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Segreti Liguri: Alla Scoperta Di Castelbianco


11 aprile 2011 ore 23:17   di acquadalsole77  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 288 persone  -  Visualizzazioni: 505

Perchè a Castelbianco? Per un'incursione in una Liguria meno battuta e meno scontata. E per provare un paio di tavole di quelle che i clienti devono conquistarseli, perchè non gli cascano nel piatto, come accade alla maggioranza degli osti che sulla costa, a Levante quanto a Ponente, sono dediti allo sport di spremere gli ignari turisti.

Si lascia la piana di Albenga e si sale lungo la strada che, fiancheggiando il torrente Pennavaire, porta in Piemonte, a Ormea. Castelbianco ha soltanto 310 abitanti ma è fatta di quattro frazioni. E' uno dei "borghi più belli d'Italia" secondo il riconoscimento conseguito nel 2008: l'aria è buona, i boschi e i sentieri propiziano il trekking, le olive e le ciliegie sono apprezzate. E poi, gloria locale, ci sono ben due ristoranti che meritano la sosta, il Gin e Scola. Dell'Albergo Scola, di recente rinnovato, val la pena di raccontare.


Osteria con quasi novant'anni di onorato servizio, è oggi un confortevole albergo con otto camere, e soprattutto, con un ristorante a far cucina seria e ragionata. Alla terza generazione di osti, gli Scola si dividono fra sala e cucina con evidente passione. Trovare, com'è capitato alla sottoscritta, in un mezzogiorno di fine dicembre in cui ero cliente unica, quattro tipi di pane, focaccia e grissini fragranti di forno è biglietto da visita promettente. La carta, di ampio respiro, e poi i piatti, confermano che qui non si scherza.

Onore agli ortaggi locali, innanzitutto, e occhio di riguardo per le carni del vicino Piemonte: gallina bianca di Saluzzo in "albanella" con pomodori e aceto balsamico, carciofi scottati con passata di cavolfiore e colatura di Blu di Loazzolo, raviolini di ricotta e pecorino di fossa con passato di porri, brasato di reale di vitello, trippa e fagioli e menzione speciale, il coraggio di non avere in carta un solo piatto di pesce. Peccato solo per la carta dei vini, che assomiglia più a una carta dei sogni, più assenze che bottiglie. Ma certo, sapranno provvedere. Menu dei "Classici" 45 euro, alla carta fra 40 e 50.

Segreti Liguri: Alla Scoperta Di Castelbianco

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