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Mazzarino: Un Piccolo Centro Agricolo Nasconde Grandi Tesori D'arte


26 settembre 2010 ore 14:50   di Luckystar74  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 457 persone  -  Visualizzazioni: 961

Mazzarino è un piccolo paese agricolo al centro della Sicilia e sorge su una collinetta a 550m sul livello del mare a 40km da Caltanissetta.

Ciò che più colpisce non appena entrati in paese è la ricchezza dei suoi monumenti, in particolare le sue chiese normanne e rinascimentali, testimoni di un grande passato. Impressionante la mole della Chiesa di SS.Maria del Mazzaro, in Piazza Maria Maggiore, eretta nella seconda metà del 1100 da Manfredi, conte di Policastro, e ricostruita, dopo un terremoto, solo nel 1760. La costruzione di questa chiesa è legata al ritrovamento nel 1125 di un quadro in un sotterraneo, ancora conservato nella chiesa, che raffigura la Madonna del Mazzaro, probabilmente sfuggito all'editto sull'iconoclastia. La chiesa è un pregevole esempio del barocco siciliano. Al suo interno, a tre navate, sono presenti notevoli decorazioni e stucchi. Papa Giovanni Paolo II nel 1980 ha donato il calco in argilla della sua mano. L'impronta è stata riportata sul portale in bronzo della chiesa ed è oggi meta di pellegrinaggio.


Procedendo per il corso Vittorio Emanuele, si arriva in Piazza della Matrice dove si trova il Duomo della città, la Chiesa di S.Maria La Neve. Voluta su diposizioni testamentarie dal principe Carlo Maria Carafa, signore di Mazzarino, alla fine del '600, la chiesa fu eretta dove prima sorgeva una chiesetta da cui ha preso il nome. Costruita su progetto dell'architetto Angelo Italia, fu ultimata solo nel 1844, anche se nella facciata molte decorazioni sono rimaste incomplete. L'interno a tre navate è decorato con affreschi e tele risalenti al XVII secolo, oltre a due grandi lampadari in cristallo policromo dell'ottocento provenienti da Murano.

Mazzarino: Un Piccolo Centro Agricolo Nasconde Grandi Tesori D'arte

Vicino al Duomo sorge l'antica Chiesa del SS.Crocofisso dell'Olmo, risalente al V secolo d.C. Restaurata dai Normanni tra il X e XI secolo, fu dedicata alla Madonna dell'Itria. Distrutta dal terremoto del 1693, fu ricostruita per volere del barone Filippo Bivona, che mantenne la struttura originaria in uno stile siculo-normanno. La chiesa, a tre navate, conserva un antico Crocifisso di epoca normanna custodito in una portantina di ferro di 14 quintali. Il crocifisso viene portato in processione ogni anno a maggio dalla Confraternita della Bara, costituita nel 1844.
Mazzarino conserva ancora molte chiese degne di nota e di grande valore artistico e architettonico, ma uno dei monumenti che attira maggiore interesse è senza dubbio U' Cannuni, come viene chiamato dagli abitanti l'antico castello.

L'origine del castello non è ancora nota: si pensa che fosse una fortezza araba (vista la sua posizione strategica che domina tutta la vallata intorno a Mazzarino e oltre). Le prime notizie ufficiali si hanno intorno alla fine del 1200 quando Stefano Branciforti acquistò il castello. Rimasto proprietà Branciforti fino alla fine del 1700, fu restaurato intorno al XIV secolo, fino al suo lento abbandono.

Oggi rimangono pochi resti che però sono abbastanza efficaci per testimoniare l'imponenza dell'antico castello: restano ancora una torre cilindrica (dalla quale viene il nome U'Cannuni, per la particolare forma di cannone) e alcuni muri perimetrali che delimitavano la corte interna. Il posto è molto affascinante, anche se si tratta di ruderi, però la loro imponenza è rilevante e di effetto. Accanto al castello è stato edificato anche un moderno anfiteatro, dove d'estate si tengono degli spettacoli, in una cornice sicuramente strabiliante.
Il castello non ha un nome. Solitamente viene detto Castelvecchio o, come già citato, U'Cannuni.
Poco distante sorge l'antica e piccola Chiesa di S.Francesco di Paola, costruita intorno al 1300, che doveva essere l'antica cappella del castello.

A pochi km dal centro abitato, tra le campagne coltivate, sorge un altro antico castello, il Castello Grassuliato, di antica origine romano-bizantina. Ricostruito dai normanni, comprendeva anche un vasto centro abitato fortificato nei dintorni, di cui oggi non rimane quasi nulla. Anche del castello rimangono pochi ruderi, nonostante nel passato fosse stato più importante del Castello di Mazzarino, sia per storia che per posizione strategica e politica.

Una delle tante testimonianze del passato che sorgono nel comprensorio nisseno.

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Che meraviglia!

Inserito 5 febbraio 2011 ore 17:24
 

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