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Guida: Vivere La Thailandia - Vi Parte


8 marzo 2011 ore 14:18   di erpidi  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 384 persone  -  Visualizzazioni: 675

Guida a vivere la Thailandia - VI Parte – Spigolature. Saltando di pala in frasca esaminiamo alcune situazioni in cui ci si potrebbe trovare in Thailandia, turisti o meno. Gli Ospedali. Il sistema sanitario Thai è stato standardizzato e razionalizzato dalla Regina nei primi anni del suo Regno. Che si entri al Bangkok Nursing Home Hospital (chiamato BNH Hospital) –il miglior Ospedale privato di Bangkok- o ad uno dei tantissimi ospedali pubblici il sistema è sempre identico. Check-in ad un banco dove ti si indirizza al reparto per le tue esigenze. Lì vieni visitato. Se hai già una cartella la cartella viene portata al check-in della sezione dove devi esser visitato. Dopo la visita vai allo sportello della cassa dove paghi per la visita (se sei cittadino Thai e la visita è coperta dal servizio sanitario nazionale consegni la tessera, se devi pagare una differenza, paghi) e ti danno la ricetta per la farmacia dell’ospedale, dove ti consegnano le medicine. Io ho utilizzato spesso sia per me sia per mia figlia le strutture ospedaliere Thai. Solitamente, quando sono a Bangkok, vado al Bangkok Christian Hospital sulla Silom Road. Istituzione Privata, dai costi accettabili. Per fare un esempio, una visita oculistica completa di cure l’ho pagata 800 baht (circa 20€). Una serie di test allergologici, ivi compresi i medicamenti, 1.600 baht (40€). Tempi di attesa: dal check-in all’entrata nello studio del medico, cica 15 minuti. Questo in un ospedale privato.

In uno pubblico dove portammo mia figlia per le visite e vaccinazioni nei primi anni di vita (una struttura pubblica, ma altrettanto ben tenuta che una privata) i tempi di attesa si allargarono … a 30 minuti (arrivammo intorno alle 9 del mattina). Lo stesso mi è successo in altre parti della Thailandia, Khorat come Chiangmai. A Chiangmai son stato operato di calcoli alla cistifellea. Dovuto all’urgenza fui trattato in una struttura pubblica. L’unico problema fu che, credo per la urgenza, oggi mi ritrovo con una cicatrice più lunga di quella che avrei avuto in una struttura diversa. Tutti i dottori con cui ho trattato parlavano inglese, da un ottimo controllo della lingua ad uno minore, ma non ho mai avuto problemi di lingua mai in nessun ospedale. Le infermiere erano ne più ne meno attente e precise che in altre parti del mondo solo che qui si presentano sempre con sorrisi smaglianti.


L’unica volta che ebbi problemi fu quando nacque mia figlia. Ci presentammo in ospedale con mia moglie con dolori costanti e perdite. Il medico di turno all’ostetricia le rifiutò il ricovero, rimandandola a casa, dicendo che era presto. La poveretta aveva dei dolori troppo forti perchè io potessi (e volessi) reimbarcarla e portarla a casa. Imbufalito com’ero persi il controllo e presi quel medico per la collottola sballottandolo un poco, rischiando forte. Intervenne a metter calma un suo collega (che parlava un ottimo inglese di origine anglosassone. Strano come certi particolari ti rimangano impressi nonostante l’adrenalina scorra!) che mi calmò. Visitò mia moglie di nuovo e la ricoverò. Struttura pubblica non aveva una sala d’attesa parto per cui mi accomodai sulle panche di pietra appena fuori del reparto. Le infermiere del reparto mi invitavano ad andarmene a casa. Mi avrebbero chiamato loro al telefono appena fosse nata. Io, fedele a quel patto di fedeltà che ogni padre deve avere verso chi sta soffrendo per dare una vita alla luce, mi rifiutai. Considerato un Falanghe pazzo passai 8 ore scomode in attesa, letteralmente dissanguato dalle zanzare, finchè non mi portarono un fagottello colla mia ultima nata. Nel reparto ostetricia dove madre e figlia furono ricoverate feci ulteriore sensazione essendo l’unico uomo (e straniero) ad imparare a fare il bagnetto alla bambina, a cambiarla, ad accudirla (la famiglia di mia moglie era tutta a Bangkok, tre ore e mezza di autobus da Khorat, e a lei non consentii di muoversi dal letto). Ma baravo perché in Italia avevo accudito ai miei due altri figli, e ho scoperto che una volta che lo hai imparato non te lo scordi più. In sala travaglio c’erano insieme a mia moglie almeno altre 6 partorienti. Io fui l’unico padre che aspettava. Avremmo potuto ricoverarla in un altro ospedale, privato, ma questo, pubblico e enorme, era a 10 metri da casa ed io all’epoca non guidavo, in Thailandia, né auto né moto. Le fecero una serie di TAC ed analisi ogni settimana fino al giorno del parto. Tre giorni di degenza. Costo: 1.000 Baht totali (25€ circa).

Per tornare alle cure ospedaliere in Thailandia, ho spesso accompagnato potenziali investitori a visitare Ospedali di Bangkok in vendita. Istituzioni a conduzione assolutamente privata, pur se inquadrate nel sistema sanitario nazionale, sono investimenti profittevoli purchè gestiti intelligentemente. Il cash flow è notevole. Anche il servizio dentistico Thai è molto buono. A prezzi bassissimi. Un check-out dentistico con pulizia dei denti non supera i mille baht in un normale studio dentistico. Molti clienti medio-orientali abituati a servirsi di strutture europee, per lo più svizzere, preferiscono quelle Thai soprattutto per motivi di costi, tanto che molti ospedali privati vengono ormai acquisiti da società straniere. Chirurgia plastica, odontoiatrìa, allergologia, ortopedia sono veramente all’avanguardia. (continua)

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Commenti

 
  • Giovannix
    #1 Giovannix

Pulizia dei denti mille baht? mi sembra una somma spropositata! In Thailandia non ho mai pagato per la pulizia dei denti più di 300 baht. Se poi ci si rivolge a una struttura pubblica sono sufficienti 100 baht. E' comunque vero che se siete stranieri e non conoscette le tariffe i thailandesi vi faranno pagare tutto uno sproposito.

Inserito 9 marzo 2011 ore 18:39
 

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