il modo di salvare tutto ciò che il lord scozzese ha lasciato ad Atene.
Per anni la più grave minaccia ai marmi dell'Acropoli fu rappresentata dall'azione corrosiva del ferro impiegato quale materiale di consolidamento nei precedenti restauri.
Col tempo il vero nemico è diventato lo smog - anidride solforosa - l'invisibile gas emesso durante la combustione di prodotti petroliferi e che corrode la pietra.
Gran parte degli ateniesi ha l'automobile, e riscaldano case ed uffici con nafta.
Le pietre si sciolgono come neve al sole. Si parla di cancro del marmo.
Gli sforzi per salvare questa opera d'arte unica al mondo sono molti e vari, e anche l'UNESCO è impegnata in queta battaglia.
2.400 anni fa Pericle si offrì di pagare di tasca sua l'intera spesa del Partenone.
Nel ricco mondo d'oggi, sicuramente, non possono mancare donatori tanto generosi da eguagliare il gesto del grande ateniese e preservare per tutta l'umanità la meravilgia universale che è l'Acropoli.

Acropoli, L'esaltazione Dell'arte Ellenica

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