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I Viaggi Di Gigi: Iran (i Luoghi Archeologici)


4 aprile 2011 ore 13:49   di gigioliviero  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 1190 persone  -  Visualizzazioni: 2203

Il nostro viaggio in Iran continua. E questa volta voliamo davvero lontano nel tempo e nella storia. Ci sono molti paesi al mondo che possono vantare straordinarie testimonianze archeologiche del loro passato, ma sicuramente l'Iran è uno dei pochissimi che possano paragonarsi, come importanza, alla grande storia dei popoli del Mediterraneo. Possiede oltre 250.000 siti archeologici, alcuni dei quali di importanza e bellezza eccezionale, che risalgono addirittura a parecchi secoli prima dell’espansione del mondo romano.

I più celebri si trovano nella zona di Shiraz, nel centro del Paese. Molto interessante, ad esempio, è Bishapur, un'antica città, che ci porta inevitabilmente a parlare dello scontro fra il mondo persiano e quello romano. Anche se in questo caso non assistiamo al trionfo del mitico popolo degli imperatori, bensì a una loro disfatta. La città era una città imperiale sasanide, che (come rileva un'iscrizione del 266 d.C.), fu costruita dal re Shapur dopo la sua vittoria sull'imperatore Valeriano.


Shapur costruì un grande centro urbano, circondato da mura costellate ovunque di grandi torri circolari, capace di ospitare, sembra, 80.000 persone. I recenti scavi hanno messo in luce una serie di edifici sontuosi, che comprendono una struttura dotata di una massiccia Sala delle Udienze a pianta cruciforme, e di grandi sale accessorie abbellite da splendidi mosaici policromi e pitture murali.

Troviamo poi la residenza privata dell'imperatore, un tempio a pianta quadrata e addirittura una lussuosa residenza per il prigioniero più importante, lo stesso Valeriano. Il tutto era valorizzato da preziosi mosaici (oggi conservati al museo di Teheran) che rappresentavano scene di corte, con donne e uomini seduti su morbidi cuscini, musicanti, scene di ballo e scene della famiglia reale. Una città modernissima, per l’epoca, dove sono tornati alla luce addirittura impianti fognari e canali per l'acqua di un'efficienza straordinaria.

Nei pressi della città, il fiume Shapur scorre in una stretta gola, con pareti rocciose verticali. E qui, secondo le loro abitudini, i re sasanidi incisero sei grandi rilievi commemorativi, tesi naturalmente a glorificare l'impero e la persona del re. Ecco allora la sottomissione dei capi sconfitti, da Filippo l'Arabo a Gordiano III, fino all'umiliazione dell'imperatore Valeriano che, come narra la leggenda, dopo essere stato sconfitto per mano del re, fu obbligato ad inginocchiarsi davanti a lui per fargli da piedistallo quando questi voleva salire a cavallo.

I Viaggi Di Gigi: Iran (i Luoghi Archeologici)

Sempre nei pressi di Shiraz dovremo poi visitare la più celebre e suggestiva tomba di tutto l'Iran. Sto parlando del Mausoleo di Ciro il Grande, a Pasargade, che sorge all'ingresso di quella che fu la meravigliosa città voluta dal celebre monarca nella metà del VI sec. A.C. Si tratta di un solenne e semplice cubo di pietra, che al tramonto assume un aspetto suggestivo e nobile, e che mostra tutto il simbolismo voluto dai suoi costruttori per esaltare la memoria e la dignità del grande re.

Intorno, lunghi scavi stanno riportando alla luce l'antica e sicuramente meravigliosa città, i cui resti riaffiorano dalle memorie del passato facendoci immaginare come potesse essere la città di un Re dei Re.

I Viaggi Di Gigi: Iran (i Luoghi Archeologici)

Un altro dei grandi luoghi archeologici iraniani è Naqhsh-è-Rostam, una spettacolare necropoli reale achemenide, dove sono conservate le spoglie di quattro grandi imperatori persiani: Dario il Grande, Dario II, Serse e Artaserse, vissuti nel VI-V sec. A.C.
Le tombe sono scavate completamente nella montagna e appaiono immense, come grandi aquile con le ali spiegate. Le facciate sono ricoperte di decorazioni e iscrizioni, in cui campeggiano le immagini dei sovrani in adorazione degli altari del fuoco di Ahuramazda, il simbolo della religione zoroastriana, sostenuti, come di consueto, dai rappresentanti delle nazioni soggette all'impero.

I Viaggi Di Gigi: Iran (i Luoghi Archeologici)

Il più celebre sito archeologico del paese lo incontriamo sempre a poca distanza da Shiraz, ed è un luogo che da solo evoca leggenda e grande storia: Persepolis,
Si tratta della prima mitica capitale dei re achemenidi, voluta, sempre nella metà del VI sec. A.C., da Dario I il Grande, ed è la testimonianza più spettacolare di cosa intendessero gli imperatori persiani per luogo di dimora e rappresentanza.
La città era di uno splendore senza pari. Posta su un altopiano, era circondata da mura alte dieci metri e raggiungibile tramite un'immensa scalinata, ancor oggi perfettamente conservata.

La prima immagine che ci accoglie è quella della maestosa Porta delle Nazioni, le cui colossali dimensioni danno subito l'idea della straordinaria grandezza che doveva colpire chiunque la visitasse; palazzi, sale, archi e colonne senza fine, il tutto in una grandiosità di dimensioni e colori da lasciare senza fiato. Ecco allora le grandi porte, gli infiniti rilievi murari che descrivono la vita del palazzo e del re, con accuratezze di dettagli che ce li mostrano come un grande libro fotografico sul passato.

La città era di uno sfarzo incredibile. Colonne e capitelli erano dipinti in colori vivaci. Dappertutto legno, tappeti, pesanti tende tessute in oro, vesti sontuose, profumi sparsi in ogni ambiente. Il re teneva le udeinze nell’immensa Apadana, mentre il Palazzo di Dario, quello di Serse, la Sala delle 100 Colonne continuano a testimoniarci di un’epoca mitica e quasi leggendaria. Sullo sfondo spicca poi un'immensa tomba reale scolpita nella montagna, mentre centinaia di altri reperti che fanno di questo luogo uno dei siti archeologici più importanti e spettacolari del mondo.

I Viaggi Di Gigi: Iran (i Luoghi Archeologici)

Tutto fa pensare che questa favolosa residenza fosse destinata a cerimonie incentrate sulla venerazione dell'imperatore da parte di nobili e funzionari che, pur governando paesi lontani, non esitavano a mostrare la loro lealtà verso l'imperatore centrale. Possiamo quindi immaginare la vita che doveva scorrere dentro queste mura, i sontuosi ricevimenti, le grandi udienze, soprattutto all'arrivo dei delegati delle 28 nazioni vassalle della Persia, che portavano periodicamente tributi e offerte al sovrano.

Purtroppo tutto questo splendore terminò un triste giorno del 331 a.C:, quando Alessandro Magno riuscì a conquistarla, demolendo in pochi mesi un impero che da secoli sembrava indistruttibile. La città, si dice, possedeva la più grande biblioteca del mondo antico, che fu per fortuna preservata dallo stesso conquistatore, che fece tradurre in greco tutti i suoi volumi. Poi iniziò la sistematica depredazione: secondo Plutarco Alessandro utilizzò 10.000 muli e 5.000 cammelli per trafugare le immense ricchezze trovate.

Quindi, con un atto che sconcerta ancor oggi gli storiografi, il grande condottiero ordinò di distruggere la città col fuoco, appiccando, sembra, per primo le fiamme. La motivazione ufficiale fu la vendetta, voluta per punire la profanazione di Serse, che proprio col fuoco aveva distrutto l'acropoli di Atene molti anni prima. Diodoro Siculo, però, uno storico contemporaneo di Augusto, ci racconta che il condottiero, ubriaco, fu istigato al folle gesto dal desideri di una donna dai costumi non proprio irreprensibili, Taide, ricordata persino da Dante nella sua Commedia. Triste fine per la città dei Re dei Re, fatta scomparire dal capriccio di una cortigiana.

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