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Guida: Vivere La Thailandia - Ix Parte


13 marzo 2011 ore 11:55   di erpidi  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 490 persone  -  Visualizzazioni: 830

Guida a vivere la Thailandia - IX Parte La lingua – la Tecnologia - L’assistenza del Consolato ed altro . La lingua Thai è complessa da imparare per noi Europei (ed io ne parlo fluentemente due e correntemente altre due, ma tutte e 4 europee, per cui….). Non impossibile, ma difficile. Parlarla tanto tanto, ma leggerla o scriverla, mamma mia! L’unica lingua che tutti cercano o riescono a comprendere è l’inglese. Parlato male, magari un Pidgin-English un po’ bastardo, ma se si conosce un poco di inglese ci si fa capire. Per intendersi ricordare sempre che gesticolare è visto come segno di maleducazione (“mai-dì” dove “mai” è il prefisso negativo e “dì” significa corretto/educato/giusto – “mai-sabai” vuol dire stare male “sabai” stare bene. -Il Thai ha tre o quattro diverse parole per la nostra parola “bene” e il suo contrario- Sì si dice Chai, No Mai-Chai o Me-Chai).

La Thailandia à un misto di Hi-Tech e “strange-style” (letteralmente “stile-strano”). Per esempio l’accesso ad internet è capillare in ogni parte del Paese. Internet-points sono diffusissimi e frequentatissimi. E sono una notevole fonte di guadagno per i gestori. Spesso l’hardware è obsoleto, ma la diffusione tale che in molti posti (soprattutto vicino a scuole ed università) si ha solo l’imbarazzo della scelta. Sono frequentati non solo per le chat o internet. Giochi online sono forse più diffusi dello stesso accesso a internet. In ogni grande città è presente un centro vendite di ogni tipo di software o hardware. A Bangkok io ne frequentavo molti (uno su 6 piani, enorme, vicino a quello che era il World Trade center –non mi riesce di chiamarlo col nuovo nome…-) e non ne sono mai uscito deluso per non aver trovato quel che volevo. Dai gadget più strani alle proposte più moderne, a prezzi competitivi. Qualsiasi problema io abbia avuto tanto telematici quanto di telefonia cellulare la ho sempre potuta risolvere in termini di ore. Per la telefonia anche di notte.


Ricordo una notte, calda ed umida come poche (e sì che lì fa caldo e l’umidità impera!)che avevo accompagnato un amico al Bangkok Christian Hospital; avevo sudato tanto parlando al telefono che la tastiera del mio cellulare si era bloccata. Andai dal mio solito fornitore di telefonia, lì vicino, in una traversa della Silom Road. Erano le 22 circa. Mi riparò il telefonino in tre quarti d’ora. Raramente la riparazione di un telefono cellulare porta via più di poche ore. E la riparazione è sempre garantita con un piccolo adesivo che reca data e ora, così come la vendita di pezzi di ricambio e batterie. Anche i tempi di riparazioni di cellulari di marca, in garanzia, sono veloci, raramente con complicazioni. Ci si può imbattere specie nelle province o nei pressi delle in banchetti con due o tre cellulari sopra che vengono affittati al minuto. È un business diffuso fra chi non si può permettere un cellulare e non ha accessibile un telefono pubblico. L’arte di arrangiarsi impera come potete vedere.

Il Consolato Italiano a Bangkok, come spesso fanno le nostre Sedi Consolari all’Estero è di estremo aiuto ad Italiani in difficoltà. Assiste moltissimo chi di noi ci vive o ci passa le vacanze. A Bangkok non è sempre stato così. I primi tempi che ero in Tailandia vi era stato assegnato un Rappresentante Consolare che brillava per scarsa collaborazione (e sono gentile ed educato col mio giudizio). Per carità patria non facciamo nomi. Sostituito è stato rimpiazzato da una serie di Funzionari molto disponibili ed in gamba. Il mio giudizio è però altamente di parte. Ho verso gli attuali Funzionari (Dott. Midolo e Dott. Ranieri) molta riconoscenza perché gli debbo materialmente la vita, sono entrambi persone a cui ci si può rivolgere trovando disponibilità e collaborazione. Il predecessore del Dott. Midolo era fatto della stessa pasta (Gianluca Greco). Il loro staff italiano e Thai è all’altezza per disponibilità e cortesia. Sono sotto numerati per le richieste che hanno ed è sempre il caso di ricordare come ci si debba rivolgere a loro solo se realmente necessario. Per informazioni il sito dell’ambasciata è molto esaustivo ed è disponibile un numero telefonico di emergenza. La bella sede diplomatica (una splendida villetta in stile coloniale) pare sia stata sostituita per necessità edilizie da uffici su diversi piani di un palazzo in Wireless Road, strada che ospita molte Ambasciate e residenze di Ambasciatori, Stati Uniti, Viet Nam (strano che l’Ambasciata Vietnamita sia quasi di fronte alla residenza dell’Ambasciatore USA, specialmente ricordando come la Thailandia sia stata durante il conflitto vietnamita una base solida per molti eventi bellici, e non), Olanda, Gran Bretagna, Spagna , Svizzera. L’Ambasciata USA è enorme, due enormi palazzi su entrambi i lati della strada e poche centinaia di metri più avanti la villa dell’Ambasciatore.

Alberghi-Residence ecc. – L’ospitalità alberghiera di Bangkok è enorme, come enorme è la città del resto che fonde insieme diverse municipalità e province circumvicine, Nonthaburi, Samut Prakan, Pathum Thani, Samut Sakhon e Nakhon Pathom. . Si va dagli alberghetti di Kaosan Road a alberghi estremamente lussuosi come l’Oriental, lo Shangri-la o il Peninsula. L’Oriental è stato spesso considerato il miglior albergo d’Asia, fra i primi al mondo. E lo ha meritato ampiamente. Alberghi per ogni tasca ed esigenza. Anche topaie con stanze ammassate su ripide scalette, bagni e cessi sui balconi e niente acqua calda né aria condizionata. Io quando non affittavo un appartamento (il lavoro e i casi della vita mi hanno portato in giro per il Paese, ma Bangkok e Chiangmai rimangono le mie città favorite) ho spesso abitato in quelli che loro chiamano Serviced Apartments e noi Residences. Pulizie e servizio sempre impeccabili anche nei meno lussuosi. Anche il più modesto residence in cui son stato aveva un servizio di security efficiente. E non tragga in errore il termine modesto. In una scala nostrana da 1 a 10 modesto toccherebbe il 7-.

Una menzione a parte debbo farla. Può non piacere, ma mi son promesso di parlare sia in positivo sia in negativo. Le formiche. Avrò subìto l’influenza di mia madre che le odiava, forse, ma le formiche in Thailandia mi hanno scioccato. Sono aggressive, invasive, diffuse dovunque. Di difficile eliminazione. Quelle rosse poi sono letteralmente agguerrite. Un giorno passando sotto un albero mi cadde sul collo una formica rossa che mi pizzicò. Fra l’altro era grande per quel tipo di insetto, quanto la unghia del mio dito medio. Un pizzico molto doloroso che mi lasciò un segno per molti giorni. Le formiche sono talmente invasive che le credenze in cui si stipano alimenti hanno ogni piede di appoggio infilato in una ciotola con acqua dentro, non vengono mai appoggiate al muro e ogni sportello è coperto da schermi bucherellati fittamente. Basta lasciare cadere in terra in casa un pezzo di cibo inavvertitamente per vederlo nel giro di poche ore ricoperto di formiche. Per questo la pulizia di ogni casa è sempre molto accurata con disinfestazioni altrettanto meticolose. Avendo vissuto spesso fuori città ed avendo incorporata questa fobìa dalla nascita ci bado di più che altri. Anche oggi in Italia presto attenzione maniacale ai cibi che lascio in giro per qualche tempo, rendendomi conto che esagero.

Le zanzare, l’acqua, i pesci. Un tipo di zanzara che vive in Thailandia può trasmettere la Dangue fever. Con dolori muscolari acuti, mal di testa ed altri sintomi debilitanti. Come spesso avviene colpisce preminentemente fisici già debilitati. È una malattia tropicale, altamente fastidiosa, ma non letale se ben curata (e in Thailandia sanno bene come curarla) se ne guarisce in due settimane con una convalescenza di altrettante. Le normali zanzare sono fastidiose, ma dove non lo sono? Girano a sciami, ma è normale. La Thailandia è un Paese di acque, ferme e non. Stagni diffusi dovunque, risaie, vasche con piante e pesci sono habitat perfetti per le zanzare. Non c’è villetta, palazzo o ufficio che non abbia elementi arredativi quali vasche con pesciolini e piante acquatiche (i pesci tropicali Thailandesi sono noti in tutto il mondo), ma spesso ristoranti tipici e alberghi son circondati da stagni, così come ti imbatti spesso in provincia o nei templi in stagni di ogni dimensione. Abitati da pesci di ogni tipo e grandezza, tartarughe acquatiche e serpenti sono molto frequentati. Anche da pescatori. Chiunque vuole può pescare dovunque sia possibile in Thailandia. Il Re ha stabilito che le acque ed i pesci ivi contenuti sono del popolo senza limitazioni di sorta. Certo mangiare pesci pescati per esempio nel fiume di Bangkok (il Chaopraya River) dove scaricano tutte le fogne di una città con oltre 10 milioni di abitanti, non è salutare, ma un episodio cui ho assistito dà da pensare. Con due giornalisti italiani ed altre persone visitai un tempio shintoista sullo Chaopraya River (fra l’altro bellissimo, una vera chicca di architettura tipica). Mentre aspettavamo il nostro battello notammo un Thai con un perizoma che si lava nel fiume. E si lavava i denti bagnando lo spazzolino nelle acque fangose (….) del fiume. A nostri sguardi inorriditi rispose con un sorriso. A 32 denti, bianchissimi. Il commento di uno dei giornalisti: ”Ma guarda questo tipo! Lo facessi io dopo una settimana mi cascherebbero tutti i denti!”. Come ho già scritto ho visto bambini tuffarsi e nuotare nello stesso fiume, pescarvi e mettere il pescato a seccare al sole. Sarò maniaco, ma cerco di evitare di mangiare pesce di fiume in Thailandia a meno che non sappia che viene da uno dei tanti allevamenti esistenti nel Paese. (continua)

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