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I Viaggi Di Gigi: Nascita Di Un Regista (2. A Parte: Capri)


2 aprile 2011 ore 21:19   di gigioliviero  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 629 persone  -  Visualizzazioni: 1100

Vogliamo continuare con i ricordi? Spesso quelli sono un po’ tristi, ma, secondo me, possono diventare molto intriganti e addirittura molto interessanti per chi, non avendo vissuto quei momenti, ne provi comunque una curiosità.
Torniamo allora nei primi anni ’50 e riprendiamo a seguire la carriera nascente di grande musicista che si apprestava a vivere mio padre Nino.

Proprio grazie al suo immenso talento musicale, dalla prima Topolino (pure accolta da me e mia madre come una Rolls Royce!), mio padre aveva fatto rapidamente carriera, e io avevo imparato presto a capire il crescere del benessere della nostra famiglia dalle automobili che ogni tanto venivano sostituite: una 500 giardinetta, poi una 1100. Per passare poi a un'ampia 1400, fino ad entrare nell'epoca delle Alfa Romeo: la Giulietta berlina, la guizzante Giulietta sprint, l'Alfa GT, fino al 2600 sprint e ad una vera chicca: una fiammante Alfa Romeo Montreal 6 cilindri, giallo metallizzato. Una vera fuoriclasse per l'epoca.


Coi soldini guadagnati con i diritti d'autore delle prime canzoni, avevamo lentamente salito i gradini sociali ed economici del tempo. Così, dalla piccola stanzetta di Via Cola di Rienzo ci eravamo trasferiti in un appartamentino sull'Appia, per poi traslocare in una casa più bella, in Via Tigrè, al Nomentano.
Era una bella casa con un terrazzo arioso e luminoso, che a me sembrava una reggia. C'era un lungo corridoio a elle che io avevo trasformato idealmente in un lungo fiume, che percorrevo su una piccola macchina a pedali, immaginandomi fin da allora che fosse una barca: io non “giravo”, io “viravo”, non “parcheggiavo”, ma “ormeggiavo”. Il mare ce l'avevo già nel sangue e mi avrebbe accompagnato tutta la vita.

D'altronde io a mare ci avevo vissuto fin da quando ero in fasce. I miei, infatti, erano di casa a Capri, dove avevamo tutta l'estate una casetta in affitto accanto al Quisisana. Era la mitica Capri degli anni '50, ritrovo preferito di reali, attori, vip di ogni genere.
Io, come mi raccontarono i miei, ci sbarcai ad appena un anno e, incurante del terribile mal di mare che prese passeggeri ed equipaggio del microscopico traghetto che ci portava lentamente sull’isola, non provavo quella orribile esperienza del mal di mare che, forse anche grazie a quelle esperienze, è sempre stata per me una sensazione sconosciuta.

I Viaggi Di Gigi: Nascita Di Un Regista (2. A Parte: Capri)

La conoscevano molto bene i miei, invece, che (come racconta una leggenda familiare) stettero così male che si dimenticarono completamente di me all’arrivo, ritrovandomi, dopo un’ora di comprensibile disperazione, in Piazzetta (ovvio luogo di passaggio di tutti quelli che transitavano sull’isola), in braccio a una signora che mi aveva trovato depositato su un sedile, e che andava cercando di chi era “chella creatura”…

Pochi anni dopo, diciamo quando avevo 7-8 anni, io la villeggiatura nell’isola la vivevo come un sogno, accompagnato da un padre già famoso, che frequentava persone che sarebbero diventate anche loro molto celebri: Roberto Murolo, Van Wood, un simpatico musicista olandese trapiantato a Napoli, che aveva un divertente complesso e cantava solo canzoni napoletane intonate con un accento da straniero di irresistibile ilarità. Fino a Renato Carosone, un altro splendido musicista destinato ad una grande carriera che lanciò alla grande "Giuvanne cu 'a chitarra" un altro pezzo simpatico che papà scrisse con un suo grande amico, Stefano Canzio, regista di successo e persona colta e molto simpatica (all'epoca era celebre la battuta a doppio senso di papà che diceva: "Giuvanne cu 'a chitarra", musica di Oliviero e testo di Canzio…").

C'era poi un ragazzino caprese che ne avrebbe fatto di successo, Peppino Di Capri, e uno stormo infinito di artisti o pseudo artisti. Ne ricordo uno con simpatia, si faceva chiamare "Scarola" (chissà perché…) e girava per la piazzetta vestito alla caprese doc, cioè pantaloni coloratissimi, camicia a righe, sandali ai piedi, una gran sciarpa al collo e un berretto altrettanto colorato. Era un "posteggiatore" come si dice oggi, o forse un menestrello dell'epoca, famosissimo sull'isola, e adorato dai vip stranieri, cui dedicava indimenticabili serate al chiaro di luna, cantando "Voce 'e notte" e "Luna caprese", Conosceva ben poco la musica, ma sapeva trasmettere, nella sua semplicità, un'atmosfera davvero indimenticabile.

Ecco, di Capri ho questi lontani ricordi, ancora colorati e indelebili. Le passeggiate a piedi, gli incontri con gli amici di papà, l'odore dell'isola, un misto di mare, fiori e un qualcos'altro che possiede solo lei.
E poi la carrozzella, su cui salivo, sempre accanto al vetturino, col mio mottarello in mano (il più famoso gelato dell'epoca) per andare lentamente a fare una passeggiata ad Anacapri.

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E poi le mitiche FIAT 1400, coloratissime macchine scoperte che per decenni hanno rappresentato una delle iconografia dell'isola. Io naturalmente mi ero creato il piccolo gruppo di amici, con in testa una serie di cugini di mamma, appartenenti ad una famiglia nota a Napoli, i Pepino, che erano i più importanti profumieri della città, con decine di negozi, fra cui appunto uno sull'isola. Con loro andavamo a mare, ai bagni di Tiberio, uno stabilimento composto di palafitte aggrappate alla scogliera, cui si poteva arrivare solo via mare, prendendo un barcone al porto. Erano venti minuti di traversata, che io mi godevo seduto a prua, con le gambe penzoloni bagnate dagli schizzi della prua. Una sensazione meravigliosa di semplice libertà.
E' ai Bagni di Tiberio che una mia zia, Rita, mi insegnò a nuotare praticamente in fasce. Il fondale scendeva a picco già dalla spiaggia e se non imparavi presto a stare a galla eri perduto.

Che profumi aveva quel mare allora. Certo era per l'età che ne ho un ricordo così vivo, ma il profumo della salsedine, unito a quello delle alghe che potevi contare, tanta era la trasparenza del mare sotto i pontili di legno, era davvero inebriante. E infine i sapori del cibo, gustato sempre su un tavolato sull'acqua, e che mi hanno convinto fin da allora che la cucina napoletana è la migliore del mondo.
Mangiavamo spaghetti con le cozze e le vongole, conditi con quei meravigliosi pomodorini che solo a Napoli possono crescere, le alici dorate e fritte, il più buon pesce della Terra, le melanzane alla parmigiana, le zucchine alla “scapece”, i peperoni al gratin. Fino al momento più atteso, il gelato bevuto con la gazzosa o l’orzata. Insomma, una goduria senza fine.

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Oggi, dicono tutti quelli che l'hanno conosciuta bene, Capri non è più quella di una volta, e forse è vero. Come è vero che tutte le cose belle che ci hanno accompagnato da giovanissimi, oggi non sono più le stesse. Una verità abbastanza deprimente ma che sembra regolare da sempre la vita degli uomini.
Pensate che una celebre canzone napoletana, "Tiempe belle 'e na vota" parla proprio del tempo passato e di quanto fosse meglio di quello attuale. Sembra banale, se non fosse che la canzone fu scritta nel 1916… E' stato e sarà sempre così…

I Viaggi Di Gigi: Nascita Di Un Regista (2. A Parte: Capri)

Ci sono stato di nuovo a Capri, poco tempo fa, ospite proprio del mio cuginetto-fratellino Lucio che mi ha ospitato in occasione delle riprese che dovevo fare per un’altra delle applicazioni turistiche che stavo realizzando per l’App Store di Apple (il mio progetto “Filmcards”) Erano anni che non ci andavo e l'ho percorsa a piedi per tre giorni. Per lavorare, ma anche per ricordare tante cose belle di un tempo.
Le carrozzelle non ci sono più, e anche il vecchio, buonissimo "mottarello" è un nome dimenticato come gelato. Sono rimasti i vecchi pulmini, ma le mitiche 1400 FIAT sono state sostituite da orribili Nissan bianche e anonime.

C'è sempre la solita funicolare, la Piazzetta mi sembra sempre quella di allora, come il Quisisana e i Faraglioni. E c'è sempre quell'ondata inarrestabile di turisti fai da te che arrivano la mattina presto, invadono bar e funicolare e visitano la loro Capri con gli occhi e la bocca aperte per lo stupore e il semplice fatto di esserci, spendendo il doppio di quello che costa visitare i Musei Vaticani per riuscire a entrare per dieci minuti nella Grotta Azzurra e raggiungendo a piedi il belvedere di Tragara. Ma solo perché i Faraglioni vanno visti almeno una volta nella vita, e Via Camerelle è la strada più famosa dell'isola (e soprattutto l'unica in pianura…). E basta.

Senza curarsi molto delle notizie di cronaca che raccontano di betoniere che scaricano in mare (proprio accanto alla grotta Azzurra, ma solo perché è l'unico posto dove la strada lo permette) i liquami organici di qualche albergo, oppure del proprietario dei Bagni di Tiberio (sì, proprio quello dove la mattina arrivavo felice a farmi il bagno sulla prua del mio barcone) pescato dai carabinieri a gettare da una barca in mare le bottiglie vuote del suo ristorante, debitamente frantumate sulle rocce per farle affondare senza problemi… Un signore che si è candidamente giustificato dicendo che lo faceva per creare dei giochi per i bambini. Incredibile!

I Viaggi Di Gigi: Nascita Di Un Regista (2. A Parte: Capri)

E pensare che molti anni fa io entrai nella mitica Grotta… sott’acqua. Sì, proprio con le bombole, attraverso il grande foro sommerso che sta pochi metri sotto l’ingresso e che, rifrangendo da sottacqua la luce all’interno, crea quella magica luce blu celebre in tutto il mondo. All’epoca lo si poteva ancora fare e fu davvero un’emozione vedere le facce dei turisti sulle barchette che mi guardavano, uno strano essere acquatico completamente azzurro! Per la cronaca la grotta è profonda circa

Sono tornato dal mio breve lavoro a Capri con un pizzico di tristezza, quella che ti danno sempre i ricordi più belli. Ma anche con ancora negli occhi i meravigliosi scorci che l'isola, senza pudore, ancora offre, come i profumi e la sua straordinaria sensualità. Forse le uniche cose che qui non costino uno sproposito…

Prima di salire sull’aliscafo ho dato un’ultima occhiata ai moderni taxi e per un attimo mi è sembrato di veder passare, sullo sfondo del porto una meravigliosa Fiat rossa aperta guidata da Gennaro, un omone con i baffi e la battuta pronta che aveva portato in giro Charlie Chaplin e Liz Taylor, ma che restava sempre allucinato a vedere il suo macchinone invaso da noi ragazzini urlanti che, mentre ci portava a fare il bagno di notte a Marina Piccola, gli rompevano i timpani con un mangiadischi portatile a 45 giri, cantando, insieme a Mina "Renato, Renato, Renato…" e " Tintarella di Luna".

A proposito, se avete un iPhone e volete sapere e vedere tutto di Capri, potete scaricare l’omonima applicazione della Filmcards su App Store. Potrete davvero visitarla senza uscire di casa.

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