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I Viaggi Di Gigi: Uzbekistan (khiva)


8 aprile 2011 ore 18:02   di gigioliviero  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 674 persone  -  Visualizzazioni: 1311

Il nostro viaggio alla scoperta delle meraviglie dell’Uzbekistan contuinua in una delle sue città più famose, KHIVA, il cui solo nome, fin dal XIX secolo, evocava immagini di carovane di schiavi, sovrani sanguinari e terribili viaggi nel deserto.

Oggi il luogo, immerso nel vasto deserto che costituisce la parte occidentale dell’Uzbekistan, è una città medievale perfettamente ricostruita dai sovietici, anche se è diventata una città museo dedicata ai turisti, che forse con un po’ di fantasia potranno, pur fra mille bancarelle, immaginarsi com’era la vita dei Khan di un tempo.


Secondo la leggenda, la città fu fondata da Sem, figlio di Noè, che scavò un pozzo proprio dove sorge ora. Di sicuro abbiamo notizie del luogo fin dall’VIII sec., quando Khiva era una piccola fortezza avvolta da poderose mura e una stazione commerciale ai limiti della Via della seta. Perse importanza quando, tra il X e il XIV sec., capitale della zona divenne l’attuale Urgench, che fu distrutta a sua volta da Tamerlano, il celebre condottiero nato proprio nell’odierno Uzbekistan.

La città crebbe d’importanza di nuovo all’inizio del ‘500, quando divenne un importante mercato di schiavi, che per tre secoli segnò la sua storia.
All’inizio del ‘700 il Khan dell’epoca riuscì a sfuggire alla conquista russa di Pietro il Grande, cosa che invece non riuscì al suo successore nbel 1873, quando l’esercito russo annesse definitivamente la città all’impero sovietico.

ICHON KALA

I Viaggi Di Gigi: Uzbekistan (khiva)

La parte antica della città (che è stata inserita dall’Unesco nell’elenco dei luoghi considerati “Patrimonio dell’umanità) si chiama Ichon-Qala ed è circondata da una lunga e possente cinta di mura di fango, lunghe 2,5 Km e aperte da quattro porte.
La più importante è quella occidentale, detta Ota Darvoza, cioè “Porta del Padre”.
Entrando in città saremo subito immersi nella tipica atmosfera turistica che ha assunto la città, letteralmente invasa da negozi e bancarelle turistiche. Ci chiederanno di pagare un pedaggio all’ingresso, che in realtà serve se si vogliono visitare alcuni dei tanti musei che la città offre.
Entrando sulla sinistra scopriremo subito la Kuhna Ark, fortezza e residenza dei sovrani, costruita nel XII sec. da un certo Oq Shihbobo e successivamente ampliata.
La tozza sporgenza presso l’ingresso è lo Zindon, cioè la prigione dei Khan, in cui sono esposte catene, armi, oltre che disegni di malcapitati fatti precipitare dai minareti.
All’interno dell’Ark si trova una moschea estiva, del XIX secolo, una bellissima moschea all’aperto con splendide piastrelle bianche e blu decorate con motivi vegetali. Accanto la vecchia zecca, oggi un museo, che espone anche banconote stampate su seta.
Proseguendo si entra nella sala del trono, dove i Khan dispensavano giudizi. Da qui si può salire sui bastioni, avendo una bella vista sui tetti della città.

KALTA MINOR

I Viaggi Di Gigi: Uzbekistan (khiva)

Entrando in città dalla Porta del Padre, sulla destra, scopriamo subito uno dei simboli della città, il Kalta Minor, un immenso minareto rivestito di piastrelle turchesi che però appare interrotto di netto alla sua metà.
L’edificio venne iniziato, nel 1881, da Mohammed Amin Khan, che nelle intenzioni voleva erigere una torre colossale, che sarebbe stata la più alta dell’Asia e gli avrebbe permesso di spingere lo sguardo fino a Bikhara. Ma il khan morì provvisamente nel 1855 e la costruzione fu quindi interrotta.

MOSCHEA JUMA (del Venerdì)

I Viaggi Di Gigi: Uzbekistan (khiva)

Proseguendo sulla strada che taglia in due l’abitato dell’Ichin Gala, incontriamo ora sulla destra l’affascinante Moschea Juma (del Venerdì), caratterizzata da ben 213 colonne di legno che sostengono il tetto, initando le antiche moschee arabe.
Le poche colonne finemente intarsiate appartengono al colonnato originale, risalente al X secolo, mentre le altre, insieme al resto dell’edificio, sono del 1700.

Di fronte alla moschea Juma si troiva poi la Madrasa di Matpana Bay, una scuola coranica del 1855, che ospita un piccolo museo di storia naturale.

Proseguendo per la strada verso la porta orientale scopriremo poi un’altra piccola moschea, quella di Aq, risalente al 1657, lo stesso anno in cui furono costruiti i vicini Bagni di Anusha Khan, ancor oggi perfettamente funzionanti.

MAUSOLEO PAHLAVON MAHMUD

I Viaggi Di Gigi: Uzbekistan (khiva)

A sud della Moschea Juma incontriamo ora un mausoleo molto sacro, che, per il suo incantevole cortile e le splendide decorazioni a piastrelle, è uno dei luoghi più belli della città. Pahlavon Mahmud era un filosofo-poeta, oltre che un eccezionale lottatore, divenuto addirittura patrono di Khiva.

La sua tomba, che risale al 1326, fu ricostruita nel XX secolo e poi requisita nel 1911 dal khan dell’epoca per farne la tomba di famiglia.

All’interno, in un bellissimo ambiente di stile persiano sormontato da una cupola turchese, si trova la tomba del khan Mohammed Rachim II, che regnò dal 1865 al 1910.

Il sarcofago e le pareti della tomba di Pahlavon Mahmud, invece, sono decorate con bellissime piastrelle colorate. Per entrare, come il solito nei luoghi sacri musulmani, è necessario togliersi le scarpe.

PALAZZO TOSH HOVLI

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Nella zona nord-est della città visitiamo infine il Palazzo Tosh Hovli, il cui nome significa “Casa di pietra”, che mostra forse le decorazioni più sontuose della città: piastrelle in ceramica, sculture di pietra e di legno.

Fu fatto costruire da Alloquli Khan tra il 1832 e il 1841, come alternativa molto più lussuosa alla fortezza Ark. Si dice che avesse oltre 150 stanze affacciate su nove cortili, con alti soffitti progettati per catturare ogni soffio d’aria.E’ rimasta storica l’irrequietezza e l’impazienza del sovrano che fece addirittura uccidere il primo architetto che non riuscì a completarlo in due anni.

E’ tutto. La prossima volta vi porterò a visitare le fabbriche di seta della Valle di Fergana.
Intanto, se vi va di vedere i filmati di quello che vi ho raccontato, potete sempre andare sul sito “FILMCARDS” di You Tube, oppure (se avete iPhone o iPad) scaricare da App Store la recente applicazione dedicata, appunto, all’Uzbekistan (cercate FILMCARDS – UZBEKISTAN), comprendente centinaia di pagine di testi e foto e oltre un’ora di splendidi filmati originali.
Vi permetterà di visitare tutto il Paese senza muovervi da casa… Arrivederci!

(gigi.oliviero09@gmail.com – www.filmcards.it)

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