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I Viaggi Di Gigi: Iran (1. A Parte)


3 aprile 2011 ore 00:44   di gigioliviero  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 689 persone  -  Visualizzazioni: 1256

Bene, ragazzi, è ora di partire! Volevo cominciare con questi primi appunti una serie di consigli di viaggio credo diversi dal solito. Vorrei cioè portarvi in paesi che comunemente il turista occidentale guarda con sospetto, se non proprio con paura. Vedrete che forse vi farà cambiare idea…

E allora cominciamo alla grande e andiamo in Iran! In Iran, direte, ma sei matto? Beh io non reagii così quando un simpatico architetto genovese, che avevo conosciuto da poco, Stefano Carbone, mi propose di andare proprio in Persia, per riprendere i segretissimi riti zoroastriani che si svolgono ogni anno nel deserto di Yazd. Come ho fatto sempre nella mia vita non ebbi il minimo dubbio, né tantomeno paura e accettai immediatamente. E feci bene, perché quel viaggio si sarebbe trasformato in una delle più belle esperienza della mia vita.


All’inizio non fu proprio facilissimo. Ci vollero alcuni mesi per ottenere i permessi e quando giungemmo La settimana dopo, in effetti, riuscimmo a partire con l’Iran Air (con un aereo che purtroppo è precipitato proprio sei mesi fa, ma non ci pensiamo, e andiamo avanti).
All’aeroporto di Tehran la prima, piacevole sorpresa. Troviamo ad accoglierci la guida, un bel ragazzo che parlava un perfetto francese e altri 4 accompagnatori! Un autista per la nostra Nissan Patrol, altri due su un’altra fuoristrada che ci avrebbe seguito come… riserva, in caso di emergenza, e una terza macchina con autista carica di tende e cucina da campo. Caspita, che accoglienza! Capimmo subito che non ci saremmo annoiati…

I Viaggi Di Gigi: Iran (1. A Parte)

In effetti i venti giorni passati assieme furono faticosissimi, ma memorabili. Facevamo 3-400 Km al giorno in fuoristrada, visitando tutti i luoghi artistici e archeologici più importanti: Isfahan, Shiraz, Yazd, Pasargade, Persepoli, facendo riprese davvero bellissime.
Inutile dire che, col guazzabuglio di lingue che ci dividevano all’inizio ci fu un po’ di imbarazzo, ma dopo pochi giorni, magari mangiando addirittura gli spaghetti dentro un caravanserraglio nel deserto, riuscivamo persino a raccontarci le barzellette…

Insomma un’esperienza incredibile che, se volete, vi racconterò. Prima però, vorrei parlarvi del Paese. L’Iran è un paese immenso caratterizzato da un grande altopiano circondato da tre catene montuose. E’ per lo più desertico, ma il clima è molto temperato, con poca umidità e, considerando l’altezza media, molto mite, salvo ovviamente che in pieno inverno o in piena estate.

I Viaggi Di Gigi: Iran (1. A Parte)

Programmarvi un viaggio, oggi, può sembrare audace, vista la difficile situazione internazionale, eppure, paradossalmente, forse è questo il periodo migliore per andarci. La gente è molto ospitale e accoglierà sempre con molta cordialità i turisti stranieri, ai quali, naturalmente, è solo richiesto di rispettare, con discrezione, le loro usanze.
E’ naturalmente sconsigliato organizzare il viaggio da soli, anche per le numerose difficoltà logistiche e burocratiche che questo comporta. La cosa migliore è affidarsi alla competenza e perfetta organizzazione dell’AITO, il più importante tour operator iraniano. Contattandola sul loro sito si avranno tutte le informazioni utili per ottenere i visti e programmare il viaggio. D’altronde mi diceva Reza, il direttore dell’Agenzia che se oggi una zanzara punge un turista, paradossalmente lo viene a sapere tutto il mondo.

Quindi il turista viene accolto davvero come un re, guardato con curiosità (sempre molto contenuta, per il pudore innato di questa gente) ma con assoluto senso di ospitalità, che da sempre questo popolo considera un vanto, oltre che un obbligo.
La gente del posto, quindi, soprattutto nei piccoli paesi, dove spesso gli abitanti non hanno mai visto un turista, ci accoglierà come ospiti di riguardo, riservandoci le attenzioni dovute a persone molto importanti.
Non ci meraviglieremo quindi se saremo invitati in case apparentemente poverissime, dove però troveremo, di solito, su meravigliosi tappeti (l'unica ricchezza locale) un'abbondanza di cibi incredibili. L'ospitalità è una tradizione sacra da queste parti e dividere con l'ospite le poche cose che si possono offrire è una gioia e un vanto per tutti.

I Viaggi Di Gigi: Iran (1. A Parte)

Naturalmente non dovremo mai dimenticare alcune regole che fanno parte del costume profondo di questo popolo. Le donne straniere dovranno tenere un abbigliamento abbastanza castigato per le nostre abitudini, che in pratica copra tutto il corpo, tranne mani e viso. E' obbligatorio indossare sul capo un foulard, o almeno un fazzoletto, che copra alla meglio i capelli, e tenere un comportamento che non offenda, per spregiudicatezza, e soprattutto nei rapporti con gli uomini, la moralità corrente del Paese.

Gli uomini dovranno astenersi dal parlare con le donne (assolutamente vietato dar loro la mano) ed evitare ogni situazione che possa mettere in imbarazzo gli interlocutori e gli eventuali accompagnatori.
Saremo spesso tentati di socializzare più del consentito, vedendo l’inevitabile, anche se pudica, curiosità della gente che ci circonderà sempre con grandi sorrisi, ma dovremo sempre ricordarci che siamo ospiti di un mondo molto diverso dal nostro.
Se accettate queste semplici regole, vi troverete a vivere un'esperienza assolutamente unica, con gente che vi accoglierà sempre con un sorriso e la grande voglia di farsi accettate come amici, quasi a far dimenticare l’inquietante immagine che, probabilmente a torto, ha il Paese ai suoi occhi.

I Viaggi Di Gigi: Iran (1. A Parte)

Dappertutto non incontreremo praticamente delinquenza. Quindi dimentichiamoci questuanti per strada, scippatori e comunque i normali pericoli che impongono, in occidente, di guardarsi attorno con sospetto. Potrete girare con documenti e soldi senza temere che qualcuno tenti di rubarveli e, per quel che riguarda le paure di sequestri e attentati, ricordiamo che non si ricorda in Iran, da decenni, un solo caso di sequestro o un semplice inconveniente a un turista.

I Viaggi Di Gigi: Iran (1. A Parte)

Malgrado questo, però, è assolutamente consigliabile affidarsi sempre agli accompagnatori che vi guideranno (di solito parlano un discreto inglese) ed evitate di andare in giro e di entrare in luoghi pubblici e religiosi senza avvertirli (ricordatevi comunque di togliervi sempre le scarpe entrando nelle case e nei luoghi religiosi).
E’ infine naturalmente sconsigliato (come verrebbe istintivo) aprire discorsi politici o esprimere giudizi sul paese, soprattutto se negativi. Mettereste in forte imbarazzo le vostre guide.

A proposito, dimenticavo di parlarvi di Stefano, il mio amico accompagnatore. Una persona che dire straordinaria è poco. Colto, simpatico, dotato di un carattere raro, carico di saggezza e tolleranza e, per di più, dotato del dono divino di saper risolvere qualsiasi problema. Una specie di Leonardo da Vinci della nostra epoca, che con naturalezza, inforcando i suoi occhialini e il suo mozzicone di toscano in bocca, saprà sempre cavarvi d’impacio. Vi racconterà spesso dei suoi miracolosi salvataggi in altri nostri viaggi (Oman, Zanzibar, Uzbekistan), ma anche in Iran riuscì a stuirmi, ad esempio smontandomi nella camera d’albergo di Tehran un monitor che era partito. Quando lo vidi smontato impallidii, e lui, tranquillo, di disse di andare al bar. Cosa che feci (e peccato che gli alcolici sono proprio proibiti anche per gli stranieri…), per vedermelo arrivare mezz’ora dopo col monito in mano. Rimontato e soprattutto… acceso. Credetemi, un mito!

Bene, nelle prossime “letterine” inizierà a raccontarvi gli straordinari luoghi che ho conosciuto nel mio viaggio. Un viaggio che potrete, se volete, fare anche voi (se avete un iPhone) scaricandovi l’applicazione della FILMCARDS sull’Iran presente su App Store, dove, oltre a notizie e infinite foto, potrete guardarvi un’ora dei filmati che girammo all’epoca, conoscendo e visitando il paese anche se non avrete mai il coraggio di andarci. E, secondo me, fareste molto male…

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Commenti

 

Complimenti da parte della redazione: i suoi articoli sono magnifici: è un vero piacere ospitarli qui. Davvero bravo.

Inserito 3 aprile 2011 ore 10:22
 

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