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L'alpe Colina E Il Suo Lago In Valtellina: Un Piccolo Paradiso Della Natura


13 novembre 2009 ore 11:52   di PaidToWrite  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 1322 persone  -  Visualizzazioni: 2334

Due sono gli itinerari che permettono di raggiungere con l'auto il lago di Colina (2075 m), entrambi in parte a fondo sterrato, quello che sale direttamente da Sondrio fino a Triangia, passa per l'Alpe Forcola (1500 m) e quindi compiendo un lungo traverso in quota, tocca l'alpe Poverzone e l'Alpe Morscenzo per giungere appena sopra l'Alpe Colina (1947 m) che è costituita da un gruppo di caratteristiche case in pietra ancora ben conservate, situato appena sotto il bel lago oppure quello che sale da Postalesio, passa vicino alle famose piramidi di terra , tocca la contrada di Prà Lone (1028 m) e quindi con un percorso tortuoso e abbastanza ripido raggiunge un piccolo parcheggio collocato a 1700 m appena prima di una sbarra dove inizia il percorso stradale riservato agli alpeggiatori.

La presenza di questo anello fa sì che questo percorso sia anche l'ideale per gli amanti della mountain bike che possono scegliere a proprio piacimento l'itinerario di salita e di discesa ampliando così opzioni e godibilità di paesaggio. Bisogna subito dire che entrambi gli itinerari sono piuttosto lunghi e impegnativi anche per i mezzi di trasporto dato che quello che sale da Sondrio si snoda per quarantasette chilometri tra la città ed il lago, proponendo un dislivello di 1600 metri di cui circa 600 su sterrato, mentre quello che sale da Postalesio poco si discosta per il dislivello da questi parametri con una lunghezza di circa 6 Km inferiore.


L'impegno della salita è compensato però dalla bellezza dell'itinerario che oltre a permettere di godere di panorami splendidi sulle Orobie e su tutto il fondovalle, si snoda sia in un caso che nell'altro tra boschi che soprattutto in autunno assumono colorazioni splendide che variano dal giallo dorato dei larici al rosso fuoco dei ciliegi selvatici, fino alle mille variazioni delle terre di siena e di quelle bruciate dei faggi.

L'alpe Colina E Il Suo Lago In Valtellina: Un Piccolo Paradiso Della Natura

Questo per parlare dei mesi autunnali, perché anche la primavera e soprattutto l'inverno quando le strade sono chiuse per neve non sono certo da meno; se la primavera permette di godere dell'esplosione della natura che rifiorisce, l'inverno ci dà la possibilità, salendo a piedi con le racchette da neve o con sci e pelli di foca, di godere in assoluta solitudine la meraviglia di un paesaggio insolitamente silenzioso e, dopo qualche bella nevicata, anche stupendamente inviolato.

Dal lago, in cui si riflettono nelle limpide e fresche giornate di ottobre i larici dorati, si può salire con un tragitto non molto impegnativo al Sasso Bianco, cima che spesso viene scelta come meta perfetta per una facile escursione. Posto com'è a cavallo fra media Valtellina e Valmalenco, rappresenta un ottimo osservatorio su entrambe le valli, e lo si può raggiungere sfruttando almeno tre itinerari principali, appunto dall'alpe Colina, dall'alpe di Arcoglio sopra Torre S. Maria e dal rifugio Bosio, in Val Torreggio. Da ricordare come curiosità che appena sotto questa caratteristica e candida cima (in quanto costituita da calcari bianchi e quarzo) è situata una grotta o in dialetto "Truna" cui sono legate molte leggende tra cui quella che la galleria dovesse un tempo condurre fino a Postalesio sul fondovalle. Anche la "Guida della Valtellina", edita nel 1884 a cura del CAI di Sondrio, offre queste indicazioni, definendo il sasso Bianco piuttosto "una cresta che una vera cima", cresta che "appare bianca per la roccia calcarea ond'è formata", e presso la quale "merita di essere veduta la grotta che è vicina alla sommità".

L'alpe Colina E Il Suo Lago In Valtellina: Un Piccolo Paradiso Della Natura


Si lascia alle spalle il laghetto ormai spesso soggetto, dopo inverni con scarso innevamento, a cali bruschi di livello e si sale alla strada sterrata che conduce all'ultima baita recentemente ristrutturata. Il Sasso Bianco domina la conca alla nostra destra, in direzione nord-est, mentre alla sua sinistra, si distingue il monte Caldenno, la più significativa fra le cime che chiudono, a nord, l'alpe, segnando il confine fra media Valtellina e Val Torreggio. Superata l'ultima baita dove finisce il percorso sterrato si sale verso nord est per un buon tratto, fino ad intercettare un sentiero che punta decisamente verso est, salendo a mezza costa. Primo obiettivo è quello di raggiungere la sella poco marcata visibile a sinistra del Sasso Bianco, denominata colma di Zana (2417 m) perché è posta sulla verticale della valle di Zana, laterale della Val Torreggio.
Raggiunto il crinale si può già vedere il Sasso Bianco ormai vicino, sulla destra, mentre sulla sinistra molto più lontane si possono ammirare le creste dei Corni Bruciati e più in là ancora l'imponente mole del monte Disgrazia. In mezzo, sullo sfondo, si apre grandiosa la testata della Valmalenco per cui è opportuno a questo punto fermarsi un attimo e sostare su questo balcone naturale ad ammirare un panorama unico, difficilmente proponibile da altre località in questa sua panoramicità da cinemascope.


A questo punto se si seguono le indicazioni ed in triangoli gialli (si tratta delle indicazioni della prima tappa dell'Alta Via della Val Malenco) si può scendere, puntando a nord-ovest (sinistra), al rifugio Bosio, in Val Torreggio, dopo aver effettuato un ampio arco nella parte alta della valle. Se, invece, ci si dirige nella direzione opposta, si potrà con facilità raggiungere la cima del Sasso Bianco (2490 m), mèta di uno stupendo itinerario scialpinistico che parte dai Piasci e attraversa l'Alpe Arcoglio inferiore e quella superiore.
Dalla cima si può ammirare una serie di cime: da sinistra, dopo il il passo di Corna Rossa che congiunge Valmalenco e Val Masino e una cresta composta da cime minori, il monte Disgrazia; più a destra al di là della Corna Rossa e della conca con il suo laghetto, c'è il passo di Cassandra seguito dall'omonimo Pizzo e poi più a destra i Corni di Airale, che dominano l'alpe omonima, sul versante settentrionale della Val Torreggio, sopra il rifugio Bosio. Più a destra, e in fondo alla valle appaiono poi maestose le cime della testata della Valmalenco. Guardando appena sotto la cima del Sasso Bianco in direzione dell'Alpe Arcoglio, si intravede il grazioso laghetto di Arcoglio.

Girandosi verso la Valtellina appare poi l'infinito susseguirsi di cime delle Orobie che da qui si possono ammirare dal monte Legnone fin quasi alla Val Belviso. Se fossimo partiti a piedi da Prà Lone, avremmo superato 1460 metri di dislivello, in circa 3 ore e mezza. Se, invece, l'automobile è stata lasciata al parcheggio prima della sbarra, il dislivello superato si riduce a 790 metri, ed il tempo a 2 ore circa.
Motivo in più per visitare questa stupenda area è la presenza della riserva faunistica per cui soprattutto a fine settembre chi ama gli animali selvatici e la fauna in genere può salire a sentire il concerto dei bramiti dei cervi in amore e con un po' di fortuna anche a vedere qualche branco di femmine in fuga o qualche maestoso cervo maschio con il suo imponente palco di corna. Più in alto gruppi di camosci pascolano tranquilli appena sotto il livello delle prime nevicate. Non è raro poi, dopo un susseguirsi di fischi di marmotte spaventate, essere sorvolati a bassa quota da una coppia di aquile reali che hanno qui il loro territorio di caccia.
Per godere di tutto questo spesso si è disposti a viaggiare o camminare per ore se non per giorni interi mentre qui siamo a un'ora di auto da Sondrio. Si può forse chiedere di più ad una giornata trascorsa in montagna all'area aperta?

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