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Vita Da Fuorisede In Una Piccola Città Di Provincia


30 giugno 2010 ore 14:15   di LaVera  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 336 persone  -  Visualizzazioni: 675

Sono tanti e sempre in aumento i giovani che, dopo la maturità , presi armi e bagagli, decidono di trasferirsi in un’altra città per proseguire i propri studi.

Lasciati a casa amici parenti e fidanzati/e, si appresteranno a compiere il grande salto che li porterà a conoscere realtà molto diverse da quelle d’origine .Lasciare il proprio paese o la propria città natale si rivela spesso una scelta sofferta o quantomeno combattuta proprio per le tante incognite che si dovranno affrontare e per tutte quelle relazioni costruite nel tempo che la distanza geografica rende quantomeno più complicate.


Ma, allora,  perché riscuote tanto successo la scelta di frequentare l’università lontano da casa?
Al di là delle motivazioni di carattere puramente formativo o lavorativo (speranza che in un certa università la formazione possa essere più innovativa e qualificante rispetto alla sede universitaria vicina a casa, spostamento in un territorio geografico piuttosto che in un altro perché è più probabile trovare il lavoro che si desidera fare ecc.) che rimangono o dovrebbero rimanere le ragioni portanti, ci sono ragioni per così dire meno “ufficiali”.

Vivere  lontano da mamma e papà, diciamolo, ha anche i suoi bei vantaggi prima fra tutti l’agognata indipendenza, se non economica almeno di facciata. A chi non è capitato di fantasticare sul fatidico momento in cui non si sarebbe più stati obbligati a comunicare tutti i propri spostamenti al genitore impiccione di turno, o a rispettare orari di cene, pranzi, coprifuoco vari ed eventuali e  sentirsi ripetere, a mò di litania fastidiosa, “questa casa non è un albergo” ?

Ebbene l’universitario fuorisede ha almeno questa certezza: della sua casa (porzione di casa in realtà dal momento che spessissimo la si condivide con degli altri coinquilini per risparmiare sull'affitto) può farne ciò che vuole, sì anche un albergo!
Anche Reggio Emilia, sebbene in condivisione con Modena, da qualche anno ospita alcune facoltà dell’ “Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia” appunto. E, se c’è un modo per assaporare davvero cosa significhi essere un fuorisede, quello di far parlare proprio loro sembra il più valido.

Appuntamento allora per un’intervista al “Trampa” Bar/locale/ritrovo degli universitari nel cuore del centro storico di Reggio.
Prima di cominciare però, qualche domanda al titolare, Armando, giovanissimo ma molto bravo nel suo lavoro.

Com’è cambiata , se è cambiata, Reggio Emilia con l’arrivo di questo stuolo di studenti fuori sede?
Reggio ha subito sicuramente dei cambiamenti in questi ultimi anni, e non secondario è stato il fatto che sia diventata una città universitaria. Il locale adesso è sempre pieno di gente proveniente da tante parti diverse, venire qui significa trovare un po’ tutta l’Italia, dalle Marche alla Lombardia alla Puglia. Gli studenti sono sempre un po’ squattrinati ma li riconosci perché hanno voglia di divertirsi e poi portano allegria. Sarebbe bello se anche Reggio diventasse una vera Città universitaria, magari come la vicina Parma.

Questo è uno dei locali più frequentati dagli universitari fuori sede, ti sei chiesto il perché?
È il più bel locale di Reggio, così dicono (ride). Io credo invece che piacciano molto i cocktail che facciamo sempre rigorosamente con ingredienti freschi come la frutta di stagione. E poi qui spopola il “chupito” la mia specialità nonché il più richiesto dagli universitari.
Poi abbiamo le colazioni per studenti a prezzi ridotti, e poi diciamolo, la vicinanza all’università ci dà una mano…magari tra un corso e l’altro una pausa ci sta bene.

Organizzate serate particolari, magari a tema?
Abbiamo organizzato diversi concerti, il più bello è stato quello con Daniela Galli, Giordano Gambogi (musical “Notre dame de Paris) nonché il tastierista di Ligabue.
Poi spesso ci sono degustazioni di vino a prezzo ridotto nonché la mitica “Notte Rosa” organizzata a luglio un po’ come si fa in Riviera con spine, DJ, tutto rigorosamente …rosa!

Federica e Rosanna, due storie diverse, due vite diverse, luoghi di provenienza diversi. Una cosa in comune: entrambe hanno deciso di continuare i propri studi nella città del Tricolore, vediamo perché.

Allora, da quanto tempo siete a Reggio Emilia?
ROSANNA:8 mesi
FEDERICA:6 mesi

Come mai a Reggio?
R:Io ho inseguito il mito del nord! Reggio è comunque meno distante da casa di altre città come Milano e Torino, meno costosa e complessivamente più vivibile rispetto a città più grandi.
Poi essendoci meno occasioni di distrazione speravo di laurearmi nei tempi giusti. E diciamolo, credevo, a torto, che il corso di studi sarebbe stato più “semplice”…ora so che mi sbagliavo!!
F: Per me è stata una scelta quasi obbligata nel senso che subito dopo la laurea triennale per non perdere tempo, mi sono informata esclusivamente sulle facoltà che avevano le iscrizioni ancora aperte sebbene l’anno accademico fosse iniziato già da un po’, e tra queste l’università di Reggio. Appena ho visto il piano di studi mi è sembrato appetibile e così unito a fatto che Reggio mi sembrava una città tranquilla,ho deciso di fare la mia laurea specialistica qui.

Come si vive a qui?
R: La fase di adattamento è stata molto difficile, sia per l’università abbastanza tosta, che per la distanza da casa, gli amici che ti mancano ed un modo diverso di vivere la città.
F: Alla grande, se c’è spirito di adattamento, voglia di fare, conoscere e sperimentare.

Come trascorrono le giornate qui a Reggio, cosa si fa nel tempo libero?Quali i locali frequentati?
R: Ruota tutto intorno alla studio. Mi divido tra le lezioni da seguire, studio in biblioteca, e molto tempo trascorso a casa.
Nel week end spesso sono a Bologna, diciamo che non vivo molto la città a parte qualche caffè con le amiche in qualche bar.
F:Studio, ricerca di lavoretti tramite internet, svago, svolgimento dei lavoretti trovati, molto sport e pubbliche relazioni. I locali che frequento sono tanti, sia a Modena, che a Parma che a Reggio naturalmente. Vado spessissimo al De Luxe per il pre-disco, al Sali e Tabacchi, Al San Diego, Al Fashion Nut Cafè insomma dipende dalle serate e da quello che c’è.

Siete riuscite coltivare qualche amicizia del posto?Come va la vita sociale?
R:il fatto di frequentare un corso di laurea a numero chiuso, si è quindi in pochi, dà sicuramente meno possibilità di scambio. Si è sicuramente seguiti meglio, ma dal punto di vista delle relazioni è come se la selezione fosse già stata fatta. È più difficile socializzare con altri studenti. Certo per quanto riguarda gli spostamenti, essendo una città piccola si fa presto ad andare da una parte all’altra della città.
F: Per quel che riguarda le amicizie il primo mese è stato tragico, nel senso che è essendo io una persona molto socievole, il fatto di essere qui a 850 km da casa senza conoscere nessuno mi faceva sentire persa. Stando qui però ho imparato che è necessario contare su sé stessi. La voglia di fare mi ha portato a coltivare molti hobby, tra i quali lo sport. Grazie alla palestra ho conosciuto tanta gente e poi da lì a catena…anche lavorare come promoter ti dà la possibilità di conoscere ogni giorno gente nuova. Ora le mie giornate sono piene e la sera vado a letto soddisfatta anche se molto stanca .Qui la gente è talmente tanto impegnata da sembrare chiusa, ma non lo è, ha solo bisogno degli stimoli giusti. Forse con un po’ di fatica, ma anche qui si possono coltivare le amicizie.

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Commenti

 
  • Erika
    #1 Erika

Stupendo articolo complimenti!

Inserito 30 giugno 2010 ore 16:09
 

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