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Efeso: Mille Cose Da Vedere E L' Enigma Del Bordello


2 febbraio 2011 ore 22:20   di RiccardoProietti  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 501 persone  -  Visualizzazioni: 881

Efeso si trova nella parte occidentale dell'Anatolia, l'antica Asia Minore; dista 680 km da Istanbul ed è nota al mondo per il suo sito archeologico, straordinariamente importante sia per le dimensioni che per la qualità delle rovine e dei reperti rinvenuti.

La città, secondo la leggenda, fu fondata dalle Amazzoni e poi abitata dai Cari e dai Lelegi.
Durante il periodo del dominio romano, Efeso era la capitale di circa 500 città anatoliche; qui vivevano 250.000 abitanti e ci alloggiava il celebre Omero quando scrisse i suoi famosi poemi.


Il tempio di Artemide era una delle sette meraviglie del mondo antico; Artemide era la Dea della caccia e dell'abbondanza. Perfino Alessandro Magno era un suo fedele devoto: nel 365 a.C. Alessandro nacque a Pella e nella stessa notte ad Efeso si bruciò completamente il tempio. Ad incendiarlo fu un certo Erostrato con l'unica intenzione di entrare nella
storia: fu chiesto agli Efesini "Perché Artemide non ha protetto dall'incendio il suo tempio?". La risposta fu: "Quella notte era molto lontana,a Pella, per assistere alla nascita di Alessandro Magno".
Nei pressi del tempio vi sono anche i resti della prima basilica dedicata alla Madonna. Un'altra basilica, dedicata a San Giovanni Evangelista, si trova a circa 10 km dalla zona del tempio.

Tra le tante curiosità dell'enorme sito archeologico non ci si può scordare della Moschea di Isabey: l'entrata è a tre archi e le due cupole sono sorrette da colonne di granito nero. Cupole e colonne sono ricoperte da piastrelle bianche e blu. Le colonne di granito ed i capitelli sono stati presi dalle Terme del Porto. C'è anche lo stadion (229x225 m), luogo dove si svolgevano eventi sportivi, in particolare lotte dei gladiatori; nella parte sinistra c'erano i locali per ricoverare gli animali
proveniente dai paesi caldi.

Bellissimo ed enorme anche il grande teatro di Efeso: appoggiato sul pendio del colle Panayir è situato all'inizio della monumentale Via Arcadiana. Ha un diametro di 50 metri ed una capienza di 25.000; fu iniziato dall'imperatore Claudio e terminato da Traiano. Superba la vista dall'alto di tutto l'insieme, la cosiddetta scena.
L'orchestra è situata tra la scena e le gradinate:l' acustica è talmente chiara che si viene sentiti fino ai posti
più alti; durante gli scavi furono trovate anche tracce di un teatro ellenistico.

Altri due monumenti sono veramente notevoli: la porta di Mitridate e Mazeo e la biblioteca di Celso.
La porta collegava l'agorà commerciale con la biblioteca; Mitridate e Mazeo erano due ricchi schiavi liberati da Augusto. In segno di gratitudine, essi eressero questa porta monumentale; le iscrizioni che la sovrastano erano originariamente in oro e bronzo.
La famosissima biblioteca fu fatta costruire da Caio Celso; sulla facciata si vedono quattro nicchie con le statue della Virtù, della Sapienza, del Destino e dell'Ingegno. Intorno al salone c'erano gli scaffali che contenevano i rotoli dei libri; davanti agli
scaffali c'erano basse colonne di stile ionico che servivano da tavole. Un'iscrizione a nord ed una a sud in greco sono in onore del console Celso e del figlio. La parte superiore del sarcofago di Celso è ornata con bassorilievi che rappresentano un serpente, la dea Nike, Eros e la Medusa.

Sulla via dei Marmi vi si trovano il tempio di Serapide e la famosa impronta, l'enigma di Efeso: a metà strada, venendo dal
teatro, si vede per terra sul marciapiede un rebus inciso nel marmo: una testa di donna, un piede ed una casa. Era la pubblicità del Bordello e significava: se vuoi l'amore da una donna segui la direzione del piede e troverai la sua abitazione.

Proseguendo sulla via dei Marmi ci si imbatte in altre zone ugualmente interessanti: la fontana di Traiano, le Terme di Scolastica e un altorilievo del periodo romano che rappresenta la dea della vittoria, Nike, nell'atteggiamento del volo; la
mano sinistra di Nike tiene una corona d'alloro e la destra un fascio di spighe. Più avanti ancora degni di menzione sono l'odeon (il piccolo teatro) e le grotte dei sette dormienti: la leggenda narra che sotto l'imperatore Decio sette giovani, con un cane, per sfuggire alle persecuzioni dei pagani lasciarono Efeso e si rifugiarono in una grotta dove dormirono per 200 anni, risvegliandosi sotto Teodosio. Per questo molti cristiani vollero essere sepolti nei pressi delle grotte e divenne un luogo
di pellegrinaggio.

Chiunque venga ad Efeso sappia che i costi sono molto accessibili e la ricettività turistica è più che discreta: a pochi chilometri da un mare bellissimo e ricco di storia, ci si può anche avventuare nell'entroterra anatolico ricco di paesini affascinanti come Kusadasi, altrimenti nota come "L'isola degli uccelli" o Selcuk, dove c'è un antichissimo castello, roccaforte dell'Islamismo. E' la meta ideale per chi è amante dell'archeologia e dei posti quieti e naturalistici.

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RiccardoProietti, autore dell'articolo Efeso: Mille Cose Da Vedere E L' Enigma Del Bordello
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