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I Viaggi Di Gigi: Assisi (il Ciclo Di Giotto - 1. A Parte)


23 aprile 2011 ore 20:51   di gigioliviero  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 1306 persone  -  Visualizzazioni: 2250

Vorrei concludere il lungo viaggio che abbiamo fatto alla scoperta di Assisi, accompagnandovi a scoprire la bellezza e le curiosità di uno dei cicli pittorici più importanti della storia dell’arte mondiale, quello dei celebri affreschi di Giotto dedicati alla vita di San Francesco, che tappezzano le pareti della Basilica Superiore dedicata al Santo.

Il ciclo segue un percorso temporale, dalla giovinezza di Francesco fino alla sua morte, e si rifà alla "Legenda Major" di San Bonaventura, scritta sulla traccia di quanto tramandato da Tommaso da Celano, il più autorevole biografo di San Francesco, che aveva narrato la sua vita rifacendosi alla vivissima tradizione orale del popolo di Assisi e ai racconti dei confratelli che avevano conosciuto il Santo.


Il grande pittore toscano, appena trentenne, lavorò ai 28 quadri che compongono l’opera dal 1297 al 1299, attuando una vera rivoluzione rispetto alla vecchia tradizione pittorica, nata intorno al IV secolo d.C. e rimasta pressoché immutata fino al '200. Tradizione legata a schemi figurativi prefissati e ripetitivi, dove prevaleva la figura umana quasi sempre avulsa dall'ambiente circostante e dipinta sempre in un piatto schema bidimensionale.
Giotto, viceversa, rende l'immagine plastica e le figure umane vive e passionali, che mostrano gesti naturali e sempre indicativi dell'emozione dei personaggi.

Inserisce poi il paesaggio in maniera reale e tridimensionale, contornando i protagonisti di architetture sontuose e che sembrano emergere dal dipinto. Il risultato finale è stupefacente: non si ammirano più semplici immagini affrescate, ma un panorama immenso e vivo, che annulla letteralmente le dimensioni reali della chiesa, immergendoci, in un magico salto temporale, nella vita e negli ambienti vissuti dal grande Santo. Il tutto in un clima di misticismo dolce e coinvolgente.

Dobbiamo fare un’ultima precisazione. La moderna critica (a parte alcuni estremisti che rinnegano addirittura la paternità di Giotto) è unanime nel riconoscere che non tutti i quadri siano stati dipinti dal maestro, ma dai suoi numerosi allievi. Ciò non toglie che l’impronta generale, quella che rappresenta la vera innovazione della pittura medievale, e cioè, come dicevamo, la “composizione” delle scene, l’umanizzazione dei personaggi e la ricerca (spesso un po’ banale, ma sicuramente rivoluzionaria per l’epoca) della prospettiva ricercata dovunque, sia completamente del grande maestro toscano.

Abbiamo diviso la descrizione degli affreschi in più articoli, dal momento che, come sapete, posso inserire solo cinque foto in ogni articolo.

1. SAN FRANCESCO ONORATO DA UN UOMO SEMPLICE.

I Viaggi Di Gigi: Assisi (il Ciclo Di Giotto - 1. A Parte)

Il ciclo va letto come una vera storia, iniziando da quello accanto all’altare sulla parete sinistra guardando l’entrata della chiesa. Il primo quadro, in realtà, è stato dipinto quasi per ultimo, in massima parte da alcuni allievi di Giotto e rappresenta un episodio raccontato da San Bonaventura nella sua Legenda Major, quello cioè di un uomo semplice che riconosce nel giovane Francesco un futuro santo e in segno di venerazione stende ai suoi piedi un mantello.

2. IL DONO DEL MANTELLO.

I Viaggi Di Gigi: Assisi (il Ciclo Di Giotto - 1. A Parte)

Il secondo quadro, "Il dono del mantello", si rifà, per contenuto, al primo e ripropone il gesto, questa volta, di Francesco che, incontrato un cavaliere di nobile casato, ma povero, non esita a spogliarsi delle sue vesti per coprire l'altro. Si notano subito, in questo affresco, alcuni degli elementi che caratterizzato la rivoluzione pittorica di Giotto. E' nuova l'iconografia, con la dolce espressione del volto di Francesco cui si contrappone la stupita espressione del cavaliere, un prelato, mentre tutto il paesaggio non fa da puro sfondo ai personaggi, ma li avvolge come a partecipare all'azione. Uno spazio scandito da una cittadina su una rupe e un borgo con campanile sull'altro lato.
Persino l'atteggiamento del cavallo non è più una pura immagine inerte, ma, con l'atteggiamento semplice ma reale di brucare, rende ancora più "viva" l'immagine totale del dipinto.

3. IL SOGNO ALLE ARMI.

I Viaggi Di Gigi: Assisi (il Ciclo Di Giotto - 1. A Parte)

Nel terzo quadro, "Il sogno alle armi", San Bonaventura racconta che la notte seguente al dono che abbiamo ammirato nell'affresco precedente, Francesco ebbe in sogno l'immagine di un palazzo magnifico, con dentro moltissime armi segnate da croci. Alla domanda di chi fossero quelle armi, una voce rispose che erano sue e dei suoi cavalieri. Francesco non comprese il significato della risposta, che lo indicava come fondatore di un ordine di coraggiosi difensori della fede, ma, pensando alla gloria terrena, partì per raggiungere in Puglia il condottiero Gualtiero di Brienne.
Anche in questo dipinto emerge lo spessore della scenografia, costituita dal baldacchino in cui dorme il santo e dal sontuoso palazzo sulla destra, la cui architettura sembra farlo letteralmente uscire dalla parete, in una prepotente ricerca di spessore.

4. LA MISSIONE RIFORMATRICE DI FRANCESCO.

I Viaggi Di Gigi: Assisi (il Ciclo Di Giotto - 1. A Parte)

Il quarto affresco si riferisce al famoso episodio della conversione. Recatosi a pregare nella piccola cappella di San Damiano, il giovane sentì il crocefisso pronunciare le famose parole: "Francesco, ripara la mia casa, che come vedi va in rovina". Parole che il futuro santo inizialmente non comprese, fraintendendole come un invito a riparare materialmente le mura della chiesetta molto diroccata. Solo in seguito capirà che la voce intendeva invitarlo a riformare profondamente i valori stessi della Cristianità.
Anche qui si nota subito il desiderio del pittore di avvolgere i personaggi di scenografie e architetture vive e presenti. Così come appare evidente il tentativo di ricreare una prospettiva audace e completamente rivoluzionaria rispetto alla piatta iconografia del passato.

5. LA CONVERSIONE SOCIALE.

I Viaggi Di Gigi: Assisi (il Ciclo Di Giotto - 1. A Parte)

La quinta tavola ricorda il celebre episodio di Francesco che si spoglia delle sue vesti dinanzi al padre e al popolo, rinunciando così a ogni interesse per i beni terreni. E' sicuramente una delle scene più drammatiche, bloccata nell'attimo susseguente a quando il giovane ha manifestato il suo incredibile proposito. Il santo è fermo in un gesto di preghiera, con lo sguardo volto serenamente al cielo, e non denota alcun imbarazzo o pentimento.

Il padre Bernardone ha un moto d'ira violento. Giallo in volto (è la prima volta che un colore denota uno stato d'animo), sembra volersi slanciare contro il figlio, trattenuto dalla severa mole del vescovo alle sue spalle. Tutt'intorno gli astanti, increduli a loro volta, si guardano l'un l'altro, incapaci di comprendere un gesto così insano. Persino i due bambini nell'angolo in basso a sinistra hanno un moto di evidente stupore. E come il solito, il paesaggio, inquadrato questa volta in due costruzioni che sembrano contrapporsi come i due gruppi di personaggi, sembra partecipare al dramma con la sua singolare prospettiva.

Per adesso è tutto. Vorrei ricordarvi, come il solito, che le scene di tutti i filmati che abbiamo realizzato ad Assisi sono su You Tube, dove li troverete nella nostra sezione "FILMCARDS: ASSISI".

Invito sempre, poi, i possessori di iPhone e iPad a scaricare da App Store l’applicazione che abbiamo dedicato proprio a Assisi. Essa offre la visita a tutti i più importanti luoghi della città, centinaia di foto originali, 80’ di filmati, l’audioguida della Basilica, l’elenco di alberghi e ristoranti e tutte le informazioni turistiche. Il tutto supportato da precisi punti GPS e un comodo navigatore.
Un modo, vi assicuro, molto completo e comodo per visitare tutta la città senza muoversi da casa.

Sul sito www.filmcards.it, infine, potrete scoprire tutte le guide già disponibili (Todi, Orvieto, Capri, Ischia, Roma Antica, Assisi, Iran, Uzbekistan, Palermo e un promo gratuito "ANTEPRIME"). Mi raccomando i vostri giudizi e le vostre critiche…

(gigi.oliviero09@gmail.com – www.filmcards.it)

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