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I Viaggi Di Gigi: Pompei (visita La Città 3: Dalla Casa Del Fauno Al Castellum Aquae)


16 aprile 2011 ore 12:52   di gigioliviero  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 2388 persone  -  Visualizzazioni: 3995

Il nostro viaggio alla scoperta delle meraviglie di Pompei prosegue in una delle zone più importanti della città, dove scopriremo alcune fra le case più celebri, come quelle del Fauno, dei Vettii, degli Amorini Dorati, fino al Castellum Aquae che ci mostrerà come era approvvigionata d’acqua la città.

Vorrei ancora ricordarvi che questa nostra breve guida è studiata in modo da farvi conoscere, con un solo itinerario, tutti i luoghi più importanti, che possono essere facilmente saltati dal visitatore che non conosca la città o non disponga di una buona guida.



Una delle case sicuramente più celebri della città è la Casa del Fauno, una dimora grandissima e all'epoca sicuramente di una sontuosità rara, che fu costruita intorno al II sec. a.C., su una superficie di oltre 3000 mq., arricchita da un immenso giardino, che sembra appartenesse a Publio Silla, nipote del dittatore che conquistò la città.

I Viaggi Di Gigi: Pompei (visita La Città 3: Dalla Casa Del Fauno Al Castellum Aquae)

Sul pavimento dell'ingresso ci accoglie la scritta Ave, cioè la formula di saluto in latino.
Entriamo nell'ampio atrio, in cui, al centro dell'impluvium, cioè la classica vasca destinata a raccogliere l'acqua piovana, spicca uno dei simboli di Pompei, una bellissima statuetta di un Fauno danzante, il cui originale è conservato nel Museo Archeologico di Napoli. Intorno si aprono stanze da letto, da pranzo e da soggiorno, che avevano splendidi pavimenti a mosaico.
Alle spalle possiamo percorrere i grandi giardini che avvolgevano la casa, circondati da porticati a colonne e che danno una buona idea dello splendore e della ricchezza che doveva possedere all’epoca.

In un'esedra posta al centro si trovava uno dei tanti capolavori artistici che adornavano la dimora. Si tratta di un celebre mosaico, che occupava l'intero pavimento e rappresenta la battaglia di Isso, dove Alessandro Magno sbaragliò il re persiano Dario.
Un vero capolavoro, eseguito con un milione e mezzo di piccole tessere colorate, conservato anch'esso al Museo Archeologico di Napoli, dove si potranno ammirare molti altri capolavori: deliziosi mosaici raffiguranti animali, fauna marina, divinità pagane. Prima di uscire potrete visitare le stanze del settore privato, la cucina, con un ampio banco di cottura, le camere da letto e persino due piccoli ambienti termali.

CASA DEI DIOSCURI
Su via del Meleagro visitiamo ora la casa dei Diòscuri, così chiamata per un affresco dell'ingresso che raffigura Castore e Pollùce, cioè i Diòscuri, figli gemelli di Giove e di Leda, oggi conservato al Museo Archeologico di Napoli.
Questa è una delle abitazioni più sontuose e vaste della Pompei dell’ultimo periodo, in cui si trova uno dei pochi esempi di ‘atrio corinzio’, cioè circondato da 12 colonne.
Nella terza sala a sinistra scopriamo un bel mosaico con tessere che disegnano motivi geometrici. In un secondo giardino poi troviamo una grande vasca centrale con colonne in laterizio, rivestite di stucco colorato.
Sulle pareti, belle decorazioni di ‘quarto stile’: architetture fantastiche che inquadrano nature morte e pannelli con vari personaggi, fra cui una splendida figura di donna.

CASA DEL MELEAGRO
I Viaggi Di Gigi: Pompei (visita La Città 3: Dalla Casa Del Fauno Al Castellum Aquae)

La Casa del Meleagro deve il proprio nome ad un affresco posto nell’ingresso a sinistra, che raffigura Meleagro e Atalanta. Meleagro era figlio di Eneo, re di Calidone. La dea Artemide, per vendicarsi di non aver ricevuto sacrifici da parte di Eneo, mandò un mostruoso cinghiale a devastare le campagne del regno. Meleagro allora radunò molti eroi e organizzò una caccia, alla quale partecipò anche la bella Atalanta. Fu proprio lei a ferire per prima il cinghiale, che poi Meleagro uccise donandole la pelle.
Entriamo nell’atrio: gli ambienti che lo circondano conservano ancora i pavimenti originali ornati di tessere bianche.
A sinistra dell’implùvium si accede all’ampio e luminoso peristilio, una grande sala caratterizzata dalla presenza di colonne. Come tutti gli ambienti che si sviluppano intorno all’atrio, tutti affrescati, anche questo era stato ristrutturato dopo il terremoto del 62.

CASA DI APOLLO
I Viaggi Di Gigi: Pompei (visita La Città 3: Dalla Casa Del Fauno Al Castellum Aquae)

Nei pressi di Porta Ercolano potremo poi visitare la Casa di Apollo, così chiamata per alcune pitture in cui per l'appunto è rappresentato il dio.
Sul fondo dell'atrio si apre il tablìno, cioè la sala di ricevimento. L’ambiente era decorato da affreschi in ‘quarto stile’: sulla parete sinistra, nel pannello centrale, si riconosce Venere in trono affiancata da due Amorini. Il tablìno conduce in un cortile, sul cui fondo si apre una spaziosa sala di intrattenimento.
Sulla destra alcuni gradini ci conducono a un altro giardino. Lo spazio centrale era un triclìnio estivo, con un tetto a doppio spiovente. Le nicchie sulla parete ospitavano delle statuette. In fondo a sinistra scopriamo poi un cubicolo, cioè una stanza da letto.
Il mosaico colorato sulla sua facciata rappresenta Ulisse che riconosce Achille travestito da donna e nascosto tra le figlie del re Licomède di Scìro, dove aveva trovato rifugio per non partecipare alla guerra di Troia.
All'interno del cubicolo le pareti conservano ancora parte della loro decorazione: si riconosce Apollo, seduto in trono, arbitro della gara fra la stella vespertina e il pianeta Venere. Nelle altre pareti è rievocato il mito di Màrsia, che sfidò in una gara musicale Apollo e Minerva e fu punito per aver vantato la sua superiorità rispetto al dio della musica.

MURA E TORRE DI MERCURIO
Usciti dalla Casa di Apollo, sullo sfondo della strada vediamo le mura della città, che rappresentano uno dei più importanti sistemi di fortificazione di città italica preromana che siano giunti fino a noi. In esse si notano non meno di quattro fasi di costruzione.
Nel corso del II sec. a.C. le difese furono ulteriormente rinforzate fino a disporre di dodici torri. Di queste una delle meglio conservate è la Torre di Mercurio, che domina un’altra delle porte a nord, quella chiamata Porta Vesuvio.

CASA DEL LABIRINTO
Imboccando di nuovo il Vicolo di Mercurio, entriamo ora nella Casa del Labirinto, che rappresenta un altro bell’esempio di casa sannitica del II sec. a.C. ed è così chiamata per un mosaico, rappresentante appunto un labirinto, che si può anche ammirare, dal vero, al centro del grande peristilio.

CASA DEI VETTII
I Viaggi Di Gigi: Pompei (visita La Città 3: Dalla Casa Del Fauno Al Castellum Aquae)

Una delle più celebri case di Pompei è la Casa dei Vettii, situata alle spalle della casa del Fauno, che apparteneva a due ricchissimi commercianti, Aulo Vettio Restituto e Aulo Vettio Conviva, due liberti, cioè schiavi che avevano ottenuto la libertà. All’ingresso colpisce la nota figura di un Priapo, nell’atto di pesare il suo enorme fallo profilattico (cioè contro il malocchio), sul piatto di una bilancia. Sull’altro piatto è posta una borsa di monete, forse il prezzo della protezione.
Si passa quindi nell’atrio principale, con al centro l’impluvium. Alle spalle, dopo una piccola cucina, troviamo un cubicolo (cioè una piccola camera da letto), dove appare un’altra statuetta, che esibisce un grosso fallo traforato (che era usato come fontana in giardino), e alcuni piccoli affreschi erotici.
Cuore della villa era il peristilio, uno splendido giardino adornato di fiori e statue e arricchito da giochi d’acqua, che arrivava, tramite tubature in piombo, in tutta la casa.
La vera meraviglia di questa dimora sono i suoi affreschi. Li troviamo dappertutto, soprattutto in due piccole sale d’intrattenimento, che permettevano di riposare, godendo della visione del giardino.

I Viaggi Di Gigi: Pompei (visita La Città 3: Dalla Casa Del Fauno Al Castellum Aquae)

Nella prima ci appare Ercole Fanciullo, che uccide i serpenti inviatigli da Giunone, gelosa del fatto che il marito Giove l’avesse concepito con un’altra donna, Alcmena.
Sulla parete di fondo troviamo poi il Supplizio di Penteo, re di Tebe, che viene dilaniato dalle Baccanti, essendosi opposto all’introduzione del culto di Dioniso nella propria città.
Sulla parete di destra spicca poi il Supplizio di Dirce, regina di Tebe, che viene legata a un toro dai gemelli Amfione e Zeto per vendicare la madre che era stata da lei imprigionata.
Nella seconda stanza ammiriamo invece la Passione di Pasife, dove si vede Dedalo che dona a Pasife (moglie del re di Creta, Minasse) una vacca di legno, per attirare un toro di cui ella si era innamorata, e dalla cui unione nascerà il Minotauro, un mostro dal corpo umano e la testa taurina.
Sullo sfondo assistiamo al Supplizio di Issione, il quale, assunto in cielo da Giove, aveva tentato di violentargli la moglie, Hera, salvata poi da una nuvola, che aveva assunto le sue sembianze. Unione da cui sarebbero nati i Centauri, esseri dal corpo di cavallo e viso umano.
Sull’ultima parete spicca infine la figura di Arianna svegliata da Bacco sull’isola di Nasso, mentre Teseo l’abbandona, fuggendo via con una nave.
Su un altro lato del peristilio si apre il grande triclinio, uno dei più raffinati ambienti che l’antichità ci abbia tramandato.
Le pareti sono attraversate da fasce nere, su cui si snoda il celebre fregio degli amorini dediti al lavoro e allo sport: ci sono gli amorini fiorai, quelli profumieri, quelli che corrono su bighe tirate da antilopi. poi gli amorini orefici, i tessitori, e tanti altri, che compongono una scena di incredibile perizia artistica e di straordinario buon gusto.

CASA DEGLI AMORINI DORATI
Entriamo ora nella Casa degli Amorini Dorati, che deve il suo nome ad una serie di Amorini incisi su laminette d’oro, che ornavano un ambiente del peristilio.
La casa conserva innumerevoli testimonianze artistiche che ne dovevano fare una delle dimore più splendide della città. Le aiole del giardino accoglievano busti di divinità, rilievi con soggetti dionisiaci, maschere sospese tra le colonne, sculture incastonate nelle pareti, in un insieme che più che ispirarsi alla vita quotidiana, sembra rappresentare un mondo artistico provvisorio e irreale.
Delizioso il tempietto dedicato ai Lari, le divinità protettrici della famiglia, situato su un lato del peristilio, il grande giardino colonnato posto al centro della casa.
Sempre nei pressi del giardino scopriamo poi un sacello, dedicato alla triade divina egizia di Arpocrate, Iside e Serapide, con il dio Anùbi, a testa canina, che li affianca.
Il cubiculum che conserva gli affreschi degli Amorini che sorvegliavano il grande letto matrimoniale è uno dei più suggestivi di tutta la città.

CASTELLUM AQUAE
Una delle meraviglie di Pompei era la rete idrica, alimentata da immensi acquedotti, che garantivano un approvvigionamento idrico spesso superiore a quello ottenuto ai nostri giorni. Quello che alimentava Pompei era stato voluto da Augusto, ed era di un’imponenza senza pari.
Lungo circa 100 km, partiva dalle sorgenti del Serino, alle falde dell’Appennino, per aggirare il Vesuvio a nord e rifornire ben 9 città, Napoli compresa. Era un’opera straordinaria, che scavalcava valli e scavava montagne, mantenendo un pendenza costante di circa mezzo metro ogni Km.
L’acqua giungeva in città nei pressi di Porta Vesuvio, nel suo punto più alto. Lì, un grande collettore, il “Castellum aquae”, la sottoponeva a un complesso processo di raccolta e decantazione, per poi distribuirla in tre diramazioni, costituiti di tubazioni, che alimentavano numerose fontane pubbliche, negozi, case e terme.
Questi tubi erano di piombo (naturalmente i Romani non conoscevano la pericolosità di questo metallo…) e potevano essere ostruiti, per sospendere o alternare l’erogazione idrica, a seconda delle necessità.

Anche questa volta abbiamo finito. Come il solito, se volete saperne di più, scoprite i nostri filmati di Pompei su YOU TUBE (nel sito “FILMCARDS”) e, se avete l’iPhone o l’iPad, potrete visitare tutta la città standovene tranquillamente seduti a casa, scaricandovi l’applicazione “Filmcards: POMPEI” da App Store.
Essa offre la visita a tutti i più importanti luoghi della città, centinaia di foto originali, 80’ di filmati, la ricostruzione grafica 3D di 40 monumenti, la Pompei erotica, un’audioguida di 90’, oltre a 12 approfondimenti del mondo romano, l’elenco di alberghi e ristoranti e tutte le informazioni turistiche. Il tutto supportato da precisi punti GPS e un comodo navigatore.

Sul sito www.filmcards.it potrete scoprire tutte le guide già disponibili (Todi, Orvieto, Capri, Ischia, Roma Antica, Assisi, Iran, Uzbekistan e Palermo).
Aspetto i vostri giudizi e naturalmente anche i suggerimenti (critiche comprese…).

Nel prossimo articolo, se vorrete seguirmi, vi farò visitare altri, splendidi ambienti di questa magica città. Arrivederci!

(gigi.oliviero09@gmail.com – www.filmcards.it)

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