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Alberobello, La Capitale Dei Trulli


26 novembre 2009 ore 23:23   di PaidToWrite  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 13492 persone  -  Visualizzazioni: 20486

La capitale dei trulli sorge in mezzo ad un'ampia area di calcari compatti nella Murgia Meridionale, zona in cui gli strati si sfaldano in lastre di limitato spessore, dove il contadino ha potuto costruirsi senza alcuna spesa la casa.
Il materiale sparso sul terreno ha segnato la storia della regione; infatti dal materiale calcareo si ricavano le chiancarelle che, posate a secco con tecnica elementare l'una sull'altra, si elevano in cerchi concentrici che man mano si restringono fino a chiudere la volta conica.

La cittadina unica nel mondo per le sue costruzioni a trullo si distende su due amene colline separate da un avvallamento che si slarga nella parte più bassa a sud. In questo luogo chiamato Largo delle Fogge, come dire Largo delle Cisterne, anticamente furono scavate cisterne per la raccolta di acque piovane ad uso comune di tutti gli abitanti.
Sull'ampia collina esposta a sud si estende la parte più vetusta della disincantata Città dei Trulli: l'antico Rione Monti, zona che lo Stato con preveggenti intenti di tutela dichiarò nel 1909 Monumento Nazionale. Sopra questa altura sorgono quasi tutti i trulli si da poter dire che l'incasamento delle storiche "casedde" sia iniziato a Rione Monti, dove si contano più di mille case a trullo, una casa è composta da più trulli, che ospitano circa tremila persone. Le case allineate ai margini di sei stradette irregolari e parallele, suddividono l'intera zona in sei isole longitudinali.
Alle sei vie che salgono tutte dal vallone verso la sommità della collina sono stati attribuiti nomi che ricordano momenti di sofferenza e di gloria della prima guerra: Monte Santo, Monte Sabotino, Monte San Gabriele, Monte San Marco, Monte San Michele, Monte Nero.



Separata dal Largo delle Cisterne, sulla diagonale del Rione Monte, si trova il Rione Aia Piccola che rappresenta la zona più graziosa e più caratteristica di Alberobello per la varietà architettonica dei suoi trulli. Compresa fra via della Libertà, via Cristoforo Colombo con prolungamento fino al Largo Cremona, il Rione Aia Piccola è costituito da 400 trulli disposti ai lati di otto tortuose stradine, in cui vivono circa quattrocento persone.

Alberobello, La Capitale Dei Trulli

Nel 1930 il Governo Fascista pose sotto la tutela dei Beni Culturali e dichiarò Monumento Nazionale il Rione Aia Piccola, includendo due edifici di grande valore architettonico e storico che si trovano nella parte nuova della città: il Trullo Sovrano e la Casa D'Amore e nello stesso tempo emanò un Decreto con le disposizioni per la conservazione dei trulli e norme per la loro costruzione.
L'anzidetto Decreto, nel riconoscere le zone monumenti di interesse nazionale, stabiliva che le storiche abitazioni a trullo erano intangibili, fissava l'assoluto divieto di demolizione e di trasformazione delle strutture e precisava che le opere nuove che si volessero realizzare nei Rioni sottoposti al vincolo, avrebbero dovuto essere erette nello stesso stile a trullo e con i medesimi materiali.

Nel Rione Aia Piccola, di fronte ai magazzini per l'ammasso delle Decime che i villici dovevano al Signore feudale il medico Pezzolla per meriti professionali e per particolare concessione del Conte Giulio Antonio Acquaviva potè costruire una casa di trulli con un trullone centrale a due piani e con una nuova facciata a due vele accanto alla porta d'ingresso, inserendo in tal modo un nuovo' elemento architettonico nelle costruzioni di Alberobello.

Il Parroco Lippolis nella cui dimora nel 1797 si radunavano i Delegati che dovevano recare la supplica al Re per la liberazione della cittadina dal gioco feudale, edificò un nuovo tipo di abitazione costituta da un gruppo di trulli con una Corte e con un muro di recinzione. Quella dei Lippolis fu la prima Corte di Alberobello e rappresentava un segno di alta distinzione ed anche di benessere, in quanto per potere avere l'autorizzazione si doveva pagare un consistente tributo.
Proprio nel Rione Aia Piccola più vicino ai Palazzi dei Conti furono realizzate il maggior numero di Corti; le più signorili appartennero a famiglie che avevano raggiunto distinzione e notorietà, fra le quali i Matarrese, gli Angiulli, i Salamida e molte altre.

ORIGINE DEI TRULLI
La presenza dell'uomo sulle colline delle Murge e nei boschi della Selva si perde nella notte dei tempi.
Il territorio caratterizzato da uno strato di crosta terrestre di origine calcarea che si sfalda in lastre piatte di vario spessore, ha favorito nel correre dei millenni lo sviluppo e l'evolversi delle costruzioni di pietra.
II rinvenimento di reperti archeologici costituiti da antichissimi rudimentali utensili, frecce e pietre di silice sfaccettate, raccolti nei musei di Bari e di Taranto, confermano che sull'altipiano delle Murge e nella fittissima Selva di Fasano si stanziarono in età preistorica tribú provenienti dal Medio Oriente adusi ad erigere Tumuli per seppellire i morti e specchie per ripararsi dalle intemperie.

Alberobello, La Capitale Dei Trulli


Le semplici e primordiali costruzioni connesse con la più naturale necessità di procacciarsi un abituro, rappresentano l'originario elementare aspetto abitativo.
Nel correre dei secoli con il consolidarsi del nucleo familiare, attraverso spontanei miglioramenti, dal tumulo si pervenne alla specchia che rappresenta il primo ricovero preistorico del periodo eneolitico costituito da un ammasso di pietre piatte sovrapposte in modo da lasciare un vuoto all'interno.
Con l'affermarsi del culto dei morti le specchie cominciarono ad assumere aspetti e grandezza di rilevante valore architettonico.

Uno degli esemplari più interessanti è "La specchia della Regina" eretto sulle Murge per commemorare la moglie di Pirro, re d'Epiro.
Tremila anni avanti Cristo i primi coloni provenienti dalle coste della Anatolia, dopo essersi portati sulle isole del basso Mediterraneo, nel movimento di espansione verso terre più fertili raggiunsero l'attuale terra di Puglia e si stanziarono anche sulle Murge.
I nostri progenitori di origine indoeuropea portavano con sé tradizioni di vita e di morte e fra queste l'usanza di costruire abituri con cupole coniche uguali a quelli che si trovano ancora nei territori degli Assiri, con pinnacoli e segni mitologici come quelli che si vedono sui Trulli di Alberobello e della Selva di Fasano.
In terra di Puglia, grazie alla natura del suolo, con l'arrivo dei primi coloni greci le costruzioni subirono un particolare e vivace impulso.

Abbiamo appreso, leggendo la storia antica, che i tumuli di pietra venivano eretti per coprire i corpi dei morti.
Ne sono significative testimonianze i tumuli eretti sui cadaveri degli eroi di Troia ed il monumentale tumulo che si trova ai piedi delle colline sulla piana di Maratona dirimpetto al Monumento a Leonida, re degli Spartani.

In ordine storico dai tumuli si passò alle specchie ed ai trulli, non vi è dubbio, pertanto, che le cupole coniche siano di antica origine orientale e furono introdotte in terra di Puglia dalle stesse tribù provenienti dall'Asia Minore che alcuni millenni avanti avevano portato le specchie e i dolmen.
Non va dimenticato che i templi sepolcrali dei re di Babilonia e le Piramidi dei grandi faraoni d'Egitto sono espressioni intangibili di costruzioni a trullo, nè va tralasciato che rotondeggianti erano le basi delle capanne preistoriche, cosí come circolari ed a forma conica erano le prime case di pietra erette nell'Argolide e la stessa tomba di Agamennone a Micene e che la denominazione trullo deriva dal greco "tholos" che vuole riferirsi ad una costruzione circolare a cupola.

Sappiamo che anticamente nelle Cicladi ed a Creta si costruivano cripte coniche per coloro che morivano in guerra e sappiamo che nel contesto della espansione della cultura ellenistica che dominò tutte le terre del Mediterraneo ed in modo particolare le coste dell'Italia Meridionale, esse si svilupparono ed abbellirono.
Il trullo nel suo insieme si deve considerare una diretta derivazione del tumulo, perchè entrambi elaborati di pietre sovrapposte e nello stesso tempo costruzioni analoghe alle specchie.

Si ha che nel periodo storico si affermano due tipi di costruzioni: le specchie che vanno assumendo aspetti architettonici nuovi e di maggiori dimensioni fino a divenire sotto la spinta della cultura ellenistica decretata dai grandi re Macedoni elaborate ed intrigate torri di avvistamento e di difesa militare e le casedde o trulli senza malta, fino a quando si incominciano a costruire trulli a più cupole ed a pianta ellittica.

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Commenti

 
  • sergio
    #1 sergio

Bell'articolo!

Inserito 27 novembre 2009 ore 09:59
 
  • domenico
    #2 domenico

Interessante...

Inserito 27 novembre 2009 ore 16:18
 

orgoglio pugliese...viva la puglia.:)

Inserito 16 ottobre 2010 ore 17:14
 

Ci sono stato e vale veramente la pena di passarci. E poi si mangia anche molto bene!

Inserito 17 agosto 2011 ore 19:59
 

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