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La Magia Della Magna Grecia Nella Valle Dei Templi Di Agrigento


25 settembre 2010 ore 18:44   di Luckystar74  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 884 persone  -  Visualizzazioni: 1641

La Valle dei Templi di Agrigento suscita sempre una forte emozione ad ogni visitatore.
Nonostante non sia l'unica testimonianza monumentale della Magna Grecia in Sicilia, poichè esistono altri siti come Segesta e Selinunte, Agrigento sembra avere qualcosa in più, qualcosa di indefinibile e remoto, che ti accompagna e ti accoglie non appena varchi l'ingresso principale e ti addentri nel lungo viale che costeggia i tre templi principali.

La tradizione greca racconta che l'antica Akragas venne fondata da Agragante figlio di Zeus e della ninfa Asterope. Secondo lo storico Tucidide invece la città venne fondata nel 580 a.C. da un gruppo di greci provenienti da Rodi e Creta che venivano dalla colonia di Gela. Ma è sotto il governo di Terone (488-472 a.c.) che la città conosce il suo massimo periodo di splendore, caratterizzata da una grande espressione artistica e architettonica, di cui i Templi di Agrigento sono la massima testimonianza . Sconfitta e rasa al suolo nel 406 a.c. dai Cartaginesi, Akragas viene ricostruita da Timoleonte e la città si espande nel quartiere ellenistico-romano.
Nel 210 a.C. i Romani conquistano Akragas e cambiano il nome in Agrigentum. La maggior parte degli edifici, dopo la distruzione da parte dei Cartaginesi, fu ricostruita dai Romani e rimaneggiata in seguito in epoca bizantina e medievale.


I resti dell'acropoli dell'antica Akragas partono dal primo tempio, il Tempio di Giunone, o di Hera Lacinia per i Greci.
La prima cosa che colpisce è la sua posizione strategica: il tempio è infatti costruito a strapiombo sulla rupe, su uno sperone di roccia. La sua struttura è abbastanza conservata anche se mancano alcune parti del colonnato, ma rende ancora bene l'idea. Uno dei particolari, ad un occhio più attento, è che sono visibili ancora i segni dell'incendio del 406 a.C., quando l'Acropoli fu incendiata dai Cartaginesi. In questo tempio anticamente venivano celebrati i matrimoni, poichè la dea era la protettrice delle nozze. Restaurato in epoca romana, è un bell'esempio di arte dorica, ancora molto elegante e imponente, nonostante appunto alcune parti siano crollate nel corso dei secoli, anche a causa dei terremoti.
I Templi sono circondati dalle transenne per motivi di sicurezza, quindi non è possibile accedere all'interno, ma basta osservare le rovine che si stagliano tra l'azzurro intenso del cielo e il mare che dista pochi km per avere un colpo d'occhio fantastico.
Proseguendo per il viale che costeggia il sito, tra i mandorli , gli olivi secolari (forse portati dagli Arabi) e il gelsomino profumato, si arriva al Tempio della Concordia.

La Magia Della Magna Grecia Nella Valle Dei Templi Di Agrigento

Il tempio è uno dei meglio conservati dell'età greca classica del mondo e in effetti la sua struttura è pressocchè intatta, merito dei vari restauri avvenuti nei secoli. Anche in questo caso di solito non è possibile accedere all'interno, ma è ben visibile la cella interna dove risiedeva il dio. Durante l'epoca bizantina fu trasformato in Basilica e modificato all'interno. Nei dintorni sono presenti anche delle cisterne e delle tombe di epoca medievale di cui rimangono alcuni loculi scavati nella roccia arenaria.

La presenza di monumenti così imponenti ti fa pensare alla grandezza di quella gente e alla loro devozione agli dei, testimoniati dalla costruzione di edifici fatti per durare nei secoli, immortali e imperituri come le loro divinità. Davvero impensabile oggi.

Poco distante la Concordia, dall'altra parte del viale, sorgono le catacombe paleocristiane, dette Grotte Fragapane, di età romano-bizantina. Purtroppo non sono ancora accessibili per pericolo crolli ed è possibile visitare solo l'imbocco iniziale del tunnel che ospita alcuni loculi scavati nella roccia.

A poche decine di metri si arriva all'ultimo ( ma non ultimo) tempio, dedicato a Ercole. A differenza degli altri due presenta uno stile architettonico ancora più antico anche se però rimangono pochi resti: solo un lungo colonnato di otto colonne doriche e molte rovine.
Ma contrariamente ai precedenti, questo è visitabile all'interno ( o meglio, di quel che resta...). Rimangono infatti i grossi massi squadrati delle pareti laterali, crollati nei secoli a causa dei terremoti, e le alte colonne doriche, ancora molto imponenti e massicce, a testimoninaza di un passato glorioso.

Ovviamente bisogna avere molta passione per apprezzare questi siti, perchè a molti potrebbero sembrare un ammasso di pietre vecchie, in confronto ad opere architettoniche di epoche più recenti, ma dal punto di vista storico, architettonico e archeologico il loro valore è immenso.
Per dovere di cronaca la Valle dei Templi non comprende solo questi tre templi, ma ve ne sono altri quattro sparsi per la Valle e la necropoli, meno raggiungibili e in condizioni meno vantaggiose: il grande tempio di Zeus, di cui rimangono solo poche rovine e statue (i Telamoni che reggevano le colonne del tempio) esposte nel Museo Archeologico presente nella Valle; il tempio di Esculapio, il tempio dei Dioscuri o di Castore e Polluce, i gemelli figli di Zeus e Leda, di cui rimangono solo quattro colonne; il tempio di Vulcano, più il tempio L di recente scoperta. Segnalo anche la presenza del Museo Archeologico che conserva un'esposizione di interessanti reperti ritrovati nei Templi e nelle tombe delle necropoli vicine.

Un tesoro antico che risplende ancora fulgido a ridosso della modernità.

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