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Ritorno All' Aquila: Un Lento Ma Straordinario Ritorno Al Turismo


12 febbraio 2010 ore 11:34   di Barbersita  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 440 persone  -  Visualizzazioni: 693

Dopo il disastroso terremoto dello scorso anno,la regione si sta scrollando di dosso le macerie e guarda avanti.La vita ricomincia, complice lo sviluppo del turismo.
Parlare oggi dell'Abruzzo, in particolare della provincia dell'aquila,significa rievocare le immagini di un territorio profondamente ferito,di città sconvolte,di centri storici che hanno visto le loro memorie cancellate nel giro di pochi secondi dal catastrofico terremoto dello scorso aprile.

Ma per gli abitanti di questa straordinaria terrà è già il momento di guardare avanti con speranza e forza di volontà,di pensare alla ricostruzione,di progettare una rinascita che passi anche attraverso la valorizzazione delle tante ricchezze che l'intera provincia ha ancora da offrire.A cominciare dall'offerta turistica e dalle molteplici possibilità messe a disposizione del visitatore: cultura,attività sportive,tradizioni............Ecco alcuni esempi di percorsi: suggerimenti preziosi per un viaggio fuori dall'ordinario,alla scoperta di una terra dal grande cuore e con una straordinaria volontrà di recuperare la normalità e la serenità.


UNA CITTA' FANTASMA. A cominciare,ad esempio,dalla " città perduta " di Aveia,l'attuale FOSSA,che fu fino al IV secolo d.p.il centro più importante della Valle dell'Aterno e che letteralmente scomparve successivamente a tale data.

Nessun resto,nessun documento storico permette di conoscere con certezza i motivi di questa repentina sparizione,attribuibile probabilmente a una cataclisma naturale come un terremoto,un'inondazione o una frana; in ogni caso,un viaggio alla scoperta delle tracce lasciate da questa misteriosa città rappresenta uno straordinario  tuffo nella storia millenaria di questa zona.La prima tappa è quella di Forcona,conosciuta oggi con il nome di CIVITA DI BAGNO,a sud-est della conca aquilana: qui sono visibili i resti ( una torre,il perimetro delle mura e le absidi )della Cattedrale di San Massimo,sede della curia,      riedificata nell'XIsecolo sui ruderi della precedente basilica romana; intorno,il suggestivo scenario dei Monti di Bagno e del Monte Ocre che raggiungono rispettivamente i 2.077 e i 2.204 metri di altitudine.Altra tappa obbligata,nella scoperta della città perduta,è quella legata al culto dei morti: la NECROPOLI DI FOSSA rappresenta un vero e proprio gioiello storico per l'intero territorio.

Lungo il fiume Aterno,nei pressi della località Casale,si estende una vasta area in cui gli scavi archeologici ( iniziati solo nel 1991 ) hanno a tutt'oggi portato alla luce circa 550 sepolture databili in un arco di tempo lunghissimo,di quasi mille anni: dalle più antiche tombe a tumulo della prima età del ferro ( dal IX alla metà dell'VIII a. C. ) delimitate da un circolo di pietre e circondate da una" palizzata" di menhir,si passa così ai tumuli di più piccola dimensione dell'età orientalizzante ( metà del VIII-VII a. C. ) e poi alle ancor più semplici sepolture delletà arcaica ( VI secolo a.C. ).

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