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I Viaggi Di Gigi: Orvieto (il Duomo)


25 aprile 2011 ore 20:16   di gigioliviero  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 1127 persone  -  Visualizzazioni: 2227

Riprendiamo la visita a Orvieto, la meravigliosa città umbra che possiede, oltre ad una storia antichissima, risalente addirittura agli Etruschi, che la edificarono sull’immensa rocca che sorge come un’isola dalla campagna umbra, chiamandola “Velzna”, e che ci mostra straordinari monumenti e opere artistiche di eccezionale valore.

Il cuore della città è Piazza Duomo, uno spazio di straordinaria bellezza, delimitata da una schiera di bassi edifici medievali (le casette dei Canonici) ai cui lati si eleva la Torre di Maurizio, così detta per l'automa di bronzo che fu posto alla sua sommità nel 1349, per scandire, con i battiti della campana, i tempi di lavoro e di riposo del cantiere del Duomo.


La piazza è chiusa da una serie di bei palazzi, fra cui Palazzo Faina, oggi sede di uno splendido museo archeoloogico, Palazzo Soliano e Palazzo dell'Opera del Duomo, sede di un altro importante museo cittadino, quello dedicato al grande artista Emilio Greco che si legò alla città scolpendo le portge del Duomo.

I Viaggi Di Gigi: Orvieto (il Duomo)

Quello che riempie lo sguardo è la straordinaria facciata del Duomo, uno dei più spettacolari e splendidi templi della cristianità e nel frattempo una delle più alte espressioni dell'architettura gotica italiana.

Iniziato nel 1290, fu un altro grande architetto, Lorenzo Maitani, a riprendere i lavori nel 1310. Il Maitani rafforzò con speroni e archi rampanti la struttura che appariva instabile, iniziò la nuova Tribuna, che sostituirà la primitiva abside e soprattutto concepì la spettacolare facciata tricuspidata che, nei secoli, acquisterà uno splendore abbagliante e unico.

Il Duomo di Orvieto è stato visitato e arricchito, nei secoli, dai più grandi artisti del tempo, da Andrea Orcagna ad Antonio da Sangallo, da Carlo Maderno a Emilio Greco, che ha praticamente suggellato l'opera nei moderni anni '60, fondendo le splendide imposte bronzee del portone centrale. Il risultato che si ammira oggi è di un'emozione e una suggestione davvero uniche.

La grande facciata, che si intravede da ogni angolo della città, esplode in tutto il suo splendore solo all'ingresso nella piazza dalle piccole stradine che vi conducono, e che sembrano volerlo nascondere alla vista globale fino alla sua completa apparizione. La sua visione rappresenta da sola un immenso museo di storia e cultura, una sintesi straordinaria delle maggiori arti figurative: architettura, scultura, pittura.

Grandi edicole e nicchie accolgono le statue dei profeti e degli apostoli, quattro grandi pilastri fra i portali sono rivestiti di splendidi rilievi ispirati alle Sacre Scritture. Tutta l'opera architettonica e scultorea è poi arricchita da immensi mosaici, ispirati a scene sacre e risplendenti di colori e di oro che, soprattutto al tramonto, rendono l'immagine complessiva un quadro di emozionante e struggente bellezza.

I Viaggi Di Gigi: Orvieto (il Duomo)

Lo spettacolo prosegue all'interno, diviso in tre grandi navate e arricchito con preziose opere d'arte, a cominciare dai sontuosi affreschi dell'abside, opera di Ugolino di Prete Ilario, che illustrano le storie di Maria.

I Viaggi Di Gigi: Orvieto (il Duomo)

All'inizio della navata sinistra spicca un bellissimo affresco di Gentile da Fabriano del 1425, una Madonna col Bambino, impreziosita dall'immagine eterea di un angelo che sembra fatto di puro spirito.

I Viaggi Di Gigi: Orvieto (il Duomo)

L'angolo più importante e spettacolare del Duomo è sicuramente la Cappella di San Brizio, i cui affreschi si devono inizialmente al Beato Angelico, nella metà del 1500. L'artista iniziò la sua opera dalla volta della seconda campata con la splendida figura del Cristo Giudice e la Vela dei Profeti, ma subito dopo, il 28 settembre 1447, il lavoro venne sospeso definitivamente per ragioni ancora sconosciute.

Fu Luca Signorelli a realizzare il compimento, nella Cappella Nuova, della tradizione decorativa ad affresco quattrocentesca. Il lavoro del Signorelli durò cinque anni, dal 1499 al 1504, a cavallo di due secoli e di due tradizioni estetiche, mentre al mutamento del panorama artistico dell'Italia Centrale si accompagnava il progressivo trasferimento del potere politico dalla Firenze Medicea alla Roma Papale.

I Viaggi Di Gigi: Orvieto (il Duomo)

Il risultato è una delle più splendide opere pittoriche della storia dell'arte, un capolavoro immenso di fantasia, plasticità, dinamismo spesso modernissimo per l'epoca, che, racconta una leggenda, attirò persino il grande Michelangelo che, si racconta, venisse qui in incognito ad ammirare e "studiare" l'arte del grande maestro fiorentino prima di accingersi alla mastodontica impresa della Sistina.
In probabile successione vennero illustrate le "Storie dell'Anticristo", il "Finimondo", la "Resurrezione della carne", i "Dannati", gli "Eletti", il "Paradiso" e l'"Inferno".

Oggi la Cappella Nuova è di nuovo aperta ai visitatori, dopo i lavori di restauro che hanno interessato le strutture architettoniche e gli interventi sulla pellicola pittorica, e appare così in una scenografia rigenerata. Un sistema di illuminazione diffusa dal basso produce una sensazione insolita di distacco dalla realtà e induce una riflessione profonda che dalla bellezza della rappresentazione si traspone a itinerario dello spirito.

L'ultima cappella a sinistr(detta del Corporale) conserva un celebre reliquiario, capolavoro dell'oreficeria italiana, con il corporale macchiato del sangue che sgorgò dal Pane Benedetto mentre un prete boemo celebrava la Messa nella Basilica di S. Cristina a Bolsena. A seguito del Miracolo, subito venne informato il pontefice Urbano IV che accorse da Orvieto, con un lungo seguito, a vedere il sangue sul corporale e sulle pietre, ancora oggi conservate nella Basilica di Santa Cristina a Bolsena.

La Cappella del Ss. Corporale fu costruita per custodire la reliquia del Miracolo di Bolsena intorno al 1350, nel periodo in cui era capomastro Andrea Pisano.

La storia del miracolo è stata impressa nella cappella come un racconto filmato nel ciclo degli affreschi, di Ugolino di Prete Ilario, e nel celebre reliquiario in smalti ed oro di Ugolino di Vieri, capolavoro dell'oreficeria italiana, che custodisce il miracolo.

Nel prossimo articolo concluderemo il nostro viaggio a Orvieto visitando le altre bellissime chiese. Se nel frattempo voleste visionare i nostri filmati della città, potete andare sul sito “FILMCARDS” di You Tube, oppure (se avete iPhone o iPad) scaricare da App Store l’applicazione dedicata, appunto, alla città (cercate FILMCARDS – ORVIETO), comprendente centinaia di pagine di testi e foto e oltre un’ora di splendidi filmati originali.

(gigi.oliviero09@gmail.com – www.filmcards.it)

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