Halloween Tra Mostri Di Pietra E Nobili Fantasmi. Viaggio A Bomarzo
C'era una volta una splendida fanciulla, aveva la pelle bianca come la neve, grandi occhi e lunghi capelli; il suo nome era Giulia. Di nobile stirpe, Giulia venne educata come si conveniva ad una giovane fanciulla del suo rango: studiò grammatica, lingue, musica e danza, oltre ad apprendere tutte le nozioni indispensabili per potersi muovere nella società aristocratica del XVI secolo.
Nel 1544 Giulia Farnese sposa il signore di Bomarzo, Pierfrancesco II Orsini, detto Vicino. I due, nonostante all'epoca venissero spesso celebrati matrimoni di interesse politico ed economico, furono protagonisti di un'autentica storia d'amore, tanto che Giulia non esitò a far erigere una chiesa - quella di Santa Maria Assunta a Bomarzo - come ex voto per la liberazione del marito, caduto prigioniero durante la guerra contro i principi protestanti nel 1546.
Quando Giulia morì, nel 1560, il cuore di Pierfrancesco andò in pezzi e colui che era stato un condottiero ed un guerriero si dedicò alla lettura, in solitudine, nel tentativo di trovare ispirazione per creare un parco che fosse unico al mondo, in cui erigere il mausoleo dell'amata moglie.
Nasce così, "sol per sfogre il core" (come disse lo stesso Vicino Orsini), il Sacro Bosco di Bomarzo, ideato dal geniale architetto Pirro Ligorio e conosciuto anche con il nome di Parco dei Mostri. Due sfingi accolgono il visitatore appena varcata la soglia del parco e mostri pietrificati appaiono tra gli alberi mentre si percorrono i sentieri; un pegaso è stato bloccato da un sortilegio mentre stava per spiccare il volo ed ora il cavallo alato è immobile nella pietra, da secoli, mentre il muschio lo ricopre.
Pegaso
Un'inquietante casa inclinata fa vacillare le certezze di quanti si aggirano per il parco e c'è chi giura di aver visto delle ombre muoversi al suo interno. Forse i fantasmi di Giulia e Pierfrancesco, finalmente uniti per sempre in questo angolo magico poco distante da Viterbo?

Il mistero ammanta questo luogo, dove tartarughe gigantesche ed elefanti assassini sono rimasti bloccati nella pietra, poco distanti da draghi e leoni, giganti e sirene. E' possibile che le enigmatiche statue che si susseguono lungo il percorso rappresentino le tappe di un labirinto alchemico? Questa è una delle possibili chiavi di lettura date al Sacro Bosco nel corso dei secoli.
La Furia Alata
Il Gigante
Nel 1585, dopo la morte dell'ultimo principe Orsini, il parco venne abbandonato e precipitò nella più completa incuria sino alla seconda metà del 1900, quando venne restaurato da un'altra coppia di sposi, Giancarlo e Tina Severi Bettini, i quali chiesero e ottennero di essere sepolti nel tempietto interno al parco, dove forse riposa anche l'antica, splendida Giulia Farnese. E' un parco che accoglie le anime di quanti si sono amati e di coloro che hanno amato questo luogo, a metà strada tra sogno e realtà, tra pensiero e mistero.
L'Orco
