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Guida: Vivere La Thailandia - Vii Parte


8 marzo 2011 ore 14:20   di erpidi  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 373 persone  -  Visualizzazioni: 652

Guida a vivere la Thailandia - VII Parte – Spigolature - Guidare. Mi ci vollero due anni per iniziare a guidare l’auto a Bangkok. Lì guidano come in Inghilterra. Ma non era quello il motivo. Il traffico è realmente caotico. A livelli che a Roma si sognano. Traffico simile l’ho visto a Napoli o a Messina, ma pecco per difetto. Se si vuol guidare un’auto per girare la Thailandia si deve esser preparati a tanta pazienza, attenzione e spirito di sopportazione. Bangkok è attraversata da una superstrada a pagamento (con caselli di esazione ad ogni ingresso e lungo il percorso) che sveltisce il traffico, qualche volta; quando attraversa il centro-città è spesso sopraelevata. Ricordo di un’attesa di 45 minuti in taxi (e il tassametro correva!) su uno dei raccordi sopraelevati perché la strada era tutta bloccata in quanto passava un membro della Famiglia Reale. Non episodi frequenti, ma quando capitano…. Non guiderei mai la motocicletta a Bangkok, ma a Chiangmai e Khorat è l’unico modo di girare. A Bangkok i mezzi pubblici o sono autobus piccoli, verdi, guidati da dei pazzi scatenati che guidano in mezzo al traffico a velocità elevata con manovre da brivido o autobus normali più grandi e meno scriteriati. I taxi sono diffusissimi e ne trovi ad ogni ora del giorno e della notte. Poi ci sono i Truk-tuk, tricicli a motore sul telaio della nostra Ape. Su cui si dovrebbe stare in due persone, ma che ho visto trasportare fino a 5 persone, e le moto-taxi, che si prende quando si vuol arrivare senza esser bloccati dal traffico. I taxi vanno a tassametro e l’unico extra che si paga è il canone per la superstrada; Truk-Tuk e moto: bisogna contrattare il prezzo prima di salirvi, spiegando bene dove si va e sempre ricordando una vecchia massima Thai: il Falanghe può pagare, per cui se a un Thai costa 10 al Falanghe si chiede 50, massima buona per tutte le trattative che si intraprendano.

Fuori città il traffico è più scorrevole. Ho viaggiato e guidato sulle strade che collegano Bangkok al Nord verso il confine Laotiano (Nord Est) e verso quello Birmano (Nord Ovest). Strade trafficate dove tutti preferiscono viaggiare sulla corsia di sorpasso (quando strade a 4 corsie): la corsia di sinistra è spesso molto danneggiata per il passaggio di autotreni spesso caricati ben oltre il limite consentito. Se incrociate delle frasche sparse sul fondo stradale badate bene: sono l’equivalente del nostro triangolo. Quasi sempre è un autotreno guasto. Ho anche viaggiato moltissimo per autobus, modalità ben più diffusa e preferita delle ferrovie. Anche perchè gli autobus servono ben più capillarmente l’utenza. Gli autobus son spesso comodi (addirittura con un sovraprezzo si può viaggiare con autobus di lusso, una sorta di Business Class), con aria condizionata. Quando si viaggia overnight, per esempio da Bangkok a Udonthani (al confine con il Laos), si hanno a disposizione coperte, rinfreschi ed una sosta per una cena gratis nell’equivalente Thai degli autogrill, una sorta di osterie di strada leggermente meno scalcinate. Da Khorat (nell’Issan, nel centro Est del Paese) dove vivevo, mi son spesso dovuto recare al confine con la Birmania per la scadenza del visto (all’epoca bastava entrare in Birmania e rientrare dopo 10 minuti in Thailandia per aver il visto rinnovato per qualche tempo). Era una giornata di autobus andata e ritorno massacrante. Partivo alle 3 del mattino da Khorat per arrivare intorno alle sette del mattino a Sakeo, la provincia di confine. Alla stazione di Sakeo cambiavo autobus per Aranyaprathet. Un’altra ora e mezzo di autobus attraverso svariati posti di blocco dell’Esercito. Ad Aranyaprathet per arrivare al confine salivo su un Truk-Tuk allungato con un motore iperpotenziato che mi portava al confine ad una velocità notevole. Il confine Birmano è “caldo” quasi sempre, quando non “bollente”. I controlli della Fanteria Thai sono capillari. Ciò non ostacola il flusso sia di turisti, sia di giocatori (al confine ci sono molte case da gioco frequentatissime dai Thai sempre pronti a scommettere), sia di derrate. Il ponte di pietra che segna il confine è spesso messo a dura prova dal passaggio nelle due direzione di camions tanto carichi da avere il pianale di carico quasi a livello del terreno.


Durante le feste, con dei “ponti”, come il Sungkran, i Thai che lavorano a Bangkok ritornano a casa, per cui quando devono tornare al lavoro a feste finite fanno il percorso a senso inverso. È un esodo vero e proprio. I camioncini e pick-up, che sono la stragrande maggioranza delle vetture sulle strade, vengono letteralmente caricati di esseri umani e masserizie e la fila interminabile di questi mezzi nelle notti precedenti gli esodi o i rientri è un misto di umanità allegra e caciarona, indimenticabile. La Polizia Thai installa posti di blocco lungo le strade per limitare gli eccessi di chi guida sotto l’influsso dell’alcool. Vengono sistemate vicino a questi posti di blocco aree di sosta dove smaltire la sbornia. Alternativa questa ad un arresto e al sequestro del mezzo. Un altro modo che i Thai hanno escogitato per sventare i problemi di alcool e guida è quello di rendere pubbliche le foto degli effetti sui corpi umani degli incidenti di auto provocati dall’ebbrezza. Queste foto vengono esposte al pubblico in templi senza nascondere nulla. Anche in televisione le immagini degli effetti degli incidenti vengono passate senza censura. Paese che vai……

Gli Elefanti. Ricordo una volta che, con un amico italiano, si guidava da Undonthani a Chiangmai, attraverso le montagne nel bel mezzo di un Parco naturale. Era il tramonto e, all’uscita da una curva, dovemmo frenare di colpo. Una piccola mandria di elefanti selvaggi stava attraversando la strada, coi piccoli. Un’esperienza unica. Vi sono molti resorts in Thailandia dove si può stare a contatto con gli elefanti. Non selvaggi. Sulla strada per Chiangmai, dopo Lampang c’è quello che credo sia la più grande riserva per la protezione degli elefanti. È un’istituzione stupenda che vale la sosta. Lo spettacolo che gli elefanti offrono è bellissimo. Interessante anche la cavalcata a dorso di elefante di tutto il complesso. Vicino a Chiangmai c’è un resort simile a quello sulle montagne vicino a Lampang, più piccolo, ma altrettanto interessante. Fra l’altro volendo si può partecipare al bagno degli elefantini nel torrente che attraversa il resort. Gli elefanti son parte integrante del tessuto nazionale Thai. A Bangkok ci si può spesso imbattere in elefantini che girano coi loro “istruttori” per esser nutriti con tenere canne di bambù. In città più di provincia ci si imbatte anche in esemplari adulti. Se porgi ad uno di loro dei soldi li prendono con la proboscide e li passano al loro istruttore. A mia figlia facevano paura. Poi quando ci ha giocato nel torrente gli è passata. Elefante in Thai si dice “Chang” che è anche il nome di una marca di birra. (continua)

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