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Il Vulcano Haleakala: La Casa Del Sole


12 aprile 2012 ore 17:54   di spaziovendita  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 708 persone  -  Visualizzazioni: 1378

"L’orizzonte si veniva illuminando sempre più, e presto il sole si affacciò sopra la coltre di nubi, colpendola con i suoi raggi sanguigni e accendendone le onde e le increspature di riflessi rossastri…" Mark Twain (1835-1910) aveva ammirato l’alba dall’alto dei 3056m dell’Haleakala, il vulcano dal cratere gigantesco che domina Maui, la seconda isola per grandezza dell’aricpelago hawaiano. Lo scrittore, aveva impiegato due giorni per scalare quella che, nel 1778, era stata liquidata dall’esploratore inglese James Cook come "Un’alta collina… la cui cima si eleva al di sopra delle nuvole".
Mark Twain e i suoi compagni raggiunsero la sommità al calar della notte, accesero il fuoco e attesero l’alba. Il momento in cui il sole sorse a incendiare le nubi, fu, per Mark Twain, "lo spettacolo più sublime a cui io abbia mai assistito, e credo che il ricordo non mi abbandonerà mai".

Ammirare l’aurora dalla vetta dell’Haleakala, il cui nome in polinesiano significa ‘Casa del Sole’, ci fa rivivere il mito polinesiano del dio imbroglione Maui. Secondo la leggenda, ci fu un tempo in cui l’isola riceveva solo poche ore di luce, poiché il sole attraversava il cielo in tutta fretta, per poter tornare a dormire al più presto. Per questo motivo, la madre di Maui, Hina, non riusciva mai a far asciugare il suo vestito di tessuto tapa, ricavato dalla corteccia d’albero pestata, Così Maui decise di tendere una trappola al sole. Intrecciò una corda di fibre di cocco, si arrampicò di notte in cima all’Haleakala e rimase ad aspettare. All’alba, non appena i raggi del sole fecero capolino sopra l’orlo del cratere, Maui li prese al laccio e li legò, e soltanto quando il sole ebbe promesso di spostarsi più lentamente attraverso il cielo, acconsentì di liberarlo. Da quel momento, l’isola ricevette la sua giusta razione di luce e Hina poté far asciugare il suo vestito.


Il vulcano Haleakala, oggi parco nazionale, è inattivo dal 1790, ma il suo enorme cratere (ha una superficie di 50 km quadrati, abbastanza da contenere l’isola di Manhattan) non è estinto. La strada che vi conduce si snoda in un tranquillo scenario di boschetti di eucalipti e di prati verdi. Nelle giornate serene, la vista spazia sopra i campi di canna da zucchero e sul mare costellato di isole, fino alle montagne dell’isola di Hawaii, a 130 km di distanza. Avvicinandosi alla sommità, si ha la sorpresa di trovare l’immensa cavità del cratere, che tra le sue pareti a picco racchiude uno spettacolo unico. Da Kalahuku (o Colle Rosso), sul lato occidentale del cratere, si gode un panorama mozzafiato lungo i 900m della scarpata, fin dentro le profondità del vulcano. A volte, soprattutto nelle prime ore del giorno, il grande bacino è tutto un turbinio di nuvole, che vi penetrano attraverso due ampi varchi.

Il Vulcano Haleakala: La Casa Del Sole

Via via che il calore del giorno disperde i candidi strati della foschia, il fondo dell’Haleakala si rivela in tutta la sua gloria: la Casa del sole assomiglia alla superficie della Luna. Un paesaggio lunare multicolore, grigio cenere, ruggine, rosso mattone e porpora, striato da fiumi di lava nera, si stende per chilometri e chilometri.

Il Vulcano Haleakala: La Casa Del Sole

Il Vulcano Haleakala: La Casa Del Sole

Sul fondo del cratere si intersecano cinquanta chilometri di piste, alcune delle quali portano a baracche dove i viaggiatori possono passare la notte. Ad ogni passo le pareti del cratere si fanno sempre più incombenti. Sul fondo, coni color terracotta o rosso mattone simili a vulcani in miniatura si innalzano dal terreno spoglio, in un silenzio interrotto solo dallo scricchiolio dei passi sopra la sabbia scura. La pista si arresta alla Pentola di Vernice di Pele, un cono dalle delicate sfumature di grigio, di rosso e di porpora, che pende il nome della dea del fuoco polinesiana.

Se si è fortunati, si può riuscire a vedere le ‘spade d’argento’, una pianta che cresce esclusivamente nelle Hawaii, se non addirittura sull’Haleakala.

Il Vulcano Haleakala: La Casa Del Sole

Sparse come stelle scintillanti in un universi di polvere scura, le ‘spade d’argento’ sono grappoli di punte luccicanti, strette insieme come gli aculei di un porcospino. La pianta continua a crescere per diversi anni, finchè non spunta un grosso, robusto stelo coronato di fiori violetti, alto fino a tre metri. Dopo la fioritura, la pianta muore. Con gli anni i turisti a caccia di souvenir e le capre ne hanno ridotto di molto il numero, tanto che oggi è una specie protetta.

Il Vulcano Haleakala: La Casa Del Sole

L’Haleakala ha sempre avuto un significato speciale per gli Hawaiani, che un tempo solevano deporre nel cratere offerte propiziatorie di cibo, pare anche accertato che vi venissero sepolti i capi hawaiani. Ciò che rende il cratere indimenticabile per i visitatori, sono le cupe pareti, le mutevoli formazioni di nuvole e la solitudine.
Mark Twain fu impressionato dalla sua grandiosità e si sentì come "l’ultimo Uomo, trascurato dal Giudizio, e rimasto sospeso a metà strada fra il cielo e la terra, relitto dimenticato di un mondo scomparso".

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