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Alla Scoperta Di Caltanissetta


28 settembre 2010 ore 18:10   di Luckystar74  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 1371 persone  -  Visualizzazioni: 2242

Situata al centro della Sicilia, dall'alto dei suoi 650metri sul livello del mare, Caltanissetta è una delle mete siciliane meno toccate dal turismo di massa, ma che conserva un patrimonio artistico e culturale di grande importanza che però le amministrazioni locali non sono ancora riuscite a mettere nella giusta evidenza.

Centro di incontri e di culture diverse, a causa della sua posizione geografica, Caltanissetta deve molto alle varie dominazioni che si sono alternate nel territorio durante i secoli. Delle sue origini sicane e greche rimangono le necropoli nelle periferie della città, tra Sabucina e Gibil Gabib, ma è grazie alla dominazione araba che il villaggio di Qalat-el-Nisa comincia a delinearsi nei primi nuclei abitativi intorno al Castello di Pietrarossa, territorio che oggi corrisponde ai quartieri di San Francesco (detto gli Angeli) e San Rocco.


Del periodo arabo-normanno rimane l' Abbazia di Santo Spirito, eretta presumibilmente prima del 1153, scelta dai conti Ruggero e Adelasia come prima parrocchia della città. La struttura e il nome fanno pensare a un'origine più antica, bizantina, oltre al fatto che sia stata inglobata all'edificio anche un'antica biblioteca araba. Nella chiesa sono presenti degli affreschi aggiunti nel 1500 durante lavori di restauro, soprattutto sotto i Moncada.

Alla Scoperta Di Caltanissetta

La seconda parrocchia della città fu la chiesa di Santa Maria degli Angeli che sorge ai piedi dell'allora Castello di Pietrarossa. Costruita anch'essa in epoca normanna, fu consacrata intorno al 1100, e divenne regia cappella solo nel periodo svevo.Dopo diversi restauri e rimaneggiamenti, nel 1867 servì anche da ospedale per colerosi, fino al definitivo declino del 1873 dove la chiesa fu chiusa al culto e destinata a caserma militare. Della chiesa oggi rimane solo la struttura esterna, in fase di restauro, fregiata di particolari elementi decorativi di epoca normanna, accanto alla quale sorge l'ingresso al cimitero monumentale di Caltanissetta.

Sulla rupe che domina il suddetto cimitero, si intravedono ancora gli ultimi resti del Castello di Pietrarossa, detto così probabimente per il colore della pietra di cui erano fatte le torri del castello, delle quali rimane qualche rudere.
Le origini di questa fortezza inespugnabile risalgono al periodo greco-romano o bizantino. Già dimora normanna, deve il suo periodo di maggiore splendore alla dominazione aragonese, in cui il castello divenne la sede dei tre parlamenti generali della Sicilia. Nel 1400 passò ai Moncada che lo lasciarono nel più completo abbandono. In seguito al terremoto del 1567, il castello subì gravi danni e rimasero in piedi solo una torre e alcuni muri perimetrali. I successivi tentativi di ridimensionamento trasformarono le rovine in una cava di pietre per costruire gli edifici della nuova città.

Oggi rimangono alcuni resti delle torri di pietra rossa (recentemente restaurate) e alcuni muri, ma purtroppo non è ancora accessibile al pubblico. Risalendo per il quartiere Angeli, ci si ritrova davanti la Chiesa di S.Domenico, fatta costruire dalla famiglia Moncada nel 1400. La chiesa fu arricchita nel tempo (la facciata, ad esempio, risale al 1600) ed è legata a doppio filo alla famiglia Moncada. Un dipinto di Filippo Paladini, la Madonna col Bambino, ritrae i figli del conte Francesco.
Proseguendo più a nord si entra nel salotto buono di Caltanissetta, Piazza Garibaldi. Qui sorge la cattedrale della città, il Duomo di Santa Maria La Nova, costruita tra la fine del '500 e l'inizio del '600. La chiesa, in croce latina, conserva dei bellissimi affreschi di Guglielmo Borremans e delle tele risalenti al 1600 di Filippo Paladini e dello stesso Borremans.

Di fronte la Cattedrale si trova la Chiesa di San Sebastiano, risalente al 1500, ma ridimensionata nel 1700. Si distingue per l'elegante facciata, ornata con colonne doriche, ioniche e corinzie, realizzata alla fine dell'800 dall'architetto Saetta.

Alla Scoperta Di Caltanissetta

Tra le due chiese, al centro della piazza, giace la Fontana del Tritone. Scolpita dallo scultore nisseno Michele Tripisciano nel 1890, è un gruppo bronzeo che rappresenta un tritone su un cavallo marino insidiato da altri due mostri marini. Collocata in origine nell'androne di Palazzo del Carmine, fu spostata al centro della piazza nel 1956, diventando il simbolo distintivo della città. I suoi giochi d'acqua, coadiuvati da un'illuminazione ad hoc, regalano uno spettacolo suggestivo.

Poco distante, in Corso Umberto I, sorge Palazzo del Carmine, ex convento dei Carmelitani dal 1300, e oggi Municipio della città. A dominare il corso Umberto I è la Chiesa di Sant'Agata al Collegio. Eretta all'inizio del 600 dalla famiglia Moncada, insieme al Collegio dei Gesuiti, è una delle chiese più ricche della città. Le sue quattro navate conservano affreschi, marmi e stucchi di gran pregio, oltre a tele risalenti al 1600 di Luigi Borremans, figlio di Guglielmo, e del nisseno Vincenzo Roggero. Il vecchio convento adiacente la chiesa ospita oggi la Biblioteca Scarabelli.

Lungo il Corso Umberto I e il corso Vittorio Emanuele si alternano gli antichi palazzi delle famiglie più prestigiose della città: Palazzo Testasecca, Palazzo Benintende, Palazzo Barrile, oltre a Palazzo Moncada, la dimora dei signori del 400, imponente nei suoi fregi e nei suoi grandi balconi, ma mai compiuto, risalente al 1600. Proprietà dei Moncada fino al 1900, nel 1915 fu acquistato dalla principessa Maria Giovanna di Beauffremont che lo trasformò nell'odierno teatro, che oggi ospita l'omonimo cinema.

Ma l'opera più monumentale di Caltanissetta sorge sul Monte S.Giuliano, la Statua del Redentore. La statua del Cristo benedicente fu eretta nel 1900 e domina tutta la vallata che ospita la città. Ogni anno il 6 agosto ricorre la festa del Redentore.

Caltanissetta non è solo ricca di monumenti e chiese, ma è ricca anche di tradizioni secolari che ancora si tramandano negli anni. Uno degli eventi che attira un gran flusso di turisti tutti gli anni è la Settimana Santa. Dalla Domenica delle Palme fino al Venerdì Santo, Caltanissetta si anima di processioni e rappresentazioni sacre uniche nel suo genere.
Altro importante evento religioso è la festa del patrono della città, San Michele Arcangelo, il 29 settembre. La statua del santo viene portata in processione dai fedeli scalzi.

Caltanissetta conserva anche un tesoro naturalistico e storico molto legato alle miniere di zolfo. L'estrazione di questo minerale ha rappresentato per più di un secolo la ricchezza principale di questa regione, attirando migliaia di lavoratori provenienti dai paesi vicini che hanno fatto conoscere alla città un periodo di grande benessere economico. Benessere però spesso costruito sullo sfruttamento minorile dei ragazzi che lavoravano nelle miniere, i cosiddetti Carusi, e sul lavoro massacrante. Il lento declino del commercio dello zolfo cominciò ad avvertirsi nel secondo dopoguerra e le miniere sono ormai tutte chiuse. Alcune di loro sono diventati dei musei, a testimonianza dell'antico splendore.

Oggi Caltanissetta è una città molto tranquilla, vivibile. Soffre però della crisi economica e della disoccupazione che è una piaga ormai da decenni. L'amministrazione comunale negli anni scorsi non ha saputo valorizzare in maniera incisiva le bellezze architettoniche del nostro paese, relegando le attività turistiche in secondo piano. Grande errore che si spera venga ridimensionato in futuro con una più accorta organizzazione.

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Commenti

 

Davvero una bella città!

Inserito 7 febbraio 2011 ore 20:27
 
  • Pasquale Carlo T..
    #2 Pasquale Carlo T..

Non so chi sia e se è un nisseno l'autore (Luckystar74) di questo articolo su Caltanissetta che rende onore alla nostra città, e andrebbe letto dai tanti nisseni che non conoscono ancora la propria città, ed anche da chi ha amministrato, amministra ed amministrerà Caltanissetta ! ?Situata al centro della Sicilia, dall'alto dei suoi 650metri sul livello del mare, Caltanissetta è una delle mete siciliane meno toccate dal turismo di massa, ma che conserva un patrimonio artistico e culturale di grande importanza che però le amministrazioni locali non sono ancora riuscite a mettere nella giusta evidenza. ?? ?? Oggi Caltanissetta è una città molto tranquilla, vivibile. Soffre però della crisi economica e della disoccupazione che è una piaga ormai da decenni. L'amministrazione comunale negli anni scorsi non ha saputo valorizzare in maniera incisiva le bellezze architettoniche del nostro paese, relegando le attività turistiche in secondo piano. Grande errore che si spera venga ridimensionato in futuro con una più accorta organizzazione.?

Inserito 5 agosto 2013 ore 09:00
 

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