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Guida:vivere La Thailandia - V Parte - Incongruenze, Bellezze, Stranezze


3 marzo 2011 ore 14:39   di erpidi  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 409 persone  -  Visualizzazioni: 711

Guida a vivere la Thailandia - v Parte: Incongruenze, bellezze e stranezze, da evitare o a cui badare. Nei quartieri cosiddetti dei “divertimenti” vi sono moltissimi bar con tavoli da biliardo, ebbene giocare al biliardo non è consentito, ma tollerato. Il gioco d’azzardo anche è proibito, ma non è tollerato. Retate vengono pubblicizzate in televisione quando le bische clandestine sono trovate e son notizie che “passano” spesso. Conseguenza: o si gioca d’azzardo in casa o si va a giocare al di là del confine. Ad Aranyapratet che è che è delle località di confine colla Cambogia, nonostante le frizioni fra i due Paesi, appena passata la frontiera è tutto un fiorire di casinò dove i Thai che se lo possono permettere si assiepano per giocare. Così succede pressochè in tutti i posti di frontiera. Ogni tipo di divertimento, bar, locali e quant’altro in Thailandia chiude alle una di notte, ora in cui viene sospesa la vendita di alcolici in ogni esercizio commerciale.

Nei giorni di compleanno del Re e della Regina ogni vendita di alcolici ed ogni forma di divertimento quali locali notturni, massaggi e bar, sono chiusi per rispetto verso la Casa Regnante. Soprattutto verso il Re che gode di un affetto enorme da parte di tutto il popolo, forse chiamarla adorazione sarebbe più corretto. A ragione va detto. Questo Re, che è il sovrano che da più tempo siede sul trono al mondo, ha letteralmente tirato fuori la Thailandia dal Medioevo culturale ed economico in cui si trovava, lottando a volte con un’aristocrazia retriva ed una casta militare (l’Esercito) che spesso non vede di buon’occhio esser fuori dai Palazzi del Potere, questo pur di mantenere la Thailandia sulla strada che gli ha creato di evoluzione e modernizzazione. I timori che questa condotta illuminata possa smettere di influenzare la Cosa Pubblica sono cresciuti negli ultimi anni per via delle frizioni (lotte) fra un’imprenditoria arrampante e progressista (il cui antesignano era ed è il deposto Primo Ministro Thaksin Shinawatra) ed un’aristocrazia che non vuole cedere un controllo sui latifondi e le ricchezze naturali del Paese. Ciò porta ai recenti fatti: colpo di Stato Militare, nuova Costituzione, risultati elettorali contestati, disordini sanguinosi da parte delle Magliette Rosse (i seguaci di Thaksin Shinawatra) dell’anno scorso. Il Re, che è sempre stato una forza calmante nelle frizioni politiche dovuta soprattutto al suo carisma, è invecchiato ed è malato oltre modo e la sua capacità di influenzare è scemata; il suo erede, il Principe Ereditario, non è amato nonostante si sia recentemente dato una nuova facciata prendendo una nuova moglie che gli ha dato un maschio, il suo erede. Chi ha preso su di sé l’eredità morale e pratica (e le capacità) del padre è una delle figlie la principessa Sirindhorn. Purtroppo in Thailandia vige la legge Salica che prevede la successione solo per linee maschili. La figlia è una donna capacissima (tra l’altro è una vecchia amica dell’Italia) e molti Thai la vorrebbero vedere sul trono, ma in Thailandia ciò non si può dire. Sarebbe un’offesa al Re.


Recare offesa al Re è un reato gravissimo, che in molti casi prevede la pena di morte. Esempio ne è il caso di un cittadino svizzero a Chiangmai di alcuni anni orsono. Ubriaco, il giorno del compleanno del Re fu arrestato per aver spruzzato di vernice alcuni dipinti del Re (gigantografie presenti dappertutto in Thailanda a riprova dell’idolatrìa a cui questo Sovrano è fatto oggetto, tutta meritatissima). Processato, dopo 1 anno fu condannato a svariati anni di carcere. Mi pare 20 anni (per solito pene superiori ai 20 anni prevedono per chi sconta la pena l’apposizione di catene alle caviglie che vengono tolte dopo aver scontato una parte di pena). La sera stessa della sua condanna in prima istanza, fu graziato dal Re ed espulso a vita dalla Thailandia. Offendere il Re, la cui effigie compare su tutte le Banconote, è un reato molto grave e le conseguenze giudiziarie possono essere imprevedibili. È bene ricordare come in Thailandia la Polizia sia, nonostante quel che si dice, molto efficiente e con poteri molto più estesi che da noi. Fino alla promulgazione della nuova Costituzione il solo fatto di esser accusati dalla Polizia di un reato poteva portare facilmente alla condanna. Oggi la nuova Costituzione prevede che la Polizia fornisca prove che dovranno esser discusse in Tribunale, quindi l’autoritarismo della Polizia è stato mitigato, ma ciò non toglie che non bisogna sottovalutarla o crederla, solo perchè lo si dice, corrotta. Basti solo pensare, per esempio, che in 10 anni di Thailandia ho sentito di sole 3 o 4 rapine in banca (con banche aperte al pubblico senza metal detectors), una delle quale perpetrata da Stranieri. Tutte risolte ed in breve. Microcriminalità ce n’è, ma poco diffusa. I bersagli più ovvii possiamo essere noi Stranieri. I turisti. Ma perché rischiare di incappare nelle more della Giustizia quando si può guadagnare altrettanto senza delinquere?. Il sistema giudiziario e penitenziario Thai è così severo e rigido che mette paura. Basti pensare che, specialmente dopo la Crociata antidroga lanciata dal Re alcuni anni fa, le pene per possesso o spaccio o uso di droga son talmente aspre da far rischiare per pochi grammi di eroina vent’anni o la pena di morte per chi viene beccato con un etto. E vent’anni voglion dire catene saldate alle caviglie e poche amnistie. La pena di morte in pochi casi viene applicata, ma tramutata in ergastolo, ciò significa alla fine trent’anni. Di carcere, duro in maniera inimmaginabile. Rubare un telefonino e un portafogli alla stessa persona sono due diverse incriminazioni con cui si rischiano 6 anni (tre tre). Perché rischiare? Con una pena certa ed una polizia perfettamente inserita nel tessuto sociale (e composta da gente abile), delinquere è un rischio talmente forte che non conviene. Inoltre, ed ecco una delle tante “incongruenze”, violare le leggi del Re è un’offesa al Sovrano, che, va ribadito, in molte parti del Paese è visto come un Dio. Traete i vostri giudizi.

È un Paese dove il rispetto per l’Autorità e lo Stato è radicato in maniera talora maniacale. Ogni giorno alle 8 del mattino in ogni Istituzione Statale viene innalzata la Bandiera Nazionale e suonato l’inno, in quel momento ogni azione lì dove ciò avviene viene sospesa, ci si alza e si sta sull’attenti. Tutti, adulti e bambini. Lo stesso alle 18 per l’ammaina bandiera. Sulle televisioni ogni programma sospeso, risuona l’inno nazionale e vengono mostrati cortometraggi del Re e delle Forze Armate. Le bandiere Thai sono appese dovunque anche nelle case insieme a foto del Re e dei Suoi Re Antenati. I tre colori (Bianco Rosso e Blu) indicano la casa Regnante la Chiesa Buddista e il Popolo e la loro fusione. All’atto del compimento del sessantesimo anno di Regno furono messi in vendita braccialetti di plastica (gialli per lo più, altro colore che indica il Re). Sopra c’è scritto ”We love the King” (amiamo il Re). La diffusione è stata talmente capillare che praticamente ogni Thai lo indossa. Noi abbiamo radicato nel nostro tessuto sociale il Cattolicesimo. Loro hanno il Buddismo con Pagode bellissime. Bangkok ne ha dappertutto. Basta andare in riva al fiume Chaopraya, nella zona dove finisce la Silom Road, al molo Pha Nakhon, vicino all’albergo Shangri-la. Prendere il battello (l’equivalente dell’autobus per molti Thai) che va a monte del fiume e godersi il panorama di piccole pagode e templi poco frequentate dai turisti, ma che sono splendide. La gita sul battello che consigliamo di prendere fino alla stazione di Thanon Pracharat e ritornare, è splendida e se non ci sono state esondazioni per il monsone fa ammirare il modo di vivere dei Thai in riva al fiume. I bambini che si tuffano nel fiume dai moli, quelli che vi si lavano…, il pesce pescato e messo a essiccare al sole, i piccoli ristoranti e gli alberghi (lussosissimi e meno pretenziosi), un’esperienza irripetibile. In tutto il Paese possiamo ammirare Pagode splendide. Coi loro tetti particolari, ma a Chiangmai io ne ho ammirata una stranissima. Innanzitutto è stata costruita sotto terra in una località amena in mezzo agli alberi. È antichissima e visitandola si possono ammirare statue del Buddha vetuste, tutte stranamente senza alcuna protezione, tanto forte è il sentimento di affetto e rispetto Thai alla religione. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu usata dall’Esercito Giapponese come Quartier Generale nella locale guerra contro gli Alleati. Dicono ci sia nascosto un tesoro lasciato dai Giapponesi, ma i monaci vietano di cercarla. Guasterebbe la pace del luogo. Pace e tranquillità incredibili. I monaci si sostengono anche vendendo loro pozioni. Dico anche perché il clero buddista si mantiene grazie all’aiuto dei Fedeli per lo più. Ogni mattina all’alba, specialmente nelle Province fuori Bangkok, è fatto consueto vedere la fila dei monaci e dei loro accoliti (bambini) con le ciotole con cui raccolgono le offerte dei Fedeli, cibo, denaro o quant’altro si possa ritenere utile alla vita del Tempio. I monaci usano queste offerte per mantenersi (mangiano tutti insieme una volta al giorno con quel che gli viene donato). L’accesso ai templi è sempre aperto e chi non ha una casa può rifugiarvisi dal tramonto all’alba se lo richiede. Ho parlato spesso con molti monaci che parlavano inglese. In varie parti del Paese. Ho sempre incontrato persone solari, allegrissime, di mentalità aperta e disponibile. Il sorriso non manca mai a nessun membro del clero buddista che io abbia incontrato. (continua)

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