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La Giungla Del Pendolare: L' Arte Di Sopravvivere In Treno


10 giugno 2013 ore 11:03   di MatteoDeA  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 507 persone  -  Visualizzazioni: 857

"Uno dei motivi più belli del viaggio è la condivisione", diceva l’attrice e doppiatrice italiana Ottavia Piccolo. Non devono pensarla alla stessa maniera i pendolari. Quelle persone che, per i motivi più svariati, sono costretti a trascorrere gran parte della loro vita seduti sui sedili di un treno. Tutti i giorni. Sempre su quel treno. Alzarsi la mattina presto e tornare a casa quando il sole è già tramontato. Tutti i giorni. Sempre su quel treno.

TUTTO IL MONDO E’ PAESE – Il problema principale però non è questo. Con il passare del tempo infatti il pendolare acquisisce esperienza e sa come sfruttare nel migliore dei modi il tragitto in treno. Magari leggendo il giornale, oppure portandosi avanti il lavoro per il giorno seguente. Forse guardando un film sul computer portatile, forse ascoltando la musica dal suo ipod. Forse semplicemente dormendo, per provare a recuperare quel sonno che ormai da tempo sembra mancare. Però, statene certi, c’è sempre qualcuno pronto a interrompere i buoni propositi del pendolare. Perché la vita sul treno è una vera giungla, checché se ne dica.


L’ISTERICA E IL SIMPATICONE – Non ce ne vogliano le donne, qua non si tratta di essere maschilisti. Ma state certi che se c’è una persona isterica su un treno è sempre di sesso femminile. Soprattutto quando si tratta di parlare al telefono. Gli uomini infatti, sapendo di essere vicini ad altre persone che probabilmente non vedranno nemmeno più nella loro vita, riescono a mantenere un certo contegno. La maggior parte delle donne invece, non tutte chiaramente, sembrano essere in piazza o al mercato del pesce. Con tutto il rispetto per il mercato del pesce. Il pendolare intento a sbrigare i propri affari non riesce a concentrarsi. Ci prova, si sforza, ma niente. L’isterica non parla al telefono, lei al telefono urla e sbraita. Con il povero pendolare che a fine viaggio deve necessariamente prenotare una visita dall’otorino. In treno però non può mancare il simpaticone di turno. E qui, per par condicio, spesso sono gli uomini a ricoprire questo ruolo. Battute a raffica, senza un attimo di pausa, con il pendolare che si sforza di mostrare un sorriso in realtà più falso di una banconota da 3 euro. E’ in casi come questo che il pendolare rimpiange di aver scelto proprio quel posto tra i tanti disponibili. Perché ormai il danno è fatto: non può spostarsi, altrimenti sembrerebbe maleducato.

LA SVEGLIA E IL SACCENTE – Capita poi che il pendolare si imbatta anche nell’anziano che non ha mai messo piedi fuori dalla propria casa e che, per qualche motivo di vitale importanza, è stato costretto a prendere il treno. La colpa però non è sua, ci mancherebbe. La colpa è di chi lo manda da solo, ben sapendo della sua incapacità di districarsi in maniera autonoma fuori dalle mura domestiche. Ma tanto, statene certi, con lui c’è il pendolare. Il solito sfortunato pendolare. L’anziano in questione, tra gli esperti, viene definito "la sveglia". E il motivo è presto detto: a ogni fermata del treno chiede quante stazioni mancano alla sua meta. Il pendolare, che vive sul treno, sa bene che mancano ancora nove fermate e glielo dice con tutto l’amore di questo mondo. Ma la sveglia, puntualmente, non capisce. E ogni qualvolta il treno si ferma a una stazione, incalza con la sua solita domanda. Mettendo a dura prova la pazienza del pendolare. Sulla stessa lunghezza d’onda troviamo il saccente. Lui sa ogni cosa, e questo non è un difetto, ma non riesce proprio a tenersela per sé. Deve necessariamente ostentare le sue conoscenze, mostrando e dimostrando al pendolare (sempre lui, povero) tutta la sua cultura. E allora vai con i monologhi sull’attuale situazione politica, sugli enormi problemi della Spagna e sull’importanza di mettere la crema protettiva i primi giorni di mare. Non c’è filo logico nei suoi discorsi, ma è più forte di lui. Deve parlare e dimostrare di essere informato su ogni cosa. Il tuttologo dei poveri.

La Giungla Del Pendolare: L' Arte Di Sopravvivere In Treno

L’INOPPORTUNO E L’ATERMICO – Ma gli strani incontri del pendolare non finiscono qui. Non può infatti mancare l’inopportuno di turno. Lui si che sa davvero rendergli odioso il viaggio. E’ la tipica persona che, se il pendolare è appena stato lasciato, inizia a incalzare con domande sulla sua vita privata. Il classico esempio di persona sbagliata nel momento sbagliato. Magari in un altro contesto sarebbe anche simpatico, ma in quel momento viene profondamente odiato dal pendolare. Che poi, molte volte, l’inopportuno si supera e ricopre anche il ruolo di Capitan Ovvio. Quello che fa domande così scontate che verrebbe voglia di non rispondere e di gridare al mondo intero la sua idiozia. Quello che, quando il pendolare prova a dormire perché sono due notti che non chiude occhio, gli chiede se ha sonno. Ma il vero fiore all’occhiello, il compagno di viaggi che davvero non manca mai, è l’atermica/o. Il pendolare è in viaggio il 15 luglio e fuori ci sono 35 gradi all’ombra. In treno, manco a dirlo, l’aria condizionata non funziona. Per evitare di sciogliersi durante il viaggio tiene abbassati i finestrini, nella speranza che possa entrare un po’ di aria. L’atermica però sente freddo. Ha mal di gola. E il pendolare, che non ha più le forze neppure per mettersi a litigare, è costretto a chiudere il finestrino. Oppure c’è il macho di turno, quello tutto palestrato e tatuato, che va in giro a maniche corte anche quando fuori sta per arrivare la neve. E sente caldo. Al pendolare viene da chiedersi se quella strana persona abbia un termosifone al suo interno , fatto sta che il macho abbassa il finestrino perché con la temperatura che rasenta gli zero gradi sente caldo. E state certi che il pendolare sarà totalmente impossibilitato a reagire. Perché il viaggio dell’atermico sarà lungo almeno quanto il suo, senza possibilità che scenda neppure una fermata prima. E quel giorno, proprio quel giorno, tutti i posti del treno saranno occupati. Con il pendolare che quindi non potrà neppure spostarsi un po’ più in là. E dire che c’è ancora chi afferma che "uno dei motivi più belli del viaggio è la condivisione".

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