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Corfù La Gemma Dello Ionio


14 agosto 2010 ore 07:11   di kekere  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 625 persone  -  Visualizzazioni: 1380

Corfù, isola lussureggiante e leggendaria, dove mito e realtà si fondono in unico splendore.
Raccontano che il naufrago Ulisse fu sospinto dalle onde fra le braccia amorose di Nausicaa; in un'isola vicino Antonio brindò all'amore assieme a Cleopatra poco prima che la tragedia si abbattesse su di loro.
Qui cantò il vanitoso Nerone e Napoleone fece una delle sue prime conquiste territoriali.
Qui nel 1921 nacque un bambino di nome Filippo, duca di Edimburgo e consorte della regina Elisabetta.

Questa è la Venere delle Isole che i greci chiamano Kèrkyra e che tutto il mondo conosce con il nome di Corfù.
E' un immenso giardino lungo circa 62 chilometri e largo in media 16, popolato da persone che vi salutano e si salutano con un soridente GHIA' CHARA', che significa salute e gioia.
Corfù è completamente diversa dalle altre isole greche che in genere sono rocciose, spoglie, grigie e riarse.
Grazie alla sua rigogliosa vegetazione, in alcuni punti lussureggiante come quella tropicale, molti turisti giudicano Corfù l'isola più bella di tutto il bacino Mediterraneo.


Ogni svolta di strada riserva una splendida sorpresa: isolette che emergono in prossimità della costa, sottili lingue di terra, spiagge una volta deserte e sconfinate di sabbia d'oro brunito, grandi macchie verdi ed argento di ulivi, aranci, limoni e fichi; distese di margherite e di ginestre, eleganti arcate, antiche fortezze aristocratiche, linde casette di campagna intonacate di bianco o dalle delicate tinte pastello, sommerse da gerani e bouganvillee.
Per gli stranieri Corfù ha il vantaggio di poter essere facilmente raggiunta con voli senza scalo da Roma e da Londra; mentre eleganti e moderne navi traghetto consentono un rapido, frequente ed economico collegamento con le vicine coste della Grecia e dell'Italia.

Corfù La Gemma Dello Ionio

In realtà l'isola ha un aspetto decisamente occidentale, soprattutto italiano. Molti dei suoi edifici più nobili furono costruiti dai veneziani.
L'elegante porticato dell'Esplanade, la bella piazza principale di Corfù, è di gusto prettamente francese e infatti fu costruito sul modello di quello della Rue de Rivoli a Parigi, durante i sette anni dell'occupazione Napoleonica.
Cinqunt'anni di protettorato inglese hanno anche fatto sì che i corfioti siano gli unici greci che bevono tsintsinbira ( gazzosa allo zenzero ), mangiano la carne condita con il Chitney ( una salsa molto elaborata ) e giocano al cricket.
Perfino le olive di Corfù sono diverse.
Quelle delle altre regioni mediterranee crescono su alberi bassi e dal tronco nodoso, su un terreno aperto e piuttosto arido e vengono raccolte con la bacchiatura.
Una famosa massima corfiota dice: - Tutti sanno che bisognerebbe battere gli olivi e le donne, ma noi siamo troppo pigri per farlo -.
Essi lasciano invece che i loro quattro milioni di olivi raggiungano la fantastica altezza di otto metri o più ed aspettano filosoficamente che le olive cadano a terra, e benchè queste siano piccole danno un olio meraviglioso.

Corfù La Gemma Dello Ionio

Soltanto Corfù può vantare un protettore come San Spiridione, che forse è il santo patrono più venerato, amato e lodato che esista al mondo.
Non esiste autobus, taxi, macchina o barca che si sposti di un centimetro senza avere la sua immagine da qualche parte.
La città risale a 20.000 30.000 anni fa, come è stato appurato da scavi recenti.
Omero fu il primo a menzionarla, se è giusta l'identificazione fatta dagli studiosi tra la parte nordoccidentale di Corfù ed il regno dei Feaci e del loro re Alcinoo, padre di Nausica, di cui parla il poeta.
Sono molto comuni nell'isola carretti tirati da cavalli; questi ultimi spesso hanno la testa coperta da bizzarri cappelli di paglia adorni di fiori nastri.
Esistono villagi dove gli abitanti, ancora in costume tradizionale, ti offrono pane, vino ed aglio fresco da mangiare contro la sventura.
I miti e le leggende di Corfù sono niumerosi come i suoi olivi.
Alcuni contadini credono ancora in un folletto, il Kalikantzaros, una specie di spiritello maligno che bisogan placare con l'offerta di un dolce o di latte, altrimenti apre le serrature delle porte, fa smarrire le capre, fa inacidire il latte, fora i pneumatici delle auto.
Ancora oggi i corfioti portano sulla tomba dei loro cari una vivanda speciale, proprio come facevano i loro avi pagani.
Come è anche vero che accendono tonellate di candele a San Spiridione, ma ciò non toglie che si ostinino a portare con se un antico talismano contro il malocchio.

Corfù La Gemma Dello Ionio

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