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Dal Mercoledì Alla Domenica Una Visita A Villa Regina Margherita Di Bordighera


18 luglio 2011 ore 13:30   di AntonioNurra  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 695 persone  -  Visualizzazioni: 1667

Non tutti ricordano che la prima sovrana italiana fu Margherita di Savoia e non tutti ricordano la regina solo per aver dato il nome alla famosa pizza napoletana: qualcuno lavora affinchè le sue passioni vengano tramandate a futura memoria. Tra questi la fondazione Terruzzi-Villa Regina Margherita che ha portato a nuova vita quella dimenticata residenza privata della sovrana nel comune di Bordighera...e che residenza!

La villa dal giugno scorso è aperta al grande pubblico dal mercoledì alla domenica e continuerà la sua apertura sicuramente fino al 30 settembre con orario 15:30 – 23:00 (per informazioni tel. 0184,276111). Al suo interno si ammirano ben 170 dipinti tra i quali alcune tavole di Giovanni Del Biondo e Bartolomeo Viviani, mobili antichi, ceramiche, porcellane orientali e busti settecenteschi per un totale di più di 1000 oggetti provenienti dalla collezione dell'industriale Guido Angelo Terruzzi che da tempo cercava una giusta collocazione per condividere la sua passione per l'antiquariato.


Tra i capolavori dell'artigianato mondiale è possibile ammirare un servizio composto da 381 pezzi di ceramica realizzato alla fine dell'800 dalla Manifattura Bolognese e commissionato da Antonio Maria Filippo Luigi d'Orleans, Duca di Montpensier che era filglio di Luigi Filippo Borbone d'Orléans, duca d'Orléans re dei Francesi dal 1830 al 1848 con il nome di Luigi Filippo I.

Dal Mercoledì Alla Domenica Una Visita A Villa Regina Margherita Di Bordighera

In altre sale si ammirano pezzi d'arredamento di grande valore tra i quali uno scrittorio dell'ebanista Pierre Mignon. Tanto splendore testimone della più raffinata arte antiquariale non poteva avere cornice migliore della Villa a Bordighera della Regina Margherita di Savoia che la scelse come residenza una volta relegata al ruolo di Regina Madre in seguito all'incoronazione del figlio Vittorio Emanuele III.

La storia racconta che la Regina si innamorò di Bordighera e volle costruire il suo ritiro facendolo progettare dall'architetto milanese Luigi Broggi scegliendo come stile un barocco meno appariscente noto come “barocchino” ed in netta controtendenza con lo spirito liberty dell'epoca. In seguito alla sua morte nel 1926 la Villa cadde lentamente in disuso fin quando la fondazione Terruzzi-Villa Regina Margherita non riuscì, alcuni anni or sono, in un restauro restituendo il suo antico splendore alle mura: la collezione Terruzzi completa un'impareggiabile opera che oggi consente al visitatore di meravigliarsi di un passato vicino se pur dalle sembianze così remote.

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