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Alla Scoperta Delle Catacombe Dei Cappuccini Di Palermo


5 maggio 2013 ore 22:27   di antoniodich  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 459 persone  -  Visualizzazioni: 762

Le Catacombe dei Cappuccini di Palermo rappresentano uno spaccato della quotidianità del capoluogo siciliano che rappresenta un tesoro da scoprire non soltanto per gli storici, ma anche per gli studiosi di antropologia, per gli etnostorici e per quegli scienziati che ancora oggi si interrogano su come dei corpi siano rimasti mummificati fino ai nostri giorni e tenuti in ottimo stato di conservazione.

Per molte persone può sembrare un luogo macabro, eppure per chi ne conosce la storia, rappresenta un sito davvero interessante: percorrendo un lungo corridoio sotterraneo si possono ammirare ampie navate con entrambi i lati rivestiti da cima a fondo con i corpi mummificati e scheletri completamente vestiti.
Le mummie sono circa 8000 suddivise con attenzione in categorie come le famiglie, i bambini, le professioni, la condizione sociale e di genere. In alcuni casi è esposta l'intera famiglia - padre, madre e bambini .
Il processo di essiccazione delle mummie è stato a lungo tenuto segreto e solo nel 2010 stato scoperto il quaderno di uno degli imbalsamatori, il celebre Professor Alfredo Salafia. Tuttavia, la maggior parte dei corpi risalgono a ate anteriori al 1881, quando ancora era ammessa la sepoltura dei morti sotto il convento.


In un primo periodo venivano sepolti soltanto i monaci e i clerici, in seguito iniziarono ad essere sepolti e mummificati anche i corpi di professionisti, quali medici avvocati, barbieri e l’èlite alla moda della città, straordinariamente ben conservati e con ancora addosso i vestiti originali.
Tra le varie mummie è ancora conservato il corpicino della piccola Rosalia, morta nel 1920 e sepolta in una teca di vetro, a Palermo la chiamano "La bella addormentata", ed hanno proprio ragione, sembra proprio una bambina pronta a svegliarsi da un momento all’altro, ma è solo una illusione. Oggi avrebbe più di novanta anni questa piccola estremamente sfortunata, morta dopo la Prima Guerra Mondiale che oggi è la mummia meglio conservata al mondo e unico caso di essere umano assolutamente intatto.

In città tutti la amano anche se si tengono piuttosto lontani da un luogo che richiama alla mente la morte e non hanno reso quindi vani i sacrifici dei suoi genitori che nel 1918 videro la sua nascita come il più bello dei doni per poi constatare che, due anni dopo, probabilmente una polmonite, l’avrebbe portata via. Il padre contattò dunque un noto imbalsamatore dell’epoca, Alfredo Salafia, che utilizzava delle tecniche all’avanguardia talmente uniche che la sua formula è stata scoperta da poco.Si trattava di una miscela di formalina, glicerina, Sali di zinco, alcool e acido salicilico. Quel che è certo che recenti controlli hanno dimostrato che Rosalia è intatta anche negli organi, come se non fosse mai morta e da tutto il mondo ogni giorno arrivano tantissimi turisti solo per questa piccola grande stella ormai in cielo.

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