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I Viaggi Di Gigi: Uzbekistan (tashkent E La Valle Di Fergana)


8 aprile 2011 ore 18:21   di gigioliviero  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 687 persone  -  Visualizzazioni: 1464

Riprendiamo il nostro girovagare per l’Uzbekistan recandoci nella sua zona più verde, la Valle di Fergana, partendo proprio da Tashkent, la capitale, che, pur non essendo fra le mete più importanti del paese a livello artistico e culturale, saprà offrire angoli e monumenti belli e importanti.

Il primo nucleo della città fu forse l’insediamento di Ming-Uruk (Mille alberi di albicocche), risalente al II o I secolo, mentre, nel 751 fu conquistata dagli Arabi, diventando un importante centro carovaniero, cui fu assegnato il nome “Toshkent”, cioè Città della Pietra.


La parte più antica della città risente dei vecchi e anonimi palazzoni sovietici, mentre il centro è ampio arricchito da belle zone di verde e solenni palazzi, fra cui tutti quelli del potere, ma anche alcuni antichi e di un certo pregio, come il teatro dell’opera, un’importante platea che ospita spesso artisti internazionali, fra cui molti italiani.

I Viaggi Di Gigi: Uzbekistan (tashkent E La Valle Di Fergana)

FERGANA

Fergana è la città che dà il nome all’omonima valle, la regione più popolata e industrializzata dell’Uzbekistan. Attraversata dal corso superiore del fiume Syr-Darya è una bellissima terra, famosa per le coltivazioni di frutta e del cotone.
Da sempre la zona, per la sua posizione e il clima gradevole, ha influenzato la politica e l’economia non solo dell’Uzbekistan.
Qui nacquero numerose rivolte contro gli zar e i bolscevichi, e qui, negli anni ’90, nacque l’estremismo islamico dell’Asia centrale (proprio ad Adijon, nel 2005, ci fu una celebre rivolta soffocata in un bagno di sangue dal presidente Karimov).

I Viaggi Di Gigi: Uzbekistan (tashkent E La Valle Di Fergana)


Oggi la popolazione della valle resta la più cordiale e ospitale del paese, anche se questa è la zona dove è più sentita l’influenza religiosa.
Sono anche celebri, nella zona, un raffinato artigianato e la mitica lavorazione della seta.

Fergana è la città più moderna e meno uzbeka della valle. Con i suoi grandi viali alberati e gli edifici zaristi color pastello sembra una piccola Tashkent. Fu fondata nel 1877 con il nome di Novy Margelan e rappresenta una gradevole passeggiata.
Particolarmente suggestivo il suo grande bazar, dove si può trovare di tutto, anche specialità russe e coreane.

KOKAND

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Kokand ed è la prima città che si incontra quando si entra nella valle di Fergana. La città fu la capitale dell’omonimo khanato nel XVIII e XIX secolo, diventando all’epoca il punto nevralgico della valle, anche nel campo religioso. Con le sue 35 medrasse, infatti, e centinaia di moschee era seconda solo a Bukhara.

La città subì un grave colpo nel gennaio del 1918 quando i nazionalisti, stanchi delle inutili promesse rivoluzionarie, proclamarono un’amministrazione alternativa, il governo provinciale musulmano del Turkestan autonomo. La reazione del Soviet di Tashkent fu immediata e brutale. La città fu messa a ferro e fuoco, gli edifici religiosi distrutti e circa 14.000 abitanti massacrati ferocemente. La città fu dimenticata e solo negli ultimi anni i suoi antichi monumenti sono tornati alla luce.

La moschea più imponente della città, la Moschea Djuma, fu costruita agli inizi del 1800 e ha al centro un minareto alto 22 metri. Presenta un imponente aivan, cioè un portico con archi sostenuto da 98 colonne di legno rosso provenienti dall’India.
Una sala ospita un museo in cui spicca una bella collezione di ceramiche.

Il più imponente palazzo della città è il Palazzo del Khan, con sette cortili e 114 stanze, che fu ultimato nel 1873, per l’ultimo khan, Khudoyar, appena tre anni prima l’arrivo dell’esercito zarista, che fece saltare le fortificazioni e abolì la figura del khan. Khudoyar fuggì e si rifugiò in un dorato esilio a Oremburg. Finì, però, ugualmente ucciso da alcuni banditi mentre tornava da un pellegrinaggio alla Mecca.
Circa metà del palazzo era occupata dall’harem, occupato da ben 43 concubine. Per superare il limite di quattro mogli concesse dall’Islam, il monarca teneva sempre a disposizione un mullah per celebrare di volta in volta un matrimonio destinato a essere sciolto la mattina dopo.
La parte che rimane del palazzo ospita il Museo di Studi Regionali di Kokand, mentre nella camera da letto del khan è allestito un museo d’arte.

La Medressa di Harbutabey, fondata nel 1799, fu chiusa dai bolscevichi ma oggi è di nuovo operante. Nell’adiacente cimitero si trovano importanti mausolei collegati a un altro khan, Umar.
All’interno spicca l’azzurra cupola del Mausoleo di Modari Khan, costruito nel 1825 A sinistra, si trova la Dekhma-i-Shokhon, cioè Tomba del Re, che comprende le tombe di Umar e della sua famiglia.

MARGILON

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Margilon è molto famosa per la sua lavorazione della seta, un’attività che sembra risalire addirittura al I secolo.
Qui si potrà visitare la Yodgorlik Silk Factory, una grande filanda, dove si potrà assistere a tutte le lavorazioni riguardanti appunto la seta: dalla bollitura dei bozzoli all’estrazione dei fili, alla coloritura, alla tessitura (sempre effettuata a mano) delle lucenti stoffe chiamate khanatlas, caratterizzate da un disegno su un lato.
La cosa più affascinante è che tutto il ciclo di lavorazione (tranne l’avvolgimento finale delle stoffe) è eseguito completamente a mano, senza l’ausilio di corrente elettrica.
Molto interessante anche l’adiacente reparto di tessitura, eseguita da una miriade di ragazze su coloratissimi telai artigianali.
Un’ultima sezione è dedicata alla fabbricazione di tappeti in seta, ovviamente pregiatissimi.
Naturalmente è possibile acquistare la seta a metratura e addirittura farsi confezionare abiti e tappeti.

RISHTON

I Viaggi Di Gigi: Uzbekistan (tashkent E La Valle Di Fergana)

Un’altra delle attrattive celebri della valle di Fergana è la lavorazione della ceramica, che raggiunge i vertici in questo settore proprio nella valle di Fergana, a Rishton, anche grazie alla straordinaria purezza dell’argilla locale
E’ classica la visita alla fabbrica di un ceramista famosissimo da queste parti, Rustan Usmanov, che ci farà assistere al ciclo completo di lavorazione di piatti, vasi e oggetti di fattura e colori splendenti.

La prossima volta completeremo il nostro viaggio in Uzbekistan visitando un luogo molto particolare, legato alla più grande catastrofe ecologica del ‘900, il Lago d’Aral.

Intanto, se volete dare un’occhiata ai filmati che abbiamo girato nel nostro viaggio, Nei prossimi articoli proseguiremo la visita a questo straordinario Paese. Come il solito, però, se volete visionare subito i miei molti filmati, cercateli pure sul sito “FILMCARDS UZBEKISTAN” di You Tube, oppure (se avete iPhone o iPad) scaricare da App Store la recente applicazione dedicata al Paese (cercate FILMCARDS UZBEKISTAN), comprendente centinaia di pagine di testi e foto e oltre un’ora di splendidi filmati originali.
Potrete, come il solito, visitare tutto il Paese senza muovervi da casa… Alla prossima!

(gigi.oliviero09@gmail.com – www.filmcards.it)

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