Il Web è pieno di giornali, riviste e giornalisti.
Noi di Paid To Write siamo convinti che TU possa fare meglio di loro.
partecipa al nostro progetto

Il Parco Nazionale D'abruzzo, Cuore Pulsante Dell'appennino


22 giugno 2012 ore 15:51   di whitefang  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 965 persone  -  Visualizzazioni: 1621

C’è una meta, proprio al centro della nostra penisola, che accontenta gli appassionati di sole e tintarella, ma che non vogliono rinunciare al piacere di una vacanza tra le montagne, immersi nella wilderness : è il Parco Nazionale d’Abruzzo.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo (50.000 ettari circa 100.000 ettari di area contigua esterna) fu istituito nel 1923 ed è situato nel cuore dell’Appennino centrale, a cavallo tra Abruzzo, Lazio e Molise. Se salite sulla cima del Monte Marcolano, in una limpida giornata d’estate, potrete vedere, in fondo all’orizzonte, sia il mare Adriatico che il mar Tirreno ( così almeno mi hanno assicurato le guide locali, quando sono salita la giornata non era così limpida).


Interessa le province dell’Aquila, di Frosinone e di Isernia e comprende 5 zone: l’Alto Sangro, la Marsica Fucense e la Valle Peligna ( Abruzzo), la Val Comino (Lazio) e le Mainarde ( Molise). I comuni interessati sono 25, ma solo 5 si trovano all’interno dei confini del Parco: Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena e Barrea. Se decidete di trascorrere alcuni giorni all’interno del Parco, le basi più consigliate sono Pescasseroli o Villetta Barrea. Pescasseroli è l’anima mondana del Parco, con la sua piazzetta affollata, i locali per gustarsi una pausa o per prendere un aperitivo, i suoi ristoranti esclusivi. Villetta Barrea si affaccia sull’omonimo lago e rappresenta il cuore dell’area naturale.

Il Parco Nazionale D'abruzzo, Cuore Pulsante Dell'appennino Opi vista da Forca d'acero

Una volta scelta la sistemazione non resta che immergersi nel verde del Parco, vera oasi wilderness, popolata di orsi e lupi ma non solo. Oltre all’orso marsicano, simbolo del Parco, e al lupo vivono nel Parco una grande varietà di animali: 60 specie di mammiferi ( tra cui il bellissimo camoscio D’Abruzzo), 40 di rettili, 300 di uccelli.
Il paesaggio del Parco è vario ed interessante, perché combina vette appenniniche tondeggianti e pendii dirupati dal tipico aspetto alpino. Le rocce sono prevalentemente di natura calcarea, mentre nella parte bassa di alcune valli si possono trovare terreni argillosi e arenacei.
Il paesaggio vegetale è prevalentemente costituito dalle foreste di faggio, anche se si trovano relitti delle epoche glaciali come la betulla ed il pino nero di Barrea. Nel periodo della fioritura si possono osservare rarità botaniche come la scarpetta di Venere, l’iris marsicana, il giglio martagone e l’aquilegia.

La prima cosa da fare per comprendere il Parco è recarsi nei centri visita dislocati nei vari paesi, il più efficiente è quello di Pesacasseroli. Qui troverete tutte le informazioni necessarie per visitare il Parco e potrete acquistare guide e cartine o prenotare escursioni guidate. Nel centro visita di Pescasseroli c’è anche un piccolo zoo, ma come sempre gli animali all’interno dello zoo hanno un’aria triste e desolata. Forse qui più che altrove sentono prepotente un richiamo al quale non possono rispondere.

All’interno del Parco esistono diversi sentieri natura, brevi percorsi adatti a tutti, lungo il quale si incontrano i punti di sosta, segnalati dagli appositi cartelli numerati. All’interno di una piccola guida, acquistabile presso i centri visita, vi verrà descritto tutto ciò che è possibile osservare, odorare, ascoltare ed ammirare in corrispondenza dei cartelli numerati. E’ un modo molto semplice di accostarsi alla natura, soprattutto se non siete naturalisti con un po’ di esperienza sul campo. L’unica pecca è che alcuni sentieri sono tenuti in ordine e ben conservati, altri, all’epoca delle mie varie visite, erano in uno stato di abbandono quasi totale.

Il sentiero natura BN1 Castel Mancino parte da Pescasseroli e attraverso un bosco di pini neri ( bosco di conifere frutto di un rimboschimento artificiale) conduce alle rovine di Castel Mancino, intorno al quale aleggia la leggenda della nascita di Pescasseroli. In questa pineta vive lo scoiattolo meridionale, caratterizzato da un mantello molto scuro e da una macchia ventrale bianca. Lungo il sentiero, segnalati dai vari punti sosta incontrerete il maggiociondolo, il biancospino, l’acero montano e quello campestre, l’albero di sambuco. Arrivati alle rovine, testimonianza del dominio feudale, potrete osservare le montagne che circondano Pescasseroli: Monte delle Vitelle, Valico Aceretta, il Balzo dei Tre confini e sullo sfondo il Rifugio Pesco di Iorio.

Il Parco Nazionale D'abruzzo, Cuore Pulsante Dell'appennino Pescasseroli vista da Castel Mancino

Il sentiero natura FN1 Val Fondillo parte dalla vecchia segheria di Opi, un tempo usata per il taglio dei boschi ed ora acquisita dall’Ente Parco. La Val Fondillo è una valle lunga e boscosa, rifugio di molti animali selvatici. Da qui potete osservare il Monte Amaro e in fondo alla valle la Serra delle Gravare. Questo sentiero natura costituisce il punto di incontro tra la fitta vegetazione riparia e la faggeta. La valle è attraversata dal Rio Fondillo e l’intero percorso si sviluppa su entrambe le sponde del Rio. Potrete osservare i salici bianchi ed una piccola palude in cui vivono la rana verde, la salamandra pezzata e la lucertola muraiola. I buchi che noterete sul terreno sono gli ingressi alle tane delle arvicole, piccoli topi d’acqua. Nel ruscello vivono numerosi tricotteri e trote e parzialmente immersi nell’acqua crescono i farfaracci. Nella faggeta che attraverserete dopo aver passato il ponticello vivono numerose specie di uccelli, come il fringuello, la cinciallegra, il cardellino, il picchio e la ghiandaia.

Il Parco Nazionale D'abruzzo, Cuore Pulsante Dell'appennino Volpe sulla strada tra Opi e la Val Fondillo

Il sentiero natura GN1 Le Cascate parte invece dall’anfiteatro della Camosciara. La Camosciara è il cuore del Parco, una delle località più importanti e delicate dal punto di vista ecologico, naturalistico e paesaggistico. E’ una riserva integrale, ossia al suo interno sono escluse tutte le attività e gli interventi da parte dell’uomo. Vi si può accedere soltanto nel pieno rispetto della segnaletica e del regolamento ( ma questo dovrebbe valere in tutto il Parco e più generalmente in ogni spazio naturale…). La Camosciara è una zona ricca di acqua perché costituita di rocce impermeabili di natura dolomitica. Il sentiero natura termina alla cascata delle Ninfe, attraversando una faggeta, l’ambiente più tipico del Parco.

Il sentiero JN1 Centro Rapaci è inesistente, o meglio, il sentiero c’è, ma mancano i numeri dei punti sosta, le panchine sono divelte e i pannelli illustrativi sono sbiaditi ed illeggibili, questo almeno lo stato in cui versava quando mi sono trovata a percorrerlo. Non so se negli ultimi due anni sia stato ripristinato.

Il sentiero natura IN1 Lupo appenninico, che parte da Civitella Alfedena è poco più che un giro intorno al giardino del paese ma ha il vantaggio di costeggiare l’area faunistica del lupo e questo è l’unico posto in cui potrà capitarvi di vedere un lupo vero!
L’area faunistica infatti è una grande area circondata da reti in cui vengono trattenuti i lupi che per qualche ragione devono essere tenuti per un breve periodo in cattività. Non è uno zoo ( quello c’è a Pescasseroli presso il centro visita), quindi i lupi sono liberi di nascondersi e naturalmente non amano rimanere vicino alla strada, ma se siete fortunati può capitare, come è capitato a me, di vederli far capolino dai boschi. E’ stata un’esperienza unica ed emozionante, perché proprio come in natura, hanno fatto una breve incursione nel prato e poi sono corsi a nascondersi, come ombre nella sera.

Se siete interessati all’escursione sul Monte Amaro, alla ricerca del camoscio d’abruzzo, dovete tener presente che l’accesso al monte, così come alla Valle delle rose ( anch’essa rifugio del maestoso camoscio), nei mesi di luglio e agosto è a numero chiuso, quindi dovrete prenotare le escursioni guidate organizzate dal Parco, i cui prezzi sono comunque contenuti. La gita alla Valle delle Rose è adatta a tutti ma un po’ lunga, se non siete allenati, mentre la gita al Monte Amaro è più impegnativa e sconsigliata a chi soffre di vertigini, perché la parte finale del sentiero è un po’ esposta. Ma ne vale in entrambi i casi la pena e i camosci sono a portata di fotografia. Il camoscio d’Abruzzo è una sottospecie del camoscio pirenaico ( e non di quello alpino com verrebbe da pensare) veramente bella il cui nome scientifico è Rupicapra pyrenaica ornata. Ha corna più lunghe del cugino alpino ed è caratterizzato da una mascherina di pelo scuro che ne ricopre gli occhi e da una macchia chiara sulla gola, contornata da una fascia di colore bruno che scende lungo il collo. Sono proprio questi ornamenti, esclusivi di questo particolare camoscio ad aver ispirato il nome scientifico dell’animale, non a caso soprannominato " il camoscio più bello del mondo".

Il Parco Nazionale D'abruzzo, Cuore Pulsante Dell'appennino Camoscio sul Monte Amaro

Se siete amanti delle camminate e i sentieri natura sono riduttivi per voi, altre mete possibili, per le quali bastano l’attrezzatura leggera dell’escursionista sono, oltre alle già citate Valle delle rose e Monte Amaro (1862 mt), il Monte Marcolano (1941 mt), il Lago vivo (con partenza appena fuori dall'abitato di Barrea, ma ad agosto è probabile che sia asciutto), il valico dell’orso ( il sentiero parte dalla Val Fondillo e prosegue dopo la suggestiva "grotta delle fate", da lì in poi è una scarpinata nella faggeta e l’arrivo non è un granchè, un piccolo spiazzo tra i faggi privo di vedute), il rifugio Belvedere della Liscia ( partenza dalla Camosciara), Monte Tranquillo ( 1830 mt), Monte Marsicano ( 2242 mt), la Meta ( 2241 mt). Una curiosità: il rifugio Belvedere della Liscia doveva essere un belvedere molti anni fa, poi la vegetazione è cresciuta…

Ricordate che i rifugi sono chiusi, utilizzati solo per scopi didattici o di sorveglianza del Parco e non vi è alcuna possibilità di ristoro. Se siete escursionisti abituati alle vette alpine, dove in ogni rifugio si possono gustare polenta e genepì, qui rimarrete delusi. Gli unici rifugi aperti tutto l’anno sono il rifugio del Diavolo e il rifugio di Forca d’acero, entrambi raggiungibili in auto.
Il motivo per cui i rifugi non sono attrezzati per ricevere ospiti è che a differenza delle mete dolomitiche o piemontesi e valdostane, la cultura dell’escursionismo non è molto diffusa, per cui i sentieri sono ben tracciati e segnalati, ma poco frequentati. Vi troverete spesso soli con i vostri pensieri e la natura incontaminata, ma non temete: difficilmente un orso vi taglierà la strada, anche quando avrete la sensazione che stia per succedere

Oltre ai centri visita vi sono alcune associazioni private che offrono escursioni e visite guidate a pagamento e potete affidarvi a loro se non vi sentite preparati per l’escursionismo fai da te. La ecotur di Pescasseroli ad esempio organizza anche escursioni a tema, come il bearwatching ( avvistamento orsi) e il wolf – howling ( gite notturne in cui giunti in un luogo adatto si avvia un nastro registrato con l’ululato del lupo sperando di sollecitare la risposta dei lupi veri). Tenete presente che per quanto le escursioni in sé siano valide e suggestive, l’avvistamento di orsi o l’ascolto in diretta dell’ululato di un branco non sono così scontate ( e i prezzi sono poco economici). Chissà perché, ma lupi ed orsi non rispettano la programmazione… anche l’associazione i Camosci di Villetta Barrea organizza oltre alle escursioni diurne anche escursioni notturne nel Parco, con attività didattiche volte a stimolare i sensi e lo spirito di osservazione.

Se invece non siete grandi camminatori ma volete comunque sgranchirvi le gambe, appena attraversato il ponte che da Villetta Barrea porta a Civitella Alfedena potete abbandonare l’auto e percorrere la strada sterrata che costeggia il lago. E’ una bella passeggiata praticamente in piano ( sì, un paio di salite ci sono, ma lievi).

Come potete vedere, il Parco Nazionale d’Abruzzo offre mete ed itinerari per tutti, dagli amanti della natura agli escursionisti più esperti. Certo, non potete andare nel Parco ed aspettarvi di vedere lupi, orsi e linci, sono animali schivi e che rifuggono dall’uomo, che per secoli li ha perseguitati e che continua a perseguitarli tutt’ora, ma con un po’ di fortuna potrete avvistare svariati tipi di uccelli, cinghiali, cervi, scoiattoli, volpi e quant’altro. Basta accostarsi alla natura con rispetto e possibilmente in silenzio.

Il Parco Nazionale D'abruzzo, Cuore Pulsante Dell'appennino Incontro con una cerva sul sentiero del lago

Articolo scritto da whitefang - Vota questo autore su Facebook:
whitefang, autore dell'articolo Il Parco Nazionale D'abruzzo, Cuore Pulsante Dell'appennino
Fai conoscere ad altre persone questo articolo: condividi o promuovi questa notizia su Facebook e su tanti altri canali:
Condividi Questo Articolo!

 

Inserisci un Commento:

( ti consigliamo di effettuare il login per commentare più efficacemente )
Codice di Verifica:

ricarica il captcha

Per ragioni di sicurezza verrà registrato anche l'indirizzo IP del tuo computer

Seguici Su...


 
 
 
 
Diventa anche tu parte di
Paid To Write Clicca qui!
segui paid to write su facebook

Articoli Più Letti

Viaggi e Turismo
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Articoli Più Votati

Viaggi e Turismo
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Paid To Write - Il Giornalista Sei Tu

Tutti i contenuti pubblicati su Paid To Write sono soggetti alla licenza Creative Commons.
Licenza Creative Commons
È permesso riportare i nostri articoli ma solo se accompagnati da un backlink dofollow (senza cioè il tag nofollow) verso il nostro contenuto originale.
Paid To Write
Il Giornalista Sei Tu
© 2012 PI 00877530147
Paid To Write Network
Contattaci
Privacy
Disclaimer e Redazione