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La Destagionalizzazione: Tutti La Vogliono, Pochi La Conoscono


3 novembre 2010 ore 11:43   di pier_72it  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 242 persone  -  Visualizzazioni: 467

Se facessimo un sondaggio tra tutti gli operatori turistici italiani sul desiderio di destagionalizzare la propria attività, ovvero di renderla operativa anche lontano dai mesi di punta, sarebbe certamente un plebiscito per il si. E su questo, nulla di strano. Ma se chiedessimo quanto sarebbero disposti ad investire per raggiungere tale obiettivo, allora avremmo i primo problemi.

Un errore perpetrato dagli imprenditori è quello di volere il ritorno di quanto spendono in due o tre mesi. Bisogna, invece, avere la forza di essere pazienti e aspettare che la promozione entri a regime e dia i suoi frutti. Per destagionalizzare un’offerta turistica è necessario intraprendere un’intensa attività mirata innanzitutto alla promozione del territorio e delle strutture in esso presenti. Sarebbe opportuno rendersi autonomi rispetto alla rete di eventi che i diversi Enti organizzano e che, spesso, non servono a migliorare la visibilità di una zona.


Le iniziative vanno dirette a operatori e mercati cui bisogna avvicinarsi sapendo a priori cosa questi richiedono: fornitura di servizi adeguati a costi equi, programmazione di eventi in bassa stagione, offerte mirate a seconda della tipologia dei clienti finali. Il nostro è un territorio che si presta a diverse attività praticabili in bassa stagione, ma occorre innanzitutto far conoscere questo territorio. Non meno importante è la cura del territorio stesso che andrebbe ‘preparato’ all’arrivo dei turisti. Non si può fare ‘trekking’ se molti dei sentieri esistono solo sulla carta; non si può fare turismo archeologico in siti che si ripuliscono dalle erbacce solo quando queste si incendiano accidentalmente); non si può fare turismo religioso se prima non vengono formate le guide in grado di illustrare luoghi e storie ai visitatori. E tutto questo non si può realizzare se anche le strutture ricettive non sono adeguate strutturalmente e nei prezzi.

Certo, questo è soprattutto una mancanza delle istituzioni, ma sono anche imprenditori e operatori a dover pretendere certe cose. Infatti, queste tipologie di turismo interessano categorie di persone che hanno potenzialità di spesa medio-alta e porterebbero reale ricchezza al territorio. I fondi destinati andrebbero meglio utilizzati, piuttosto che spesi per l’organizzazione di manifestazione che quasi sempre si accavallano tra di loro nei mesi di luglio e agosto,distribuire gli sforzi nei restanti dieci mesi dell’anno. Gli operatori dovrebbero pretendere che le istituzioni competentimettano mano al portafogli per realizzare, un accordo con società locali di autobus per migliorare il collegamento tra aeroporti e luoghi di interesse. In questo, gli albergatori dovrebbero avere un ruolo importante. Ma anche lo sforzo degli Enti che ci governano sarebbe inutile se, alla fine, gli imprenditori non fossero convinti della necessità di investimenti al di là dei finanziamenti pubblici. Da troppo tempo, invece, gli operatori locali accettano passivamente le scelte calate dall’alto. La destagionalizzazione chiede, a quanti operano nel settore, di abbandonare l’improvvisazione e di affidarsi a progetti a medio-lungo termine.
Per gli albergatori significherebbe poter affrontare l’estate con una riserva di ‘ossigeno’ utile a migliorare le professionalità interne alle strutture, ed a non dover forzatamente praticare tariffe esose che uccidono il turismo. Idee realizzabili solo grazie alla costanza ed alla perseveranza nel seguire un progetto con metodo. Giuseppe Orlando (Responsabile associazione ‘Turismo e dintorni’)

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