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Vivere La Thailandia - Guida - Iii Parte - Fare La Spesa


1 marzo 2011 ore 15:03   di erpidi  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 642 persone  -  Visualizzazioni: 939

Guida a vivere la Thailandia - III parte: Fare la spesa. Chi vive in Thailandia e volesse approvvigionarsi con cibi europei non incontrerebbe difficoltà se non di prezzo (rispetto ai prezzi Thai ovviamente). In Bangkok esiste una catena di supermarkets, aperta 24/7 fra l’altro.., Foodland dove si vendono cibi non Thai, tipicamente italiani, inglesi, francesi americani. Carni australiane o argentine importate giornalmente. Per le tasche medie di un Thai son Supermercati costosi, ma non per noi europei. Bangkok ha anche altri supermercati (soprattutto nella zona della Sukhumvit Road e della Silom Road, nel quartiere dei divertimenti ed nel quartiere degli affari) specializzati in cibi europei ed americani. In città a bassa frequentazione di stranieri (come Khorat o Kon Kaen o Lop Buri) nei supermercati della catena Carrefour si possono trovare cibi europei, la scelta non sarà così vasta come da Foodland a Bangkok, ma soddisfacente.

Ho a già accennato a come a tavola come alcolico la bevanda preferita sia il whisky, con seltz e ghiaccio. Il consumo di whisky è altissimo in ogni strato sociale della Thailandia. Seguito dalla birra. Solo recentemente i Thai stanno acquisendo gusto e curiosità per i vini. Francesi, australiani e cileni per lo più. I costi però sono proibitivi, salvo casi particolari; da Foodland avevo preso a comprare un vino francese (DOC) il cui costo era relativamente basso, sia il bianco sia il rosso erano eccellenti e lo dico obtorto collo, sostenitore come sono dei vini italiani. Purtroppo in Thailandia i vini nostrani veramente validi sono offerti a prezzi troppo alti rispetto a quelli di altri paesi. L’alcool viene venduto in tuti i supermercati nei family markets e nei 7-11 (di cui parlerò in seguito), ma solo in certi orari. Alcuni giorni di festa (il compleanno del Re e quello della Regina per esempio) la vendita di ogni tipo di alcool è vietata, così come viene imposta negli stessi giorni la chiusura di ogni locale notturno o dei massaggi. I Thailandesi si rifanno durante festività come il Songkran, la festa dell’acqua, l’acqua è la vita e va festeggiata. È vero che in queste tre giornate l’eccesso è la parola d’ordine: gavettoni ad ogni costo, colossali sbornie, una sorta di carnevale sfrenato, ma come lo si può rimproverare ad un popolo di lavoratori e lavoratrici? (Annotazione di costume: se invitati in una casa thailandese ricordarsi di entrare solo dopo essersi tolti le scarpe e MAI rifiutare l’offerta di un bicchiere di acqua, sempre per il basico concetto: l’acqua è la vita). Sulle Hills (le montagne) intorno a Chiangmai ed alla provincia limitrofa –Lampang- alcune tribù distillano liquori da ananas ed altri frutti. Spacca-fegato, fidatevi. Mi è capitato di assaggiarla (e mi son fermato lì!) durante una visita ad un missionario Italiano che con altri suoi confratelli, tutti dal Veneto, assistono queste tribù con fondi loro e fanno un lavoro che dire eccezionale è poco per dedizione e capacità. Parlano Thai e i dialetti locali perfettamente ed esercitano la loro attività pastorale con un’umiltà che raramente ho incontrato.


Se durante la notte si volesse comprare uno stuzzichino o una bibita in nessuna parte della Thailandia sarebbe un problema. New York ha la fama di “City that never sleeps” (città che non dorme mai), la Thailandia potrebbe esser chiamata “Country that never sleeps” (Nazione che non dorme mai). Potrebbe. Perché se da un lato il dormire è uno degli “sport nazionali” è pur vero che i Thai non hanno remore di sorta a lavorare sempre e comunque se necessario. 7-11 (chiamati in America seven-eleven, in Thailandia "Sevén") o i Family Mart sono negozi aperti 24/7, dove puoi fare una spesa completa di tutto, dagli oggetti di cancelleria ai cosmetici, dal pane ai salumi, bevande, ghiaccio, puoi anche comprarti un hot dog on un hamburger da mangiare a casa, bello caldo, o farti un Mama-Toyam-Khoun (ne parlerò fra poche righe) o ricaricare la sim del telefonino. I prezzi (salvo quelli imposti) sono leggermente più alti che nei supermercati o nei negozi aperti di giorno, ma tutto lì. Rapine? Rarissime. E i rapinatori sempre arrestati. Anche i normali negozi e supermercati hanno orari molto comodi per i clienti. Non hanno giorni di chiusura. Sabati e domeniche sono aperti dalle 9 alle 20. Anche le Banche. I bancomat hanno una diffusione capillare e nei week end, quando le filiali ordinarie sono chiuse (orario 9/16 continuato), le agenzie dei centri commerciali funzionano normalmente dall’apertura del centro alla sua chiusura.

La frenesia della Capitale, che diminuisce, ma non sparisce in altre grandi città (Chiangmai, Udonthani, Surat Thani), fa porre l’occhio su alcune abitudini alimentari di una parte della popolazione. Mi pare di aver già accennato che i Thai sembrano mangiare costantemente. Una forma di cibo velocemente consumata (e dappertutto) sono i Mama, cioè tagliolini liofilizzati che vengono immersi in acqua bollente, mescolati con la salsa ed il condimento che vengono con la confezione, spesso nello stesso contenitore/scodella di vendita, lasciati a riposare 4/5 minuti e mangiati bollenti. Ça va sans dire che sono piccantissimi. Le confezioni di Tom Yam (zuppa piccante) possono essere al sapore di gambero o maiale o pollo o anatra. Costo? 5/7 Baht (1 € = /- 40 Baht). Vedi studenti, lavoratori, commesse, impiegati mangiare i loro Mama dappertutto. Spesso sono la prima colazione di chi va al lavoro o a scuola. Un altro cibo tipico dei Thai, ma anche di tutto il Sud-Est dell’Asia. Ho assaggiato il loro equivalente cinese, altrettanto buono, forse perché meno piccante….

Un’altra peculiarità che farà stupire le massaie nostrane. Con mia moglie andai a far la spesa in un grande supermercato di Bangkok. Lei comprò una rete con circa un chilo di vongole. Io iniziai a discutere con lei come cucinarli. Si fece una risata. Prese la rete dalla mostra e si recò in un settore laterale della pescheria del supermercato dove fumavano dei grossi bollitori. Lasciò la rete delle vongole dando delle istruzioni alla commessa. Continuammo la ns. spesa. Prima di andare alla cassa ripassammo dalla pescheria e lei ritirò le vongole cotte con erbe e condimenti. A casa le scaldammo velocemente nel microonde e ce le mangiammo. Certo il gusto di cucinare con calma il proprio cibo come siamo abituati noi manca. Il problema si incentra tutto sul fatto che gli accomodamenti abitativi thai son molto diversi dai nostri. I palazzi di appartamenti son costituiti da una o due locali cadauno, con un bagno, quelli che vanno per la maggiore (per motivi economici soprattutto) non hanno una cucina. Puoi sì cucinare con fornelli elettrici, ma è scomodo. Per cui alla fine la gente è obbligata a mangiare fuori casa (da qui la proliferazione delle osterie di strada) o usare il take-away, scaldandolo magari col microonde. Gli elettrodomestici che non mancano mai in questi appartamenti sono frigorifero, televisore, microonde e bollitori elettrici. Questi appartamenti son spesso abitati da due o tre persone che(quando non sono coppie) dividono alloggio ed affitto per risparmiare. La maggior parte dei condomini hanno un unico proprietario che affitta le singole unità, fornendo servizi di sicurezza, manutenzione, spesso affittando anche i mobili, televisori ecc.; nell’affitto son compresi per esempio la TV via cavo, ma luce e acqua son fatturati a consumo. Dato il clima quasi tutti i condominii hanno aria condizionata inclusa. Per esperienza personale, una volta che il fisico si è abituato al clima ho sempre preferito dei buoni ventilatori all’aria condizionata, che…. Non ti può seguire fuori casa…… (continua)

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Commenti

 

Molto interessante. Si capisce che l'autore ha vissuto realmente le esperienze che racconta e che le rende più reali.

Inserito 1 aprile 2011 ore 23:00
 

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