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Guida: Vivere La Thailandia - Viii Parte


13 marzo 2011 ore 11:53   di erpidi  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 389 persone  -  Visualizzazioni: 687

Guida a vivere la Thailandia - VIII Parte – Spigolature e non solo - Quando girate per mercati, comunque fuori dalla grande distribuzione o dai negozi affiliati a grandi centri di vendita ricordate che il prezzo di acquisto di ogni merce è sempre negoziabile. Certo bisogna mettersi bene in mente che i Thai vedono gli Stranieri come persone che hanno disponibilità finanziarie superiori a quelle della loro classe Media. Si può sempre negoziare. Spesso quando ho dovuto comprare qualcosa ed ero con mia moglie ho lasciato a lei la trattativa. Ha sempre spuntato cifre che io mai avrei immaginato. Del resto un fatto accadutomi intorno al 2004 fu emblematico: ero stato ingaggiato dalla Proprietà di un Albergo nei pressi dello Stadio Centrale di Bangkok. In effetti ne avevano tre, ma quello per cui avevano bisogno del mio operato era il più grande. Con un calo di presenze notevole. Mi prenotai in albergo senza dire che lavoravo per la proprietà e iniziai a girare l’albergo e vedere quali erano i punti deboli. Quello che mi fece veramente allibire fu il trattamento economico proposto sul sito Web dell’albergo. Due tipi diversi di prezzi erano proposti, uno per i cittadini Thai ed uno per gli Stranieri, quest’ultimo ovviamente più alto, del 25% se ben ricordo. E proprio il calo di presenze straniere tramite le agenzie di viaggio era una delle cause del presente deficit. Dopo una settimana di permanenza in albergo mi incontrai coi Proprietari (madre e due figli) e li relazionai sulla mia ricerca. La prima nota che posi fu sapere il perché questa diversità di prezzo. “Semplice” mi rispose la Signora ”voi Stranieri potete permettervi di pagare di più”….

Può sembrare ridicolo quel che dico, ma era vero! Il cambio favorevole e la massa di stranieri che sempre invade la Thailandia fa pensare a molti Thai che l’abbondanza non finisca mai e va sfruttata (indice della mentalità della stragrande maggioranza Thai: non ragionare mai oltre il presente, scarsa considerazione di quel che si nasconde dietro l’angolo, “Carpe Diem!”). E i proprietari di quell’albergo ne erano il tipico esempio. Spesso molti prezzi applicati sono realmente superiori a quelli reali. I Thai lo sanno bene e trattano su una base di miglior equità. Noi Stranieri spesso no. A meno che non acquistiate qualcosa che ha un prezzo imposto trattatene sempre il prezzo. A parte il risparmio la trattativa se condotta col sorriso e con educazione può essere divertente, grazie al carattere gioioso e sorridente di questo Paese.


Un mio conoscente ha sempre paragonato i Thai ai Napoletani, come modo di affrontare la vita, come capacità sovrumana di adattamento. Per me non ha torto, il modo di affrontare la vita Thai è quasi sempre gioioso, positivo. Difficilmente il Thai si arrende o “molla”. Non bisogna scordare però che nel loro vocabolario c’è una parola (“Bùua” è il solo modo di scriverla come si pronuncia) che può voler dire sconforto, depressione, avvilimento. In ogni lingue ci son parole di difficile resa nella nostra, come la “pietas” latina o la inglese “enforceable” e questa è una di quelle.

Le mascherine… e le auto - In giro per la Thailandia, ma non solo qui, spesso vediamo persone con una mascherina di cotonella o carta o plastica rigido davanti a naso e bocca. Bangkok è una città trafficatissima ed altamente inquinata. Le mascherine indossate per strada, quando la strada è la Sukhumvit o la Silom o la Charoenkrung, aiutano a limitare l’acquisizione di fumi di scarico emessi da auto e bus che in Italia manco negli sfasciacarrozze starebbero. Personalmente io non sono mai riuscito a portarne una per più di 5 minuti: il senso di soffocamento diventa troppo forte, i Thai d’altro canto le “reggono” benissimo.
Ho già parlato di quei bus verdi che infestano le strade di Bangkok correndo come pazzi in mezzo al traffico. Quasi tutti emettono gas di scarico puzzolenti e neri. Il bello è che sono molto diffusi in alcune parti della città e durante le cosiddette “rush-hours” (quando si va al lavoro o a scuola o quando si torna a casa) sono letteralmente presi d’assalto. Non ci sono porte che si chiudono o si aprono. Vi si sale anche lontano dalle fermate (se il traffico li blocca, salirvi in corsa…. Beh! Non è salutare a meno che non sei agilissimo) e vi si ammassano fino a 40 persone. Autobus affollati oltre i limiti di sicurezza si vedono anche in altre città della Thailandia. Sono camion o camioncini aperti con solo un tetto in lamiera, vi si sale per una scaletta metallica sul retro. Si paga al guidatore quando si scende (come quelli verdi di Bangkok sono a conduzione solamente famigliare, per cui può capitarti di vederli fermarsi nel bel mezzo di una corsa a fare rifornimento ad un benzinaio). Anche qui in certe ore della giornata ci si abbarbicano ben oltre i limiti consentiti (e rarissimamente la Polizia interviene). Il costo è risibile: pochi centesimi di Baht.
In Thailandia le auto costano nuove costano molto. La maggior parte son straniere, Giapponesi per lo più. Le tasse di importazione son molto alte. Per questo motivo l’usato è molto considerato e si cerca di far sopravvivere le auto usate il più possibile. Ti capita di veder girare per le strade auto che in Italia da tempo sarebbero state ritirate di autorità, che si reggono materialmente con lo scotch. Le auto europee vanno molto. Mercedes, BMW e Volvo hanno il quasi monopolio del mercato delle non giapponesi. Altre marche (come quelle Italiane) hanno meno distribuzione e meno assistenza. Una menzione a parte per Porsche Ferrari e simili auto: sono vendute, ma non so a quali livelli. Del resto se ci sono i concessionari vuol dire che una richiesta esiste. (continua)

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