Il Web è pieno di giornali, riviste e giornalisti.
Noi di Paid To Write siamo convinti che TU possa fare meglio di loro.
partecipa al nostro progetto

Croazia, Alla Scoperta Dell'isola Di Rab


14 agosto 2010 ore 23:41   di marcodemarco  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 449 persone  -  Visualizzazioni: 914

Un’isola del Kvarnar a poche miglia nautiche da Trieste, un vecchio furgone camperizzato prestatoci da uno zio e una macchina digitale, questi gli ingredienti di questo viaggio.
Ci siamo recati in Agosto su Arba, antica colonia veneziana, alla ricerca dell’Ajvar perfetto.
Alcuni conoscenti ci avevano raccontato che su quest’isola si mangiasse il miglior Ajvar della regione e noi, fanatici, ci siamo recati fin qui per assaporarne la portata.

Il primo contatto avviene presso la locanda di Dora, una bella ragazza castana e prosperosa che allieta il servizio con delle fragorose risate, è lì che impattiamo nel gusto morbido di un piatto di cevapcici stesi su di un Ajvar quasi dolce, nel quale il sapore dei peperoni gialli prevale sulla cipolla e sull’olio; delusi ce ne andiamo a prendere il sole sulla spiaggia di scogli conditi di mirto ed agave di Frikanij, stesi al sole programmiamo la visita al ristorante della sera successiva.


La spiaggia naturista di Frikanij è situata su di un isolotto dalle parti di Suha Punta, località di altre belle spiagge rocciose e di vegetazione molto ricca, passiamo lì la mattina seguente aver ingerito quello che si rivelerà essere stato il peggior ajvar della vacanza, appena tolto dal barattolo e servito su una foglia di lattuga malaticcia e raggrinzita a far compagnia a dei raznici mal cotti.

Suha Punta di mattina presto profuma di leccio ed i suoi colori sembrano accesi con un programma di fotoritocco, all’ombra delle piante e dopo una bella nuotata in acque chiare e trasparenti prendiamo in direzione dell’osteria Harpun, situata nel cuore della città di Rab, capitale dell’isola.

La città di Rab si fa subito notare con le sue quattro torri campanarie che accolgono il visitatore sia che arrivi in nave ad attraccare nel porto sia che parcheggi fuori città e vi arrivi a piedi costeggiando la marina, la cittadina è cinta di mura sul mare entro le quali si snodano alcuni stretti budelli ricchi di negozi ed un paio di piazze nelle quali confluiscono diversi ambulanti per smerciare bigiotteria, quadri, gusci di granchio e ricami di un qualche pregio.

Dopo un giro nelle anguste stradine colme di turisti incontriamo l’insegna di Harpun, ci sediamo all’aperto e chiediamo una insalata di polipo, cozze alla buzara e calamari fritti. Coi calamari entra in scena in un angolo del piatto un ajvar finalmente decente, un gusto di paprika equilibrato coi sapori dell’adriatico, una bontà; ci complimentiamo col proprietario che, come tanti sull’isola, parla un buon italiano e ci indica la spiaggia chiamata sahara, a Lopar, dall’altra parte dell’isola.
Per giungere a Lopar è necessario percorrere completamente la strada che funge da spina dorsale dell’isola di Rab e che attraversa tutti i paesi, alcuni minuscoli ex villaggi di pescatori dove trova spazio solo una spiaggia, un ormeggio o una trattoria.

A Lopar troneggia l’insegna del campeggio San Marino, nella quale un barbutissimo santo indica ai villeggianti la via per giungere alle proprie piazzole, seguiamo anche noi l’indicazione, ma senza addentrarci nel dedalo di igloo, camper, bungalow e caravan e proseguiamo, inerpicandoci per un viottolo che diviene ben presto sterrato.
Privi di una 4WD rischiamo le sospensioni un paio di volte prima di parcheggiare e prendere il sentiero che attraverso una passeggiata di circa un chilometro sbuca in un angolo di deserto con piccole dune e qualche sterpaglia poste di fronte ad un mare azzurrissimo e ad un orizzonte di barche.

Presi dal grande caldo di una spiaggia dove gli arbusti, data la scarsissima altezza, fanno ombre lunghe solo pochi centimetri decidiamo di tuffarci in acqua e qui la sorpresa è grande nello scoprire che procedendo verso il largo il fondo sabbioso non sale mai sopra il polpaccio per oltre cento metri, rassegnati ci sediamo nell’acqua e ci godiamo il sole cocente pensando all’Ajvar, come se ce ne si potesse dimenticare…

A fine giornata siamo stanchi ed è verso le 21.30 e dopo una pennichella che raggiungiamo il ristorante Mali Gaj dove il gentile, cordiale e un po’ gelido gestore (ricordate Bruno Ganz in “Pane e tulipani” di Soldini?) ci fa accomodare in un tavolino sotto un grosso ulivo, su uno dei tre piccoli terrazzini sovrapposti che danno forma alla parte esterna del locale. Tutto è delizioso, l’antipasto di prosciutto dalmata e formaggio di Pag porta in bocca i sapori di queste isole, l’orata ed il dentice sono fritti al millimetro, anche l’insalata di cetrioli sembra speciale. Ma nessuna traccia del condimento tanto agognato, tanto meglio, il digiuno darà nuova spinta alla nostra ricerca che prende ormai i connotati di mistica ed estetica allo stesso tempo.
Accade che gli eventi atmosferici modifichino il corso delle cose, è certo, ma accade pure che, si sa, spesso la modifica naturale spinga verso lidi impensati ed estremamente piacevoli. Quella mattina (tarda) la nostra sveglia è data dal ticchettare sulla lamiera del furgone di una pioggia poco fitta ma insistente che ci spinge a ritardare la nostra uscita e a dirigerci per una colazione continentale al bar del campeggio Padova III. Al caffé con krapfen ne succede subito un altro mentre la pioggia insiste nello scendere rada, grossa e decisa. Mentre discutiamo ci decidiamo ad ordinare un paio di Ozujsko Pivo, la miglior birra croata, ne apprezziamo la scarsa gasatura ed il gusto ricco, quasi aromatico, la apprezziamo tanto da ordinarne immediatamente una seconda coppia di bottiglie.

Dopo la Ozujsko seguono un assaggio di Karlovacko ed uno di Osjecko, verso le quattordici ordiniamo un piatto di cevapcici, arrivano e, forse per il numero di “pivo” ingerite, ci sembrano buonissimi. Ma la sorpresa è li affiancata alle salsicce con cipolla e fa bella mostra di sé in un piattino da caffé, Ajvar che sembra veramente buono, e lo è. Intenso e preparato con amore dalla cuoca del bar/grill ogni mattina, è il condimento col quale tutti vorrebbero condire.
Estasiati torniamo sul furgone per una pennichella posprandiale, ci alziamo solo col languore della cena e questa volta ci rechiamo fuori paese, in aperta campagna, nell’entroterra di Rab che comprende ampie aree di macchia mediterranea, rigogliose sul lato dell’isola meno esposto alla bora invernale e che prendono la forma di arbusti torti dal confronto delle forze della terra sull’altro.

La trattoria è nel centro di una piccola distesa di ulivi, ed i tavoli sono disposti sotto di essi, il menù è quello al quale ci hanno abituato i ristoratori dell’isola, molto pesce ben cucinato con aglio e aromi, molta carne di varie qualità, un buon vino bianco, birre leggere e saporite, dolci con formaggio e frutti di bosco. Sono quasi le dieci di sera e un venticello rinfresca l’aria e fa frusciare le fronde degli alberi, ci mettiamo la felpa ed ordiniamo un piatto di pesce misto per due. Il clima dell’isola in agosto è caldo, non è mai afoso ed è sempre ventilato, causa questa di numerose scottature dei vacanzieri bianco latte come noi. Il “piatto di pesce per due” è pantagruelico, lo finiamo a fatica e, dopo il branzino, una grossa fetta di nasello ed una bistecca di tonno alla griglia diamo forfait abbandonando intatto il ricco contorno di patate, fagiolini al sugo e una peperonata alquanto invitante. Niente Ajvar in questa trattoria, e domani è l’ulitmo giorno.
Un sole che promette bene ci sveglia alle 9.30, partiamo per l’ultima giornata di mare che trascorriamo nella splendida spiaggia naturista di Stolac, dalle parti di Lopar.

Stolac è un piccolo paradiso poco frequentato, dalla spiaggia del quale si raggiunge un isolotto che racchiude una laguna di acqua limpidissima e bassa, mai oltre i due metri, dove fare il bagno è delizioso. La giornata è allietata dalla conoscenza che facciamo dei frequentatori abituali della spiaggia, il tedesco Willy e la sua famiglia, alcune coppie di italiani e delle seguenti partite a bocce sull’improvvisato “boccia bahn” nelle quali siamo protagonisti assoluti, derisi per la nostra inettitudine.

La sera, stanchissimi ed indecisi sull’uscire o meno, optiamo per una cena in uno dei tre ristoranti del campeggio, la scelta ricade sul più vicino al nostro Chrysler camperizzato, “Morcic”. “Morcic”, che significa orecchino, è gestito dal signor Angelo, un simpatico maitre sulla cinquantina che ha avuto esperienze di lavoro in mezza Europa, e si vede. Allegro e professionale ci riceve e ci fa accomodare consigliandoci i suoi piatti migliori, di carne e di pesce; mentre aspettiamo l’ordine ci arriva in tavola una salsa d’aglio e olio da accompagnare col pane. Le premesse sono ottime e quando arriva il piatto di carne mista per due rimaniamo esterrefatti, manzo, pollo e maiale, filetto ai funghi su un ricchissimo piatto di contorni di verdure ed un angolo dedicato tutto all’Ajvar, al primo assaggio è il migliore e, forse, quello perfetto. Intingiamo nel condimento tutte le pietanze e notiamo come questo Ajvar sia delicato e delizioso, di un colore arancio intenso e con piccoli pezzi di peperone e cipolla che emergono. La cena finisce e Angelo ci offre tre giri di grappe locali, Rakija, Slivovica alla prugna e Crushkovac alla pera. Lieti saldiamo il conto e ci godiamo una passeggiata ed un sigaro sul lungomare, la ricerca è conclusa, il nostro graal riposa in fondo ai nostri stomaci, l’isola ci lascia ricordi estremamente piacevoli, un mare meraviglioso, un entroterra ricco ed un’accoglienza casalinga e sincera.

Articolo scritto da marcodemarco - Vota questo autore su Facebook:
marcodemarco, autore dell'articolo Croazia, Alla Scoperta Dell'isola Di Rab
Fai conoscere ad altre persone questo articolo: condividi o promuovi questa notizia su Facebook e su tanti altri canali:
Condividi Questo Articolo!

 

Inserisci un Commento:

( ti consigliamo di effettuare il login per commentare più efficacemente )
Codice di Verifica:

ricarica il captcha

Per ragioni di sicurezza verrà registrato anche l'indirizzo IP del tuo computer

Seguici Su...


 
 
 
 
Diventa anche tu parte di
Paid To Write Clicca qui!
segui paid to write su facebook

Articoli Più Letti

Viaggi e Turismo
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Articoli Più Votati

Viaggi e Turismo
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Paid To Write - Il Giornalista Sei Tu

Tutti i contenuti pubblicati su Paid To Write sono soggetti alla licenza Creative Commons.
Licenza Creative Commons
È permesso riportare i nostri articoli ma solo se accompagnati da un backlink dofollow (senza cioè il tag nofollow) verso il nostro contenuto originale.
Paid To Write
Il Giornalista Sei Tu
© 2012 PI 00877530147
Paid To Write Network
Contattaci
Privacy
Disclaimer e Redazione