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I Viaggi Di Gigi: Uzbekistan (bukhara)


8 aprile 2011 ore 16:56   di gigioliviero  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 873 persone  -  Visualizzazioni: 1605

Continuiamo il nostro viaggio in Uzbekistan, che, come vi ho già raccontato è senza dubbio il più importante, dal punto di vista storico e artistico, di tutte le ex Repubbliche sovietiche.Oggi voglio portarvi nella città più sacra dell’Asia centrale: BUKHARA. Possiede edifici millenari e un centro storico che è cambiato poco nel corso dei secoli. Fin da quando fu capitale dello stato samanide (IX e X secolo), la città venne considerata il “pilastro dell’Islam”, e fiorì come centro culturale e religioso dell’Asia centrale.
Nel 1220 fu espugnata da Gengis Khan e nel 1370 cadde sotto l’influenza di Tamerlano, il grande condottiere uzbeko che fece del suo Paese, nel XIV secolo, il centro politico e artistico del suo immenso regno.

La città rinacque a nuova vita artistica e culturale nel 1500, quando divenne capitale del khanato di Bukhara. Allora doveva essere davvero splendida: possedeva decine di bazar e caravanserragli, oltre 100 Medresse (cioè scuole coraniche, con almeno 10.000 studenti) e più di 300 moschee!
Il lento declino della Via della seta fece spegnere lentamente la città, finché, nel 1753, Muhammad Rahim, rappresentante locale di un sovrano persiano, si proclamò emiro, fondando la dinastia Manghit, destinata a durare fino all’arrivo dei bolscevichi.


Gli successero sovrani feroci e scellerati, come il celebre Nasrullah Khan (noto anche con il soprannome di “macellaio”), il quale ascese al trono nel 1826, dopo aver assassinato i fratelli e altri 28 parenti.
Celebre è poi il trattamento riservato a due ambasciatori inglesi nel 1842, il colonnello Charles Stoddart, che si era presentato a cavallo (cosa ritenuta offensiva) e senza le credenziali della regina Vittoria e che per questo era stato gettato in un’orrenda prigione, e il capitano Arthur Conolly, giunto per intercedere per lui, ma ugualmente imprigionato e decapitato con Stoddart sulla piazza antistante alla fortezza.
Oggi la città è una delle visite più interessanti dell’Uzbekistan e permette di conoscere bene la storia e le usanza di questo popolo.

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FORTEZZA ARK
La colossale Fortezza Ark, di cui rimangono impressionanti mura restaurate dai sovietici, è la costruzione più antica di Bukhara. Era una città regale all’interno della città, e fu abitata fino al 1920, anno in cui fu bombardata dall’Armata Rossa.
Vi si accede tramite un solenne portale, che fa giungere alla Moschea Juma (del Venerdì), che risale al 1500.
La parte più antica della cittadella è la corte delle udienze e incoronazioni, l’ultima delle quali fu quella di Alim Khan nel 1910. Questo ambiente (chiamato Kurnish Khana) fu costruito intorno al 1605 e presenta un portico di colonne lignee intagliate, che protegge un trono marmoreo e un baldacchino.
Gli altri ambienti del forte sono oggi stati destinati a vari musei, fra i quali è interessante quello che illustra la storia di Bukhara nei secoli.

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LYABI-HAUZ

Uno degli angoli più suggestivi della città è la Lyabi-Hauz, una piazza costruita (come indica lo stesso nome) intorno ad una grande vasca nel 1620.
La piazza, vissuta dalla gente del posto secondo antiche tradizioni, è adornata da gelsi secolari e su di essa si affacciano importanti monumenti.
Sul lato est si affaccia l’imponente facciata della Medressa di Nadir Divanbergi, nata come caravanserraglio e trasformata dal khan in madrasa nel 1622.
La fascia in alto del portale d’ingresso è stranamente decorata (dato il noto divieto islamico di rappresentare esseri viventi) con due Simurgh (cioè l’Araba Fenice) che si fronteggiano, sotto le quali si vedono due cervi di foggia diversa e uno solo dalle fattezze umane in cima.
Sull’altro lato della piazza sorge poi la Khanaka di Nadir Divanbergi che, come la medressa, prende nome dal ministro del tesoro di Abdul Aziz Khan, che ne finanziò la costruzione nel XVII secolo. Si tratta di un edificio religioso legato al mondo del Sufismo e che per secoli è stato l’edificio religioso più sacro della città.

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MAUSOLEO BAKHAUTDIN NAQSHABAND
Nei pressi della città si trova uno dei più importanti santuari del sufismo, cioè il luogo di nascita e la tomba di Bakhautdin Naqshband, fondatore del più influente dei tanti antichi ordini sufi dell’Asia centrale, nonché santo patrono di Bukhara.
I Sufi erano un tempo dei puristi, insoddisfatti della mondanità dei primi califfi, che desideravano incontrare Dio attraverso l’esperienza personale diretta, sotto la guida di un maestro. Assunsero tale importanza e organizzazione da diventare un vero fenomeno di massa quando l’Islam fu minacciato da invasori (come i Crociati), divenendo dei veri paladini della fede islamica.
L’ingresso è dominato dall’enorme cupola della Moschea Juma, mentre altre due moschee circondano la tomba di Bakhautdin, un semplice blocco alto due metri, protetto da un talismano di crine di cavallo appeso a un palo. Secondo la tradizione è di buon auspicio fare tre giri in senso antiorario intorno al sarcofago.
Nell’ampio cortile principale spicca poi una continua folla di pellegrini che camminano in preghiera attorno a un albero mummificato, dal quale tutti cercano di strappare un piccolo pezzo come reliquia.
La leggenda vuole che l’albero nascesse nel punto dove Bakhautdin conficcò un bastone nel terreno, versandovi alcune gocce d’acqua che aveva portato dalla Mecca. Cosa che fece nascere una sorgente dalla quale i fedeli attingono ancora acqua santa. Leggenda a parte, il racconto deve presentare qualche pecca, se è oggi assodato che l’albero ha solo 350 anni…

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MOSCHEA BOLO HAUZ
La splendida moschea Bolo Hauz sorge accanto ad una vasca situata di fronte all’ingresso della fortezza Ark. Era il luogo ufficiale di culto degli emiri e la sua costruzione risale al 1718
La moschea è preceduta da un grande portico adornato da venti colonne di legno intarsiato di pioppo, noce e olmo, che sorreggono un cassettonato di splendida e raffinatissima fattura.
Davvero splendido anche l’interno, soprattutto se vi farete accendere il grande lampadario che penda dal soffitto.

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MOSCHEA E MINARETO KALON
Quando il re Arslan Khan, nel 1127, fece erigere il grandioso minareto Kalon, esso doveva essere probabilmente l’edificio più alto di tutta l’Asia centrale. In effetti si tratta di una struttura mastodontica, alta 47 metri e che possia su fondamente di 10 metri (opportunamente imbottite di canne in funzione antisismica), che ha retto impavido i suoi quasi 1000 anni di storia.
La sua maestosità è dimostarta dal fatto che lo stesso Gengis Khan, passato alla storia anche per la sua insaziabile fama di distruttore, lo fece risparmiare perché colpito dalla sua magnificenza.
Le sue 14 fasce di mattoncini cotti color sabbia, tutte diverse una dall’altra, sono state per secoli un esempio per l’architettura della regione.
La leggenda narra che la sua costruzione fu dovuta alla richiesta fatta in sogno dal sovrano, di un imam che egli aveva ucciso durante una lite, e che gli chiedeva di deporre la sua testa in un luogo in cui nessuno avrebbe mai potuto calpestarla. Cosa che fu fatta erigendo il minareto sopra la sua tomba.
Ai piedi del minareto si trova la Moschea Kalon, eretta sui resti di una moschea precedente fatta distruggere da Gengis Khan, che fu costruita nel XVI secolo per le grandi assemblee. E in effetti poteva contenere ben 10.000 persone.

Nei prossimi articoli proseguiremo la visita a questo straordinario Paese. Come il solito, però, se volete visionare subito i miei molti filmati, potete andare sul sito “FILMCARDS” di You Tube, oppure (se avete iPhone o iPad) scaricare da App Store la recente applicazione dedicata, appunto, all’Uzbekistan (cercate FILMCARDS – UZBEKISTAN), comprendente centinaia di pagine di testi e foto e oltre un’ora di splendidi filmati originali.
Potrete, come il solito, visitare tutto il Paese senza muovervi da casa… Arrivederci!

(gigi.oliviero09@gmail.com – www.filmcards.it)

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